• 24 Agosto 2026 18:54

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La truffa della bottiglia di plastica nella ruota, il ritorno di un vecchio classico

Ago 24, 2026

Basta poco, pochissimo, per finire nel mirino dei ladri. Una bottiglietta di plastica vuota, un parcheggio affollato e qualche secondo di distrazione: sono gli unici ingredienti necessari per quella che viene comunemente chiamata la “truffa della bottiglietta“, una tecnica tornata prepotentemente d’attualità nelle ultime settimane dopo nuove segnalazioni diffuse online in diverse città italiane.

Come funziona la truffa

La dinamica prevede che una bottiglia vuota venga incastrata tra lo pneumatico e il passaruota, generalmente in una posizione poco visibile dal posto di guida. I malviventi scelgono di solito la ruota anteriore lato passeggero, sfruttando la sosta del veicolo in parcheggi di supermercati, centri commerciali o aree di servizio.

Quando l’automobilista mette in moto e parte, la ruota comprime la plastica generando un rumore improvviso e ripetuto, un crepitio che ricorda da vicino quello di un guasto meccanico. Convinto che si tratti effettivamente di un problema alla vettura, il conducente si ferma e scende per controllare. Ed è esattamente questo il momento che i truffatori aspettano: un complice può così entrare in azione, sfruttando l’auto lasciata incustodita, aperta, magari con le chiavi ancora inserite o oggetti di valore visibili all’interno dell’abitacolo.

Una tecnica che circola da anni in diversi paesi europei e che, secondo le segnalazioni più recenti, ha ormai raggiunto stabilmente anche l’Italia, colpendo soprattutto nei parcheggi di centri commerciali, supermercati e aree di sosta isolate. Il metodo, va sottolineato, sfrutta soprattutto la distrazione e la reazione istintiva dell’automobilista più che una particolare sofisticazione tecnica, il che lo rende tanto banale quanto pericolosamente efficace.

Non mancano poi le varianti più aggressive di questo raggiro. Nei casi peggiori, alcune segnalazioni raccontano di episodi in cui il rumore della bottiglietta viene sfruttato non solo per svuotare l’abitacolo di oggetti di valore, ma per tentare il furto dell’intera vettura, complice qualche secondo di disattenzione durante il quale le chiavi restano inserite nel quadro.

Cosa fare in caso di rumore

Difendersi da questo tipo di inganno, per fortuna, non richiede grandi accorgimenti, ma soprattutto un po’ di prudenza in più prima di scendere dall’auto. Il primo consiglio, valido soprattutto quando si è parcheggiato in zone affollate o poco illuminate, è quello di dare una rapida occhiata alle ruote prima di salire in macchina, così da individuare eventuali oggetti incastrati tra pneumatico e carrozzeria.

Se invece il rumore anomalo si presenta già durante la marcia, senza essersene accorti prima, la cosa migliore da fare è valutare la possibilità di non fermarsi subito in un punto isolato, ma proseguire lentamente fino a raggiungere una zona sicura, ben illuminata e frequentata, prima di scendere a controllare cosa sia effettivamente successo. Una volta fermi in un luogo sicuro, conviene spegnere il motore, togliere le chiavi dal quadro e chiudere bene lo sportello, portando con sé borsa, cellulare e altri effetti personali, senza lasciarli sul sedile del passeggero a portata di eventuali malintenzionati.

Insomma, nessuna tecnologia sofisticata, nessuna violenza: solo un pizzico di attenzione in più può fare la differenza tra un pieno di spesa tranquillo e una brutta sorpresa al ritorno al parcheggio. Un vecchio trucco che, complice qualche distrazione di troppo, continua a funzionare ancora oggi.

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