• 4 Luglio 2026 12:29

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Bollo auto, maxi rottamazione sulle cartelle: cosa cambia per le vecchie cartelle

Lug 4, 2026

Per molti automobilisti il bollo auto è rimasto a lungo una delle pendenze lasciate nel cassetto, magari perché l’importo sembrava gestibile, poi perché alla cifra iniziale si sono aggiunti sanzioni, interessi e costi di riscossione. Le cartelle arretrate sulla tassa potrebbero diventare meno pesanti grazie alla nuova rottamazione, purché la Regione di appartenenza decida di aderire.

Come funziona la rottamazione per le cartelle

La novità riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Nella nuova rottamazione figurano anche alcuni debiti locali e il caso più interessante riguarda le vecchie cartelle sulla tassa automobilistica, perché si tratta di un pagamento gestito dalle Regioni. Dove la misura verrà applicata, il conto sarà alleggerito: il proprietario del veicolo dovrà versare la somma rimasta arretrata e le spese di notifica o riscossione, mentre smetterà di essere gravato delle sanzioni e degli interessi maturati nel tempo.

Il vantaggio sta nella cancellazione della parte grossa del debito, ovvero gli importi aggiunti in un secondo momento, come penalità e interessi. In ogni caso l’importo iniziale del bollo va saldato e prima di cantare vittoria resta un nodo importante: l’adesione non è automatica, ma passa dalla singola Regione.

Il calendario aggiornato prevede una prima fase riservata agli enti, chiamati a comunicare la propria scelta entro il 31 luglio 2026. A questo punto, la palla passerà nella metà campo degli automobilisti. La richiesta andrà inviata tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026 nei termini comunicati dall’Agenzia, la quale renderà disponibili le modalità operative e i dati utili per individuare i carichi definibili.

Che lo scopo sia quello di alleggerire l’operazione lo si desume anche osservando le modalità di pagamento. La posizione potrà essere chiusa subito, con il saldo entro il 31 marzo 2027, oppure un po’ alla volta. Nel caso della rateizzazione più lunga, le scadenze saranno 54, una ogni due mesi. Scegliendo la seconda opzione, scatta un interesse del 3% annuo, ma il risparmio può comunque farsi sentire, soprattutto quando la cartella si trascina da anni ed è cresciuta molto rispetto alla cifra iniziale.

Chi può accedere alla misura e cosa escludere

Dalla misura sono esclusi sia i bolli ancora da pagare spontaneamente sia quelli non affidati alla riscossione nei termini previsti. Conta anche lo stato della pratica, se il debito è ancora in mano alla Regione o se è già passato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Proprio questo passaggio determina l’accesso alla rottamazione.

Per gli automobilisti con pendenze datate, il consiglio pratico è uno solo: controllare la propria area riservata sul sito dell’Agenzia  e seguire le comunicazioni dell’ente locale di appartenenza. Invece di pensare subito al risparmio, sarebbe il caso di interrogarsi su un punto: la propria Regione prevede la nuova rottamazione? Soltanto in caso di risposta positiva sarà possibile dare inizio alle pratiche, nei termini indicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Meglio quindi controllare la propria posizione, senza dare nulla per scontato. Per quanto la tentazione di fare programmi sia forte, conviene quindi guardare le carte o affidarsi alle competenze specifiche di un esperto. In materia fiscale i facili entusiasmi fanno danni quasi quanto le cartelle stesse.

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