• 2 Settembre 2026 8:36

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Frode assicurativa scoperta, ritrovata una Ferrari tra le più ricercate

Set 2, 2026

I bambini amano scavare, ma in pochi possono raccontare di avere riesumato da sotto terra un vero tesoro a quattro ruote. Nella città di Los Angeles, un giorno di febbraio del 1978, due amici erano intenti a giocare in un giardino e fecero una scoperta destinata a entrare nella leggenda. Scavando le terra trovarono un telo e subito la notizia fece scalpore nel quartiere perché quella copertura nascondeva una iconica Ferrari.

Le autorità intervennero ed emerse qualcosa di impensabile: sotto metri di terra giaceva una Ferrari Dino 246 GTS, un bolide della Casa modenese rubato quattro anni prima. La vettura era stata sottratta nel 1974 al proprietario, Rosendo Cruz, che ne denunciò il furto e l’assicurazione gli pagò un rimborso di circa 22.000 dollari (una cifra pari a quasi 130.000 euro odierni). Le successive indagini, dopo il ritrovamento, mostrarono una delle più grandi truffe assicurative del secolo scorso.

Piano ben architettato

I malviventi non avevano rubato l’auto per rivenderla, ma l’avevano accuratamente seppellita nel giardino di una casa, avvolgendola con teli di plastica per proteggerla dall’umidità, con l’intenzione di recuperarla negli anni successivi. La Ferrari era sparita nel nulla e i soldi erano stati incassati dall’assicurazione. Nessuno tornò nel giardino del misfatto poi per riportare alla luce la Dino 246 GTS, sino all’inaspettata scoperta dei due bambini.

Dal terreno emerse un’auto sportiva sepolta, rovinata dal fango ma ancora riconoscibile come vedrete nel filmato in basso, lasciando gli appassionati a bocca aperta. Nel mondo delle auto d’epoca, negli Stati Uniti, si sono registrati ritrovamenti clamorosi nei fienili. Non a caso il fenomeno ha assunto il nome di “Barn Find”. Nella fattispecie si è verificata una frode assicurativa che ha dato la possibilità, anni dopo, a un appassionato di riportare al vecchio splendore la vettura italiana.

Il valore attuale del gioiello

La Ferrari Dino 246 GTS nacque come omaggio allo scomparso figlio di Enzo Ferrari, mentre la sigla 246 indicava la cilindrata di 2,4 litri e il numero di cilindri 6 con disposizione a V. Questa denominazione, ereditata dalla precedente 206, venne poi replicata anche dalle successive 208 e 308 GT4. La 246 GTS, prodotta tra il 1969 e il 1974, è oggi considerata un cimelio da collezione.

La carrozzeria fu opera del designer della Pininfarina Aldo Brovarone e il motore era derivato dall’ultimo propulsore sportivo progettato da Alfredo Ferrari, detto Dino, scomparso nel 1956 a causa della distrofia di Duchenne.

Il V6 di 65° trasversale, primo motore di questo tipo montato su un veicolo della Casa di modenese, rappresentò una rivoluzione epocale. In chiave moderna la Ferrari ha riproposto la soluzione di un V6 con il lancio della 296 ibrida da 830 cavalli.

Pur essendo considerata una baby Ferrari ebbe molto successo all’epoca con una produzione di 2487 esemplari. L’auto toccava i 235 km/h ed era in grado di coprire lo 0 a 100 km/h in 7,2 secondi. I bambini che giocavano a scavare la terra nel quartiere residenziale di Los Angeles notarono una parte metallica sporgere dal terreno e il resto è storia. Nonostante gli anni trascorsi sottoterra, anche se la carrozzeria e gli interni avevano subito danni importanti a causa dell’umidità, l’auto aveva componenti intatte. Il ritorno alla luce fece le fortune di un collezionista perché un esemplare di Dino 246 GTS oggi può toccare quotazioni di centinaia di migliaia di euro, soprattutto se alle spalle ha una storia leggendaria come quella che vi abbiamo raccontato.

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