• 9 Agosto 2026 11:10

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Benzina di contrabbando per evadere migliaia di euro di accise, la scoperta

Ago 9, 2026

Con i prezzi della benzina ai massimi e le accise tornate a pesare in modo significativo sul portafoglio di milioni di automobilisti, il mercato del contrabbando di carburanti trova terreno fertile. A Padova, le Fiamme Gialle del Comando provinciale, con il supporto della Polizia Stradale di Padova e Venezia, hanno sequestrato 33 mila litri di benzina trasportata su un camion partito dalla Polonia, dichiarata nei documenti come solvente proveniente da una raffineria del Nord Europa e destinata alla Grecia. Il conducente, un cittadino ungherese, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per contrabbando di prodotti petroliferi.

Il camion dalla Polonia

L’autoarticolato era partito dalla Polonia ed era entrato in Italia attraverso il valico di Tarvisio. Il mezzo è stato fermato dai finanzieri del Gruppo di Padova nell’ambito dei controlli sul traffico illecito di carburanti provenienti dall’estero e destinati al mercato italiano senza il pagamento delle imposte previste. A insospettire gli investigatori sono stati i documenti di accompagnamento della merce, il certificato di analisi presentato e soprattutto l’itinerario anomalo seguito dall’autoarticolato. Un camion che parte dalla Polonia con carico destinato alla Grecia e passa per l’Italia percorrendo una rotta poco logistica è già di per sé un elemento che attira l’attenzione di chi presidia le arterie di transito.

Analisi e conferme

Una volta fermato il mezzo, gli agenti hanno proceduto al campionamento del liquido trasportato e a una prima analisi sul campo. Gli accertamenti hanno evidenziato che il liquido dichiarato come solvente presentava le stesse caratteristiche della benzina. Il risultato delle prime verifiche è stato successivamente confermato dal Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia-Marghera.

Benzina spacciata per solvente, un prodotto petrolifero su cui l’accisa non è prevista. Secondo la Guardia di Finanza, non si tratta di un sistema nuovo: i contrabbandieri tenterebbero di dichiarare benzina o gasolio come altri derivati del petrolio, introducendoli nel mercato italiano senza pagare le imposte dovute e alterando la concorrenza tra gli operatori del settore. Il carburante e l’intero mezzo sono stati sottoposti a sequestro preventivo.

Evasione delle accise

L’accisa che sarebbe stata evasa sul carico è stata stimata in oltre 15 mila euro. Una cifra che, moltiplicata per il numero di operazioni di questo tipo che sfuggono ai controlli, dà un’idea della dimensione potenziale del problema. Il conducente rischia, in caso di condanna definitiva, una pena fino a cinque anni di reclusione e una multa compresa tra circa 31mila e 156mila euro. Sanzioni severe, pensate proprio per scoraggiare un traffico che produce un doppio danno: sottrae risorse alle casse dello Stato e crea una concorrenza sleale a danno dei distributori che operano nella legalità, pagando tutte le imposte previste.

Il paradosso di questa vicenda è che avviene in un momento in cui il dibattito sui prezzi dei carburanti è particolarmente acceso. Le accise italiane sono tra le più alte d’Europa, la loro scadenza o il loro rinnovo fanno notizia di settimana in settimana, e le famiglie che vanno in vacanza calcolano con sempre maggiore precisione quanto spenderanno per fare il pieno durante il viaggio. Le indagini proseguono per chiarire l’origine e la reale destinazione del carico e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella presunta rete di contrabbando.

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