• 24 Luglio 2026 19:20

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Strage di pecore nell’Alessandrino, avvelenate mentre pascolavano

Lug 24, 2026

AGI – Il caldo record ha trasformato il sorgo di un campo, in cui un gregge aveva cercato un po’ di refrigerio, in un veleno sprigionato dal sorgo – a causa delle alte temperature – che ha causato una strage di pecore. Lo rende noto l’Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. È accaduto nelle campagne dell’Alessandrino, dove quella che avrebbe dovuto essere solo una sosta per un pasto fresco dopo settimane di caldo asfissiante si è trasformata, invece, in una trappola mortale per un gregge di circa mille pecore. Il bilancio è drammatico: oltre 50 animali sono morti nel giro di pochi minuti in un campo di grano da poco mietuto.

Attirati dalle erbe spontanee cresciute tra i solchi, i pastori hanno fatto pascolare il gregge pensando di offrire un po’ di sollievo dalle alte temperature. Tra quelle piantine, però, si nascondeva un nemico invisibile ma letale: il sorgo. Dopo l’ingestione la reazione è stata fulminea: mancanza d’aria, schiuma alla bocca e collasso immediato. L’intervento tempestivo dei pastori ha evitato che il resto del gregge facesse la stessa tragica morte.

Il veleno in una pianta

“Durante le prime fasi di sviluppo – spiega l’Istituto zooprofilattico – il sorgo accumula come meccanismo di difesa i glicosidi cianogenetici, la durrina, che se vengono ingeriti dagli animali, si trasformano rapidamente in cianuro. A causa dello stress termico e della forte siccità la pianta può accumulare elevate concentrazioni del glicoside che diventa quindi un veleno micidiale con l’assunzione dei nuovi germogli, delle foglie giovani e dei ricacci”. I livelli di tossicità riscontrati con le analisi in questo episodio risultano quasi il doppio rispetto a quelli registrati durante la siccità del 2022, quando a farne le spese furono diversi bovini nel Cuneese.

Sul posto sono intervenuti i medici del Servizio veterinario di Alessandria e dell’Izsplv, che sono riusciti nell’intento di salvare gli animali colpiti in forma più lieve. Le necroscopie e le successive analisi di laboratorio sulle piante – condotte dall’Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – hanno poi confermato i dubbi: la morte delle pecore è stata provocata da un’intossicazione acuta da cianuri. L’episodio, sottolinea l’Istituto, riaccende i riflettori sui rischi indiretti del cambiamento climatico: periodi prolungati di ipertermia e siccità non riducono solo le scorte d’acqua, ma modificano la chimica stessa della vegetazione dei territori. 

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