• 16 Ottobre 2026 19:00

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Nuova Dacia Spring, più grande e tecnologica: come cambia a bordo

Ott 16, 2026

Della prima Spring, la nuova generazione ha tenuto soltanto il nome. Una ricostruzione, quella della piccola elettrica di Dacia, che parte dalla piattaforma, alle tecnologie, fino allo spazio a bordo, ma che non riguarda invece la filosofia, di un’elettrica semplice ed efficace in grado di semplificare la vita cittadina.

Presentata a inizio settembre e prodotta in Europa, nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, inaugura la nuova strategia del marchio, che entro il 2030 prevede il lancio di quattro modelli 100% elettrici.

Il progetto Spring

Il primo capitolo della serie punta a confermare il successo della versione precedente, che dal 2021 ha superato le 210.000 unità vendute in oltre quaranta Paesi, aiutando molti automobilisti ad avvicinarsi per la prima volta alla mobilità a batteria. 

La filosofia, però, resta quella di sempre: fare molto con il minimo indispensabile, concentrandosi sulle tecnologie davvero utili a chi usa l’auto ogni giorno, di solito  per andare al lavoro e tornare.

I numeri dei clienti della prima generazione, del resto, parlano chiaro: la prima vettura elettrica di sempre, che viene generalmente utilizzata per 34 chilometri al giorno in media, a una velocità media che si assesta sui 34 km/h.

La ricarica, altro fattore di rilievo quando si parla di elettriche, viene effettuata a casa nel 75% dei casi, rendendo futili quelli che sono i valori di ricarica veloce che abbracciano la maggior parte delle elettriche di ultima generazione, permettendo al brand di risparmiare e di conseguenza anche all’acquirente finale.

I vantaggi della piattaforma RGEV small

Alla base della nuova Spring c’è la piattaforma RGEV small di Renault Group, ed è proprio questa che permette alla piccola Dacia di beneficiare delle tecnologie elettriche più recenti del gruppo francese.

Rispetto al modello precedente le proporzioni sono completamente nuove: la vettura si adatta alle richieste di mercato e cresce di 15 cm in lunghezza e di 18 cm in larghezza, con un abitacolo più spazioso che ospita quattro persone e un bagagliaio che arriva a 337 litri, tra i più capienti del segmento A.

A muoverla c’è un motore da 60 kW, vale a dire 80 cavalli, con 175 Nm di coppia, che garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi e una velocità massima di 130 km/h. Numeri che non urlano al miracolo ma che permettono alla nuova Dacia Spring di cavarsela senza affanni nel traffico urbano ed extraurbano.

Il cuore energetico è una batteria Litio Ferro Fosfato da 27,5 kWh utili, che dichiara fino a 250 km di autonomia nel ciclo misto WLTP. Un valore che si posiziona in molti casi al di sotto della concorrenza ma che per la maggior parte degli automobilisti, come già anticipato in precedenza, basta una ricarica a settimana.

Le batterie LFP, tra l’altro, utilizzano ferro e fosfato anziché nichel e cobalto, metalli più facili da reperire. Il consumo dichiarato scende a 12,7 kWh/100 km, grazie anche a un peso contenuto, a partire da 1.212 kg. Sul fronte ricarica, di serie c’è un caricatore in corrente alternata da 6,6 kW, che da una presa domestica permette di passare dal 15 all’80% in nove ore.

Con la versione di ricarica rapida si sale a 11 kW in alternata e si aggiunge la presa per la corrente continua da 50 kW, con la quale bastano 28 minuti per lo stesso intervallo. A bordo trova spazio anche la predisposizione V2L, inclusa nel Power Pack, che consente di alimentare piccoli elettrodomestici, dalla batteria della bici alla macchina del caffè.

La praticità del pulsante My Safety

Tra le soluzioni più curiose spicca il pulsante “My Safety”, una trovata semplice quanto efficace per chi non ama ritoccare le impostazioni ogni volta che sale in auto. Dacia lo abbina ai sistemi di assistenza alla guida: il conducente può salvare una configurazione personalizzata di alcuni ADAS, che si attiva in automatico all’avvio del veicolo, senza dover tornare ogni mattina sui menu per disattivare o regolare ciò che dà fastidio.

Una funzione pensata proprio per rendere più rilassante la guida di tutti i giorni, insieme ad altri aiuti di serie come i sensori di parcheggio posteriori e il freno di stazionamento elettrico. Il raggio di sterzata di soli 4,95 metri, poi, aiuta nelle manovre in città, mentre la parking camera posteriore è di serie sull’allestimento Journey.

Cockpit digitale di serie

Davanti agli occhi del guidatore arriva un quadro strumenti digitale da 7 pollici, presente su tutti gli allestimenti e personalizzabile nelle funzioni, così da mettere in evidenza le informazioni che servono davvero. La plancia, costruita su linee orizzontali e caratterizzata da materiali robusti ed essenziali, punta a dare un’impressione di maggiore spazio e a rendere la lettura più immediata.

A seconda della configurazione cambia invece la parte centrale della plancia dove, accessibile sia al conducente sia al passeggero, trova posto un touchscreen da 10,1 pollici nelle versioni più ricche. L’accesso a bordo è agevolato dalla chiave Keyless Entry, di serie sulla Journey, mentre la posizione di guida si regola grazie al sedile scorrevole e al volante regolabile in altezza e profondità.

Dal telefono al navigatore, la scelta dell’infotainment

La connettività segue la stessa logica essenziale. Sulla versione Expression il sistema Media Control mostra sul quadro strumenti i dati multimediali e le chiamate, ed è abbinabile alla app gratuita Dacia Media Control, con interfaccia rinnovata: lo smartphone, collocato nell’apposito alloggiamento al centro della plancia, diventa il vero schermo di riferimento, anche in formato verticale.

Chi sceglie la Journey ha invece il Media Nav Live, con display da 10,1 pollici, replica wireless di Apple CarPlay e Android Auto e navigazione connessa per otto anni, con traffico in tempo reale e mappe europee sempre aggiornate. Non mancano servizi come App Store, programmazione delle ricariche, precondizionamento dell’abitacolo e localizzazione dell’auto.

Una firma luminosa intelligente

Anche l’illuminazione segue l’idea di ottenere il massimo con il minimo dispendio energetico. La nuova firma luminosa si ispira al simbolo Dacia Link e funziona in modo ingegnoso: solo la parte superiore è illuminata da diffusori LED, mentre quella inferiore, inclinata di 45 gradi, si limita a riflettere la luce, creando un effetto fluttuante che dà profondità ai fari con pochi componenti. Una scelta che contiene peso e costi senza rinunciare a un’identità visiva forte.

Il listino, d’altronde, conferma l’impostazione: la Expression parte da 17.900 euro e la Journey da 19.500 euro, entrambe sotto la soglia dei 20.000 euro.

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