• 2 Ottobre 2026 14:38

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Chiesto l’arresto per Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Sicilia

Ott 2, 2026

AGI – La casa e degli studi professionali, a Palermo e a Roma, dell’avvocato amministrativista Gaetano Armao, docente universitario, è stato anche assessore all’Economia e vicepresidente della Regione Siciliana, sono stati sottoposti a perquisizione dai poliziotti della Squadra Mobile di Palermo nell’ambito dell’inchiesta per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione, condotta dalla Procura della Repubblica di Palermo e coordinata dal capo dell’ufficio dei pm Maurizio de Lucia.

Nei confronti di Armao (fino ad agosto presidente della Commissione tecnica specialistica della Regione Siciliana – CTS – per le autorizzazioni ambientali, e marito della magistrata Giusi Bartolozzi, ex deputata di Forza Italia ed ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia), è stato chiesto l’arresto.

Le perquisizioni e la fase delle indagini

Le perquisizioni riguardano domicili, studi legali e uffici pubblici anche di altre persone. Un “passaggio” necessario, si legge nella nota diramata da de Lucia, per “evitare la dispersione delle prove in conseguenza della discovery delle indagini imposta dalla notifica agli indagati dell’invito a rendere interrogatorio preventivo davanti al gip, in presenza della richiesta dell’applicazione di misure cautelari”, formulate dalla Procura di Palermo che coordina l’indagine.

Gli indagati coinvolti

Gli indagati coinvolti, oltre a Gaetano Armao, per i quali è stata richiesta la misura restrittiva, sono:

Giuseppe Argirò, 57 anni, di Ventimiglia;
Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, 54 anni;
Giuseppe Geremia Lombardo, 44 anni, deputato regionale all’Ars;
Mario Lupo, 64 anni;
Marco Malacarne Gentile, 47 anni, nato ad Aosta;
Pietro Luigi Matta, 70 anni;
Sergio Vella, 57 anni, di Agrigento;
Luigi Zancla, 83 anni, di Castroreale (Messina).

“Si evidenzia che, allo stato del procedimento, trova applicazione il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati”, precisa de Lucia nella nota.

L’ipotesi degli inquirenti

L’indagine, coordinata dall’aggiunto Francesca Mazzocco, ruoterebbe intorno a un giro di “mazzette” che riguarda la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, fino ad agosto scorso presieduta da Armao e attraverso la quale passano tutti i progetti industriali ed energetici, compresi quelli legati alle fonti rinnovabili, che necessitano di approvazione.

L’ipotesi degli inquirenti è che dietro il parere tecnico relativo ad alcuni dossier potesse nascondersi un sistema illecito ben collaudato.

 

 

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