• 5 Settembre 2026 8:48

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Autovelox, cos’è il “salto del canguro” e perché è pericoloso

Set 5, 2026

Vedi il cartello e dai un’occhiata al tachimetro, alzando il piede se stai andando troppo forte e superato l’autovelox alla velocità consentita torni all’andatura precedente. Succede ogni giorno sulle strade italiane e qualcuno ha trovato un nome piuttosto intuitivo per descrivere questa abitudine: “salto del canguro”.

Conoscere bene il percorso aiuta: a furia di fare lo stesso percorso, la posizione delle postazioni fisse si impara quasi a memoria, mentre sulle altre ci sono i cartelli ad avvisare in anticipo. Il rallentamento finisce così per durare lo spazio necessario a superare il controllo, dopodiché tutto torna com’era prima.

Cos’è il salto del canguro

La velocità, in pratica, oscilla ed è da qui che arriva il paragone con il canguro. Una volta passato l’apparecchio, il piede torna sull’acceleratore e in certi casi lo fa con forza, quasi a voler recuperare quanto perso poco prima. I pochi secondi trascorsi entro il limite costituiscono una parentesi in mezzo al resto del viaggio.

Tutto si gioca nei metri attorno alla postazione: l’automobilista arriva dopo aver rallentato e passa davanti all’autovelox rispettando il limite; appena il controllo resta alle spalle, può ricominciare ad accelerare ed è questo piccolo spazio a rendere possibile il salto del canguro.

Capita pure di accorgersi dell’autovelox all’ultimo momento e la reazione istintiva è frenare. Se la velocità è alta, il rallentamento diventa brusco e l’auto che arriva alle spalle potrebbe trovarsi improvvisamente molto più vicina, trasformando il tentativo di evitare una multa in un problema.

Acceleratore e freno vengono inoltre sollecitati più del necessario. Si perde velocità, quindi dopo la si riprende e magari si schiaccia un po’ di più nel tentativo di recuperare. Guidare così porta inevitabilmente a consumare più carburante rispetto a mantenere un’andatura regolare e sottopone i freni a un lavoro evitabile.

Con il Tutor cambia la strategia

Sulle strade controllate dal Tutor diventa più difficile cavarsela con una frenata al momento giusto. Il sistema guarda infatti alla velocità media tenuta tra due punti e non soltanto al numero indicato dal tachimetro passando sotto la telecamera, perciò aver alzato il piede per qualche secondo, in questo caso, rischia di risultare vano.

Se prima si è corso troppo bisogna recuperare nei chilometri successivi, percorrendoli a un’andatura abbastanza bassa da far scendere la media. Il margine per il classico rallentamento dell’ultimo momento si riduce notevolmente, perché il tratto preso in esame è molto più lungo dello spazio attorno a un autovelox.

Il salto del canguro funziona quindi soprattutto nei tratti dove il controllo avviene in un punto preciso. Il nome sarà anche curioso, ma il comportamento esiste da ben prima che qualcuno decidesse di battezzarlo così: sono evolute le tecnologie utilizzate per rilevare la velocità, non la tentazione di frenare appena compare un rilevatore di velocità.

Superata la postazione, l’automobilista ha modo di riprendere l’andatura precedente, mentre il limite continua ad accompagnarlo lungo la strada, ben oltre lo spazio occupato dall’autovelox. La strategia permette insomma di attraversare la zona controllata alla velocità giusta, lasciando invariata la regola per i chilometri successivi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close