• 6 Agosto 2026 9:35

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Benzina a metà prezzo in Turchia: ecco perché in Italia continuiamo a pagare il doppio

Ago 6, 2026

Il divario tra il prezzo della benzina alla pompa in Turchia e quello in Italia evidenzia le profonde differenze nella tassazione, nelle politiche monetarie e nei costi della catena energetica. Sebbene il divario reale veda la benzina turca oscillare indicativamente attorno a 1,15 – 1,40 €/litro (a seconda del tasso di cambio) contro i 1,85 – 2,00 €/litro dell’Italia, il prezzo percepito in Euro rimane nettamente più basso in Turchia.

Il peso del fisco: accise e IVA a confronto

La ragione principale della differenza di prezzo è la componente fiscale:

In Italia: oltre il 55-60% del prezzo al litro è composto da tasse slegate dal costo del greggio grezzo, vale a dire le accise (una tassa fissa a quantità) e l’IVA al 22% (applicata sia sul prezzo industriale sia sulle accise stesse, generando la cosiddetta “tassa sulla tassa”).

In Turchia: la tassa sui consumi speciali (ÖTV – Özel Tüketim Vergisi) e l’IVA sui carburanti vengono frequentemente calibrate dal governo per evitare strappi eccessivi ai distributori, mantenendo la quota fiscale complessiva per litro più contenuta rispetto agli standard dell’Unione Europea.

 Il fattore cambio e la svalutazione della Lira Turca

Per chi ragiona o paga in Euro, entra in gioco un effetto ottico di cambio monetario. Negli ultimi anni la Lira turca (TRY) ha subito un forte deprezzamento rispetto all’Euro e al Dollaro. Quando il costo in lire viene convertito in Euro, il dato nominale risulta particolarmente conveniente per un consumatore europeo o per un viaggiatore straniero.

Approvvigionamento, greggio e raffinazione

Accordi sull’import di greggio: La Turchia mantiene rapporti commerciali differenziati rispetto ai Paesi UE, potendo importare greggio da diversi fornitori regionali (incluso il petrolio russo a prezzi scontati rispetto ai benchmark occidentali come il Brent).

Capacità di raffinazione: Il paese possiede una forte capacità interna di raffinazione (attraverso giganti industriali come Tüpraş) che riduce i costi di trasformazione rispetto alla dipendenza da prodotti finiti importati.

Il paradosso del potere d’acquisto

Nonostante il costo in Euro apparire decisamente più economico in Turchia, la prospettiva cambia radicalmente valutando il potere d’acquisto locale. In proporzione al salario medio o al salario minimo turco, un litro di benzina costa in realtà molto di più al cittadino turco rispetto a quanto pesi un litro di benzina per un cittadino italiano.

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