C’è chi cerca vecchi vinili, chi giocattoli vintage, chi libri e chi semplicemente prova a liberare il garage da tutto quello che non usa più. E poi ci sono i cacciatori di tesori, quelli che arrivano prestissimo e passano in rassegna ogni scatola alla ricerca dell’affare della vita. È il car boot sale, una delle tradizioni più curiose della cultura britannica. Letteralmente significa “vendita dal bagagliaio dell’auto”: i privati raggiungono un’area destinata al mercatino, parcheggiano e trasformano il baule della propria vettura in una piccola bancarella.
Il tesoro comprato per una sterlina
L’ultima storia che ha riportato il car boot sale sotto i riflettori arriva dal Regno Unito e sembra uscita direttamente da un programma televisivo di antiquariato. Un acquirente ha pagato appena 1 sterlina per una piccola scultura raffigurante un cane, acquistata durante un car boot sale. Sembrava un oggetto curioso, ma niente di particolarmente prezioso.
Solo in seguito è arrivata la sorpresa. La statuetta, lunga circa 8,5 centimetri e realizzata in una pietra di giada verde e nera, è stata identificata come un manufatto cinese risalente probabilmente alla fine del XIV o all’inizio del XV secolo, quindi all’epoca della transizione tra la dinastia Song e la dinastia Ming.
Il valore stimato? Fino a 10.000 sterline. In altre parole, da un oggetto pagato poco più di un caffè a un pezzo da migliaia di sterline.
Ma cos’è davvero un car boot sale?
Il concetto è semplicissimo: niente negozi, niente vetrine e, almeno in origine, nemmeno bancarelle tradizionali. I venditori arrivano con la propria auto, aprono il bagagliaio e mettono in vendita quello che non serve più. Vestiti, libri, giocattoli, utensili, oggetti per la casa, elettronica, dischi, biciclette, pezzi da collezione e antiquariato.
Il risultato è una sorta di mercatino delle pulci itinerante, dove il confine tra “vecchia roba” e “oggetto di valore” può essere sorprendentemente sottile. E proprio questa imprevedibilità è una delle ragioni del suo successo.
I car boot sale sono generalmente organizzati all’aperto e sono particolarmente diffusi nel fine settimana. La domenica è tradizionalmente il giorno più frequentato.
Il bagagliaio diventa una vetrina
C’è anche un dettaglio interessante per chi ama le automobili. Nel car boot sale l’auto non è soltanto il mezzo per arrivare al mercatino: è parte integrante del mercato stesso.
Il bagagliaio diventa infatti lo spazio espositivo. Una vecchia station wagon può trasformarsi in un piccolo negozio di abbigliamento, una compatta può contenere scatoloni pieni di libri e una monovolume può diventare un vero e proprio magazzino ambulante. È un modo molto semplice di dare una seconda vita agli oggetti e, allo stesso tempo, recuperare qualche soldo.
Il vero spettacolo è la ricerca dell’affare
Per chi compra, però, il car boot sale è soprattutto una caccia al tesoro. Il bello non è sapere cosa si troverà, ma non sapere cosa si troverà.
Tra decine di oggetti apparentemente senza valore può nascondersi un pezzo raro. Un vecchio orologio, una macchina fotografica, un vinile, un giocattolo degli anni Settanta o un oggetto di antiquariato possono avere un valore molto superiore a quello richiesto dal venditore.
La storia della statuetta cinese lo dimostra perfettamente: secondo l’asta britannica che l’ha esaminata, il venditore stesso aveva intuito che si trattasse di giada e che potesse essere antica. Ma nessuno, evidentemente, aveva immaginato che potesse risalire a oltre 600 anni fa.
Perché il car boot sale piace
In un’epoca in cui quasi tutto può essere comprato e venduto online, il successo di questi mercatini sembra quasi controcorrente. Eppure è proprio questo il loro fascino. Non ci sono algoritmi a suggerire cosa comprare, né cataloghi da consultare. Si cammina tra le auto, si aprono scatole, si osservano gli oggetti e soprattutto si tratta sul prezzo.
Il car boot sale è quindi anche un’esperienza sociale: un modo per vendere ciò che non serve più, comprare qualcosa a buon prezzo e, magari, tornare a casa con una storia da raccontare.
E qualche volta quella storia può valere 10.000 sterline.