• 16 Ottobre 2026 18:04

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Guida accompagnata a 16 anni, il Governo fa dietrofront: cosa cambia per i più giovani

Ott 16, 2026

La guida accompagnata a 16 anni non diventerà realtà, almeno per il momento. L’ipotesi di anticipare di un anno l’accesso alle esercitazioni in automobile non trova spazio nella revisione del Codice della Strada, lasciando invariata una possibilità che oggi riguarda soltanto i diciassettenni.

Il progetto avrebbe consentito ai più giovani di familiarizzare prima con la guida, accumulando esperienza sotto la supervisione di un adulto. La decisione di non procedere mantiene invece il sistema attuale, che prevede requisiti specifici e un percorso formativo obbligatorio. Una soluzione ancora poco utilizzata dalle famiglie italiane, nonostante sia disponibile da diversi anni.

Guida accompagnata a 16 anni: perché non cambia nulla

L’abbassamento dell’età minima avrebbe rappresentato una modifica significativa per chi desidera avvicinarsi al volante prima della maggiore età. Attualmente, infatti, la guida accompagnata può iniziare soltanto dopo il compimento dei 17 anni, a condizione di possedere già una patente di categoria idonea.

La proposta di estendere questa opportunità ai sedicenni è rimasta fuori dalla riforma. Non si tratta quindi della cancellazione della guida accompagnata, ma della rinuncia ad ampliarne l’accessibilità. Il tema riguarda anche la diffusione limitata dello strumento. Secondo i dati riportati nel dibattito sulla riforma, soltanto circa l’1% dei giovani che conseguono la patente utilizza preventivamente questa possibilità.

Anticipare l’età avrebbe potuto aumentare il numero degli interessati, offrendo un periodo più lungo per acquisire familiarità con il traffico e con le diverse condizioni di circolazione. La scelta del Governo lascia però aperta una questione: quanto incidono gli adempimenti richiesti sulla scarsa diffusione di questa formula?

Come funziona la guida accompagnata a 17 anni

Per ottenere l’autorizzazione non è sufficiente avere compiuto l’età prevista. Il minorenne deve essere già titolare di una patente A1 o B1, conseguibile a partire dai 16 anni. È poi necessario frequentare un corso di almeno 10 ore di guida pratica presso un’autoscuola, sotto la supervisione di un istruttore abilitato. La formazione comprende esercitazioni in condizioni differenti, incluse la circolazione notturna e quella su strade extraurbane o autostrade.

Soltanto dopo aver completato il percorso è possibile richiedere l’apposita autorizzazione, che consente di esercitarsi con un accompagnatore preventivamente indicato. Quest’ultimo deve possedere una patente B, o di categoria superiore, da almeno dieci anni e rispettare i requisiti previsti dalla normativa.

Durante le esercitazioni non è consentito trasportare altri passeggeri. L’automobile deve inoltre esporre il contrassegno GA ed essere conforme alle limitazioni stabilite per questa particolare modalità di guida. L’autorizzazione non sostituisce la patente B e non permette al diciassettenne di circolare autonomamente.

Perché pochi giovani scelgono questa possibilità

Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla necessità di possedere preventivamente una patente per motocicli leggeri o quadricicli. Chi non ha già affrontato questo percorso deve sostenere ulteriori costi e adempimenti prima di poter accedere alle esercitazioni in automobile.

A questi si aggiungono le lezioni obbligatorie in autoscuola, che rendono la procedura più articolata rispetto alla normale preparazione per la patente B. Anche il fattore temporale ha un peso. Potendo iniziare soltanto a 17 anni, molti ragazzi preferiscono attendere il compimento dei 18 anni per intraprendere direttamente il percorso ordinario.

L’eventuale apertura ai sedicenni avrebbe ampliato questo intervallo, ma non avrebbe automaticamente eliminato gli altri requisiti. Resta infine distinta la prospettiva europea, che prevede l’introduzione della patente B a 17 anni con accompagnatore attraverso una nuova disciplina comunitaria. Per l’applicazione delle relative disposizioni saranno necessari i passaggi normativi previsti.

Per ora, dunque, chi ha 16 anni può prepararsi attraverso le categorie A1 e B1, ma dovrà aspettare l’anno successivo per esercitarsi alla guida di un’automobile con l’autorizzazione prevista dal Codice della Strada.

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