Ferrari mostra i soliti limiti legati alla power unit nel venerdì del Canada. La caratteristica della F1 2026 più importante in percentuale è la capacità di ottimizzare le fasi di carica e scarica della batteria: in questo tratto distintivo, la Rossa continua ad accusare un ritardo non colmabile. Al termine della qualifica sprint, le due Rosse si piazzano in quinta e sesta posizione, confermandosi terza forza.
Ferrari, cosa è successo nelle libere del Gran Premo del Canada
Le FP1 del Gran Premio del Canada si rivelano subito in salita per la Ferrari, costretta a inseguire su una pista sporca e “verde”, resa ancora più insidiosa dal format sprint che concede un’unica ora di libere. Ottimizzare il tempo è cruciale: i ferraristi si adoperano con le Hard per cercare un grip stabile e concentrarsi sul settaggio dell’ibrido.
La FIA ha fissato il massimale energetico a 6 megajoule, il valore più basso della stagione, e Maranello deve capire se ciò possa assottigliare il deficit nelle fasi di harvesting e deployment rispetto alle power unit Mercedes. Il lavoro viene interrotto quasi subito da una Virtual Safety Car, poi trasformata in bandiera rossa, per il recupero della VCARB di Lawson in curva 4.
Alla ripartenza, emergono le prime criticità sul bilanciamento della SF-26. Sebbene gli ingegneri rassicurino i piloti imputando le perdite di posteriore in accelerazione alla scarsa aderenza del tracciato, la vettura mostra alcune difficoltà nell’attivazione delle coperture. Entrambi i piloti sono costretti a zigzagare a lungo nel terzo settore per immettere energia nella carcassa all’anteriore.
La SF-26 risulta sovrasterzante nelle chicane rapide, ma il problema principale si nota nelle staccate, dove in linea di massima mostra un certa instabilità. Dopo una seconda red flag causata dall’Alpine di Colapinto e 15 minuti extra concessi dalla direzione gara, le Ferrari tentano una breve simulazione di passo gara in configurazione high fuel. Qui emerge un fattore tecnico di grande rilevanza.
Ai piloti viene chiesto di disabilitare manualmente la modalità rettilineo nella chicane 8-9, a causa della lentezza dell’attuatore del flap dell’ala Macarena nel ristabilire il carico aerodinamico al retrotreno. Non parliamo certo di un dettaglio. Il passaggio finale alle gomme Soft per la simulazione di qualifica certifica le difficoltà sul giro secco. Leclerc rimedia quasi un secondo dalle velocissime Mercedes.
Hamilton paga 1,3 secondi, scesi poi a sette decimi nel tentativo successivo. Tra consigli sull’handling, come l’uso del toggle sinistro in curva 1 e 2 per migliorare la rotazione, bandiere gialle (Gasly) e l’ennesima bandiera rossa per detriti a pochi minuti dalla fine, la sessione si chiude senza veri riferimenti per la SF-26, chiamata ora all’impresa contro una Mercedes che sembra volare sul tracciato canadese.
GP Canada F1, Qualifica Sprint: Ferrari molla ancora il colpo sul più bello
La Qualifica Sprint del Gran Premio del Canada si rivela complessa per la Ferrari, evidenziando il consueto calo prestazionale nel momento decisivo. Nella SQ1, le SF-26 scendono in pista con gomme Medium, non utilizzate nelle libere, per testare i ritocchi apportati all’assetto. Hamilton trova subito il ritmo segnando il miglior tempo, aiutato anche dalle indicazioni del suo ingegnere sull’uso del cambio.
Leclerc, al contrario, vive una sessione travagliata: dopo un lungo in curva 1, il monegasco lamenta gravi criticità al brake balance, descrivendo un impianto frenante “fuori fase”. Viene provvidenzialmente salvato dal taglio da una bandiera rossa, causata da un bloccaggio di Alonso che finisce a muro in curva 3. Nei minuti finali, solo Hamilton rientra in pista per una sgambata esplorativa sui punti di staccata.
La SQ2 scorre via con maggiore regolarità. Dopo i necessari giri di preparazione per scaldare le coperture, i piloti inseriscono la modalità push. Hamilton si mostra subito molto competitivo, piazzandosi a meno di due decimi dalle Mercedes e cercando margini di miglioramento nell’ultimo settore (curve 13 e 14). Leclerc, inizialmente in ritardo, trova progressivamente il feeling con la vettura.
Lo fa accorciando il distacco dal compagno a un solo decimo. Entrambe le Rosse passano agevolmente il taglio, in una fase in cui le McLaren restano sornione e Russell spinge al limite per rimarcare la sua leadership interna. Il crollo verticale della Ferrari si materializza però in SQ3, nonostante i giri di preparazione per centrare la finestra termica target ed estrarre il massimo grip.
La vettura italiana manca all’appello quando le power unit sono chiamate alla spinta estrema. Hamilton chiude un buon primo tentativo, mentre Leclerc accusa subito quattro decimi di ritardo. Nel rundecisivo, le McLaren di Norris e Piastri si svegliano, così come Antonelli (che agguanta la seconda piazza), scavalcando prepotentemente le Rosse.
Ancora una volta, il motore Ferrari cede il passo nel momento topico. Leclerc chiude la sessione lamentandosi del traffico e della cronica mancanza di spinta nel finale. Spicca, in positivo, la solida prestazione di Hamilton: il britannico ha scelto di affrontare il weekend senza preparazione al simulatore, una scommessa che, cronometro alla mano, gli sta dando ragione.