• 16 Luglio 2026 10:07

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Bocciato all’esame quattro volte, perché Sinner può guidare la Vespa 50?

Lug 16, 2026

Numero uno del ranking ATP, vincitore di Wimbledon per il secondo anno di fila, eppure con un avversario che continua a metterlo in difficoltà: l’esame per la patente della moto. Jannik Sinner lo ha raccontato lui stesso, con la solita autoironia, durante la cena di gala organizzata dopo il trionfo londinese: quattro tentativi, quattro bocciature. L’ultima è arrivata proprio alla vigilia del torneo, a conferma che tra un ace e un rovescio vincente il campione altoatesino non ha ancora trovato la formula giusta per convincere gli esaminatori della Motorizzazione. C’è però un dettaglio che ha incuriosito molti: nonostante questo score negativo, Sinner può comunque muoversi in sella a una Vespa 50, il mezzo su cui è stato pizzicato più volte tra le vie di Montecarlo.

Quattro bocciature alla patente per la moto

La vicenda ha iniziato a circolare mesi fa, quando in un episodio della serie pubblicata sul canale YouTube di Sinner il coach Darren Cahill lo aveva messo alle strette davanti alle telecamere, chiedendogli di ammettere quante volte avesse fallito l’esame. Dopo un breve tentativo di cambiare discorso, tra le risate dello staff, Jannik aveva confessato tre insuccessi. Da lì la vicenda si è trasformata quasi in una piccola serie a puntate: pochi mesi dopo, proprio a ridosso di Wimbledon, è arrivata la quarta bocciatura, raccontata dallo stesso tennista con il sorriso di chi ormai ci scherza su. Non è stato chiarito quale parte della prova gli abbia creato più problemi, ma il risultato non cambia: il patentino per la moto resta, per ora, un obiettivo rimandato.

L’esame per le patenti moto in Italia non è affatto una formalità. Le categorie principali si dividono in AM (dai 14 anni, per ciclomotori fino a 50 cc), A1, A2 e A, ciascuna legata all’età del candidato e alla potenza del mezzo. Per chi non possiede già la patente B, si parte da un quiz teorico ministeriale di 30 domande vero/falso, da superare con non più di tre errori in 25 minuti. Superata questa fase si ottiene il foglio rosa, valido dodici mesi, che consente di esercitarsi e poi affrontare la prova pratica su strada, dove si valutano equilibrio, manovre e rispetto del Codice della Strada. Ed è proprio in questo passaggio, evidentemente, che qualcosa continua a sfuggire anche a un atleta abituato a gestire pressione e precisione ai massimi livelli.

Perché guida la Vespa?

Se l’esame per la moto resta un ostacolo, la buona notizia per Sinner è che la sua Vespa 50 non ha nulla a che vedere con quella prova. Chi è già in possesso della patente B, quella per la guida dell’automobile, ottiene infatti automaticamente l’abilitazione a guidare anche i ciclomotori fino a 125 cc di cilindrata o 11 kW di potenza. È una delle cosiddette equiparazioni previste dal Codice della Strada, pensata per chi ha già dimostrato di saper gestire un veicolo a motore e le regole della circolazione. Sinner, che la patente B ce l’ha da tempo, può quindi continuare a spostarsi tranquillamente sul suo scooter senza dover attendere l’esito dei futuri tentativi con la moto vera e propria.

Insomma, altro che incidente di percorso: la situazione è più semplice di quanto sembri. Il campione può continuare a girare in Vespa nel tempo libero, magari proprio mentre studia il modo per superare finalmente quell’esame che, a differenza del tennis, per ora gli resiste.

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