La crisi determinata dalla guerra in Medio Oriente sta creando non pochi patemi al settore dei trasporti. Gli italiani, in una morsa di rialzi, hanno visto i prezzi ai distributori schizzare alle stelle, sin qui ridotti esclusivamente dal Dl accise. L’aumento del costo del petrolio ha avuto un impatto sulla benzina e il caro carburanti rimane un problema di grandissima attualità.
Il prezzo del gasolio in autostrada è tornato ai livelli del 4 agosto scorso, giorno in cui il Cdm ha emanato l’ultimo decreto accise. In base ai dati dell’Osservatorio del Mimit, in autostrada si è arrivati a 2,173 euro al litro, come il 4 agosto, quando il Governo aveva prorogato fino al 25 agosto il taglio di 17 centesimi. Sulla rete ordinaria il diesel self è schizzato a 2,099 euro. Senza una tregua nello Stretto di Hormuz il greggio è intorno ai 90 dollari al barile e non sembrano esserci spiragli di quiete.
Addio effetto accise
Il taglio delle accise da 17 centesimi al litro sul diesel, sostanzialmente, è già stato assorbito dal mercato. Il prezzo del gasolio è tornato ai livelli precedenti all’ultimo decreto emanato dalla Meloni: in autostrada, secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, la media odierna è di 2,173 euro al litro, contro i 2,170 di ieri, mentre la benzina in modalità self ha raggiunto i 2,073 euro (era 2,071). Sulla rete stradale ordinaria non cambia granché: la benzina self è passata a 1,994 euro al litro (1,992 il giorno prima) e il diesel self a 2,099 euro, in crescita rispetto ai 2,093 di ieri e di nuovo vicinissimo ai 2,100 euro toccati il 4 agosto.
In base ai dati del Codacons, la verde in Italia è raddoppiata negli ultimi 30 anni e il gasolio è quasi triplicato. Basta fare un rapido confronto con i prezzi medi del secondo trimestre 1996 con quelli dello stesso periodo di quest’anno, la benzina è passata da circa 0,929 a 1,854 euro al litro, con un aumento del 99,7%. Impressionanti i numeri del diesel: da 0,730 a 2,019 euro al litro, pari a un boom del 176,6%. Oggi il gasolio costa circa 2,8 volte in più rispetto a 30 anni fa.
L’associazione dei consumatori ha ricordato anche il drammatico passaggio dalla lira all’euro, che portò un aumento generale dei prezzi. Il caro vita è figlio di una mancanza di potere d’acquisto e, al di là dei rincari dei beni di prima necessità, gli incrementi registrati alle pompa sono preoccupanti. I numeri Codacons dimostrano solo quanto le famiglie italiane si stiano impoverendo gradualmente e in modo inesorabile.
Beneficio dello sconto già dissolto
Un’analisi di Reuters ha mostrato che i prezzi del petrolio sembrano essersi stabilizzati intorno ai 90 dollari al barile, circa il 50% in più rispetto all’inizio dell’anno, ma un ritorno alla normalità appare ancora distante. I flussi di greggio e prodotti raffinati attraverso Hormuz, che in passato viaggiavano su una media di 18 milioni di barili al giorno, sono scesi a 2 milioni nella prima parte del mese di agosto. Le regioni dove la benzina self costa di più, sempre sopra i 2 euro al litro, sono le seguenti:
Basilicata;
Friuli Venezia Giulia;
Valle D’Aosta;
Calabria;
Sicilia;
Sardegna;
Puglia;
Oltre alle province di Trento e Bolzano.
Lo scenario globale è allarmante e gli Stati Uniti stanno rischiando di rimanere sprovvisti di riserve di gasolio. Le scorte di carburanti distillati in Nord America hanno toccato i livelli stagionali più bassi dal 1996, a causa delle esportazioni globali e da un crack spread del diesel schizzato alle stelle. Tutto ciò determina prezzi elevati dei prodotti raffinati e, conseguentemente, di tutti quelli praticati alla pompa anche nel Vecchio Continente.