• 28 Luglio 2026 15:50

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Abarth cambia rotta, i motori termici tornano nei piani

Lug 28, 2026

Passare dalle 595 e 695 alle sole 500e e 600e è stato un salto troppo lungo per una parte del pubblico Abarth. Le prestazioni non mancano: la prima sviluppa 155 CV, mentre il SUV arriva a 280 CV nella versione più potente. Eppure, l’assenza del rombo tradizionale e il peso maggiore hanno inasprito il nervosismo dettato dall’impossibilità di intervenire sulla meccanica, come accadeva con i vecchi modelli.

Il dilemma dell’elettrico e i limiti meccanici

Alla bilancia la 695 superava di poco la tonnellata, mentre la 500e e la 600e toccano rispettivamente 1.335 e 1.700 kg. Olivier François, amministratore delegato di Fiat e Abarth, ha ormai riconosciuto il problema:

“Abarth ha bisogno dei motori termici. È molto chiaro. Ci stiamo lavorando”

È prematuro parlare di nuova vettura in realizzazione o di addio all’elettrico, ma il cambio di tono si sente eccome. Soltanto pochi anni fa la dirigenza disegnava un futuro dove le batterie dettavano legge, prima che le opinioni negative imponessero una parziale marcia indietro. Lo stesso François continua a difendere i vantaggi delle vetture elettriche:

“Per le prestazioni, le auto elettriche sono il meglio che si possa offrire”

Ai clienti Abarth, tuttavia, interessa anche ciò che non compare nella scheda tecnica. Il rumore dello scarico, la risposta del turbo e la possibilità di modificare il motore hanno alimentato per anni il seguito del marchio.

Gaetano Thorel, responsabile europeo di Fiat e Abarth, ha riassunto il limite incontrato dalle attuali 500e e 600e:

“Con le auto elettriche non si può mettere mano al motore”

Un messaggio forte è arrivato dal Regno Unito, dove dalle 1.027 immatricolazioni del 2024 Abarth è scesa a 291 vetture nel giro di un anno. Sebbene circoscritta a un solo mercato, la forte flessione sembra confermare le difficoltà della transizione ecologica. E l’addio alla 595 a benzina non ha di certo aiutato.

Le difficoltà di un ritorno al termico

Le speranze di una 500 Abarth a benzina potrebbero però essere frenate da forze di causa maggiore. L’attuale generazione era nata per funzionare esclusivamente a batteria e già l’arrivo della Hybrid ha costretto Fiat a modificare il progetto, nonostante sotto il cofano sia stato sistemato un tre cilindri 1.0 da appena 65 CV. Con un motore più potente bisognerebbe intervenire di nuovo, coinvolgendo trasmissione, raffreddamento, freni e assetto. François, sul punto, non ha alimentato false speranze:

“La 500 è difficile”

Risolverebbe poco anche riprendere il 1.4 turbo utilizzato sulle vecchie 595 e 695. Il vano motore potrebbe non avere lo spazio necessario e l’intera vettura andrebbe omologata da capo, con una spesa elevata da recuperare attraverso vendite tutto fuorché sicure. Insomma, il progetto può anche essere valutato, ma metterlo in atto senza perdere denaro è un altro discorso.

Il problema potrebbe essere risolto alla radice con la prossima generazione della 500, attesa intorno al 2030. Fiat avrebbe infatti la possibilità di progettare fin dall’inizio una piattaforma capace di ospitare sia le batterie sia un motore tradizionale, evitando gli adattamenti che rendono poco conveniente intervenire sul modello attuale. François ha indicato questa eventualità:

“Forse sarà la prossima 500”

Per non attendere fino al termine del decennio, Abarth potrebbe però partire dalla Fiat 600. In questo caso il lavoro sarebbe meno pesante, dato che la piattaforma CMP viene già utilizzata con motori elettrici, ibridi e a benzina.

Più incerta appare la situazione della Grande Panda. Una versione sportiva sarebbe stata presa in esame e avrebbe già raggiunto una prima fase di studio, ma da Stellantis non avrebbero dato il via libera per procedere. Prima di investire nello sviluppo, i responsabili vogliono capire se sia possibile ottenere una vettura realmente fedele al marchio. Thorel è stato categorico al riguardo: applicare lo Scorpione sulla carrozzeria serve a poco, se sotto manca il carattere di una vera Abarth.

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