• 2 Ottobre 2026 11:14

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Leclerc e Sepang: nove anni dopo il monegasco ritrova la pista dei primi giri in F1

Ott 2, 2026

Charles Leclerc è tra i piloti dell’attuale schieramento di F1 che non hanno disputato una gara sul circuito malese di Sepang. Quando il Circus lasciò Sepang, nel 2017, Leclerc non era ancora un pilota titolare del Mondiale. Eppure quella pista l’ha già affrontata, una volta sola per dieci giri. Era il 29 settembre 2017 e Leclerc aveva appena 19 anni. Era il pilota della Ferrari Driver Academy che aveva dominato la F2 e che si preparava a fare il grande salto di categoria. La Sauber gli aveva affidato la C36 per la prima sessione di prove libere del GP Malesia, al posto di Marcus Ericsson.

Quella mattina, però, Sepang decise di non concedergli un’accoglienza particolarmente gentile. Dieci giri sotto la pioggia, la pista cambiava continuamente, le squadre faticavano a raccogliere dati e diversi piloti aspettavano che l’asfalto migliorasse prima di uscire dai box.

Dieci giri sotto la pioggia

Alla fine delle FP1 di quel 2017, Leclerc fu 16esimo, con un tempo di 1’55″280, a 6″318 dalla Red Bull di Max Verstappen, autore del miglior riferimento della sessione. Numeri che oggi, riletti con gli occhi del presente, sembrano quasi appartenere a un altro pilota. La Sauber infatti era una macchina senza grandi pretese e Leclerc era ancora un ragazzo in cerca del proprio posto nel paddock.

Verstappen, curiosamente, era già dall’altra parte della barricata: non soltanto davanti a tutti in quella sessione, ma destinato a diventare uno dei grandi protagonisti della storia di Sepang, vincendo proprio l’ultima gara di F1 disputata sul circuito nel 2017. Il futuro, quel giorno, era già lì, solo che nessuno poteva ancora sapere come sarebbe andata.

Nove anni dopo, tutto è cambiato

Oggi Leclerc torna a Sepang in una situazione completamente diversa. Non più come giovane della Ferrari Driver Academy in prestito alla Sauber. Non più con l’obiettivo di accumulare chilometri e convincere qualcuno di essere pronto, ci torna con la tuta della Ferrari e con una monoposto che, secondo le sue stesse parole, potrebbe trovare a Sepang un ambiente più favorevole rispetto a Baku. “È una pista che dovrebbe essere un po’ più favorevole per noi rispetto a Baku”, ha spiegato Leclerc alla vigilia del weekend.

Non è una previsione, e soprattutto non è una promessa. È piuttosto la fotografia di ciò che Ferrari si aspetta da un circuito molto diverso rispetto agli appuntamenti più recenti. Sepang chiede infatti qualcosa che Leclerc considera fondamentale: fiducia nella SF-26. Curve veloci, cambi di direzione, frenate importanti e lunghi rettilinei mettono alla prova l’equilibrio della vettura. Non è una pista sulla quale si può semplicemente cercare il tempo con una macchina nervosa o difficile da interpretare. Bisogna sentirla e Leclerc lo sa bene.

La pista che chiede fiducia

“Ci sono molte curve ad alta velocità e diverse staccate impegnative. È importante avere una macchina che ti permetta di spingere con fiducia“, ha ricordato il pilota Ferrari. Fiducia è forse la parola chiave di questo ritorno a Sepang. Perché Leclerc, oggi, non è più il ragazzo che nel 2017 aspettava che la pioggia lasciasse spazio a qualche giro utile. È uno dei riferimenti della Ferrari e uno dei piloti che conoscono meglio la pressione di dover trasformare ogni piccolo dettaglio tecnico in prestazione. E proprio a Sepang potrebbe esserci bisogno di quei dettagli.

La pista torna nel calendario dopo 9 anni e nessuno dei team dispone di un patrimonio recente di dati con le vetture della generazione attuale. F1 e FIA hanno inserito Sepang nel calendario 2026 come sede del GP del Bahrain, dal 2 al 4 ottobre, dopo lo spostamento della gara originariamente prevista in Medio Oriente. Per Leclerc, dunque, il ricordo del 2017 è prezioso soprattutto come memoria personale. Dal punto di vista tecnico, invece, quella vecchia esperienza conta poco: tra la Sauber C36 di allora e la Ferrari SF-26 di oggi c’è praticamente un’era automobilistica.

Il circuito è rimasto

Le curve già percorse nel 2017 sono rimaste e forse anche quella sensazione di essere davanti a qualcosa di difficile da decifrare. Il vero rebus saranno le gomme, un altro elemento che Leclerc ha indicato come decisivo. “Quest’anno le gomme sono molto difficili da interpretare“, ha detto, spiegando che riuscire a portarle nella finestra corretta può fare una grande differenza.

Il circuito malese è noto per l’abrasività dell’asfalto, le alte temperature e il forte carico energetico imposto agli pneumatici. Pirelli ha scelto per il weekend le mescole C2, C3 e C4, con una combinazione pensata per lasciare aperto il ventaglio delle strategie. Il ritorno del circuito, inoltre, significa che le squadre dovranno costruire rapidamente un nuovo riferimento con le vetture attuali. Nel 2017 aveva bisogno di imparare la pista, nel 2026 dovrà imparare soprattutto come far funzionare la macchina su quella pista per due forme completamente diverse di apprendimento.

Anche Ferrari è in una fase di apprendimento

Leclerc ha condiviso anche degli aggiornamenti in arrivo sulla SF-26. Non ci saranno rivoluzioni immediate, ha spiegato, ma piccoli passi che possono diventare importanti all’interno di una stagione nella quale la concorrenza continua a sviluppare le proprie vetture. La fotografia perfetta della F1 moderna: raramente esiste il grande salto improvviso. Più spesso la differenza nasce dalla somma di dettagli. Una gomma nella finestra giusta, un bilanciamento migliore in una curva, o una frenata più stabile. Ma anche un piccolo aggiornamento aerodinamico o un assetto che permette al pilota di avere quella fiducia necessaria per affrontare una curva ad alta velocità senza dover correggere la macchina. A Sepang, probabilmente, tutto questo conterà ancora di più.

Quel ragazzo del 2017

Nel 2017 Leclerc era già abbastanza bravo da essere scelto dalla Sauber per una FP1. Ma non era ancora Charles Leclerc. Era semplicemente il giovane talento che tutti aspettavano di vedere arrivare in F1. Nove anni dopo, torna sulla stessa pista con un bagaglio completamente diverso. Ha già vinto gare, conquistato pole position, affrontato stagioni difficili, indossato il rosso Ferrari e vissuto la pressione di Maranello. Ma Sepang conserva un’immagine di lui che nessun albo d’oro può cancellare: quella di un ragazzo di 19 anni dentro una Sauber, in una mattina di pioggia, mentre cerca di imparare uno dei circuiti più impegnativi del calendario.

Ora il tempo gli offre una seconda occasione, non per completare quei 10 giri ma per capire quanto è cambiato da allora. O magari anche quanto è rimasto uguale. Perché una pista può aspettare 9 anni, un pilota, invece, in 9 anni può diventare un altro. A Sepang, Charles Leclerc scoprirà se il circuito che aveva incontrato all’inizio della sua storia in F1 saprà finalmente restituirgli qualcosa di nuovo. Questa volta, però, al volante di una Ferrari.

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