• 28 Luglio 2026 13:01

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Il gigante delle batterie rischia il fallimento, duro colpo all’industria europea

Lug 28, 2026

L’ennesimo terremoto scuote l’industria delle batterie europea. Varta AG ha presentato al Tribunale di Stoccarda quattro istanze di insolvenza in autoamministrazione, una procedura che permette alla società di continuare a operare sotto la guida degli attuali vertici, mentre un esperto nominato dal giudice vigila sulla gestione. Almeno per il momento, le attività proseguono, dagli stabilimenti fino alle consegne, e gli stipendi dovrebbero essere garantiti, ma è chiaro che il destino dell’azienda è appeso a un filo.

Alla richiesta si è arrivati dopo mesi trascorsi alla ricerca di nuovi finanziamenti. Il precedente salvataggio non avrà un seguito da parte di Porsche e Michael Tojner: i due azionisti hanno respinto la richiesta di nuovi fondi. Fin qui Varta riesce ancora a rispettare le scadenze, ma lo spartiacque ci sarà nel 2027, quando la liquidità potrebbe non bastare più a mantenere operative le diverse attività del gruppo.

Porsche e Tojner non investono altro capitale

I numeri spiegano perché Porsche e Tojner abbiano deciso di non versare altro denaro. Varta ha chiuso il 2024 con una perdita di 64,5 milioni di euro e neppure il riassetto portato a termine la primavera seguente è bastato a rimettere in equilibrio il gruppo. La cancellazione del titolo dai listini di Francoforte e Vienna ha allontanato la società dalle Borse, senza però alleggerirne l’esposizione finanziaria o risolverne i problemi produttivi.

A far precipitare gli eventi ha contribuito la perdita di Apple. Per anni Varta ha fornito le celle CoinPower montate negli AirPods, ma la compagnia di Cupertino avrebbe scelto un produttore cinese per le prossime commesse. Il contratto in essere scadrà alla fine di ottobre e le conseguenze ricadranno soprattutto sull’impianto bavarese di Nördlingen, cresciuto proprio grazie agli ordini provenienti dal colosso statunitense.

A Nördlingen il lavoro dovrebbe fermarsi in autunno. La chiusura, insieme ai tagli previsti a Ellwangen, costerà il posto a circa 350 persone. Il gruppo ne impiega più di 3.200: non risultano dunque 3.000 licenziamenti già stabiliti, ma con le varie divisioni ancora da vendere o riorganizzare nessuno può sapere quanti dipendenti rimarranno alla fine del riassetto.

Produrre quelle celle in Europa, del resto, era diventato sempre meno conveniente. I concorrenti cinesi le offrono a prezzi inferiori e la perdita degli ordini di Apple ha tolto a Varta una delle poche commesse abbastanza grandi da sostenere l’attività. La domanda aveva già rallentato, mentre i cambi valutari remavano contro. Il precedente intervento aveva guadagnato tempo, non risolto il problema.

Le divisioni potrebbero finire a più compratori

Un’attività che continua a funzionare c’è: quella delle pile domestiche: Consumer Batteries, società autonoma facente capo a Varta non compare nelle quattro istanze presentate a Stoccarda, mantenendo ancora i conti in ordine e proprio per questo il ramo ha già attirato dei pretendenti. Nell’operazione sarebbero coinvolti alcuni creditori del gruppo, fra cui Deutsche Bank, RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox. Tojner avrebbe messo gli occhi su un’altra parte dell’azienda, quella delle microbatterie.

Il futuro di Varta potrebbe decidersi così, cedendo separatamente ciò che conserva un valore industriale. Difficile immaginare che un solo investitore accetti di rilevare tutto e tenti un nuovo rilancio. Probabilmente le divisioni prenderanno strade diverse, anche se il nome continuerà a comparire sui prodotti. È già accaduto, con modalità non identiche, nel caso Northvolt, due storie riportanti allo stesso problema: in Europa fabbricare batterie costa di più, mentre dall’Asia arrivano concorrenti capaci di praticare prezzi difficili da sostenere.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close