Il conflitto bellico in Iran sta avendo delle forti ripercussioni anche sui principali produttori di lubrificanti. Da quando i missili iraniani hanno colpito l’impianto gas-to-liquids di Shell in Qatar, si sono registrati effetti negativi in Europa e negli Stati Uniti. I problemi nella catena di approvvigionamento sono peggiorati, portando a preoccupanti cali nella produzione di oli base di Gruppo III, causando una crescita dei prezzi che sta preoccupando anche colossi come Volkswagen, Stellantis e Toyota.
I major dell’industria delle quattro ruote stanno trovando strade alternative per garantire la manutenzione dei loro veicoli. Le opzioni sono state individuate, ma i volumi disponibili restano limitati e un nuovo problema logistico o produttivo potrebbe espandere la crisi. In Giappone alcuni clienti Suzuki hanno già registrato ritardi nei cambi d’olio e non si escludono ripercussioni alle nostre latitudini.
Scenari inquietanti
Class Cnbc ha descritto sul proprio profilo X una crisi internazionale delle forniture di olio motore. Stellantis, Volkswagen e Toyota stanno verificando le nuove miscele di lubrificanti per fronteggiare la carenza degli oli base Group III. Secondo quanto riportato sul Financial Times, i major dell’automotive stanno ricorrendo a fornitori alternativi per far fronte alla scarsità dei lubrificanti, prodotti altamente raffinati essenziali per la produzione degli oli motore.
L’olio motore utilizzato nei veicoli è una miscela composta per la maggior parte da una base oleosa, a cui vengono aggiunti additivi che migliorare le performance. La scelta del giusto olio motore è una delle decisioni più importanti per garantire il corretto funzionamento e la longevità della vettura. Le basi oleose si dividono in gruppi in base al grado di raffinazione. Il Gruppo III e il Gruppo I – noto come PAO, polialfaolefine – sono i più raffinati e vengono adottati per produrre i lubrificanti sintetici ad alte prestazioni utilizzati nei motori moderni.
Va ricordato che i Paesi del Golfo Persico sono responsabili di una quota compresa tra il 15 e il 20% della capacità mondiale di basi oleose del Gruppo III. Nel 2025, il 72% delle importazioni europee e il 47% di quelle americane di questo tipo di base provenivano da quella regione. La difficile situazione nello Stretto di Hormuz ha portato le principali aziende a esaurire le riserve di questi oli di alta qualità, di cui Stati Uniti ed Europa si rifornivano in gran parte dal Medio Oriente.
123RFAumenti costi olio motore
Aumento dei costi
L’aumento dei prezzi degli oli base Group III è arrivato sino ai 4.000 dollari a tonnellata in Europa e negli Stati Uniti, quasi tre volte i livelli precedenti alla guerra. A subire i rialzi sono sempre gli automobilisti perché si tratta di una spesa necessaria per scongiurare avarie del motore. Holly Alfano, CEO dell’Independent Lubricant Manufacturers Association, ha annunciato:
“Anche i fornitori alternativi dispongono di volumi limitati e qualsiasi nuova interruzione delle spedizioni, blocco di una raffineria o altro shock potrebbe rapidamente peggiorare la situazione. Il settore continua a operare con margini molto ridotti per far fronte a eventuali nuovi problemi”.
Se gli Stati Uniti dovessero appianare le divergenze nello Stretto di Hormuz, i Paesi europei riceverebbero nuovi carichi non primi dell’autunno. I produttori stanno valutando se i lubrificanti alternativi garantiscano gli stessi livelli di qualità. I produttori, tra cui quelli sudcoreani, potrebbero dover fronteggiare presto delle difficoltà nell’approvvigionamento di greggio. Con questi chiari di luna è meglio affrettarsi a cambiare l’olio nella vostra amata vettura.