Mentre il Centro-Sud brucia sotto un anticiclone africano che ha già portato i 45°C in Sardegna, il Nord Italia si trova nel punto di convergenza tra questo calore estremo e l’irruzione di aria fresca atlantica proveniente da ovest. Il risultato, secondo i meteorologi, potrebbe essere uno degli eventi temporaleschi più violenti dell’estate. E per chi ha un’auto parcheggiata all’aperto in Lombardia, Piemonte, Veneto o Emilia-Romagna, è il momento di correre ai ripari per salvare la carrozzeria e i vetri.
Allarme di livello 3
Il bollettino di Estofex, uno dei principali centri europei specializzati nella previsione dei temporali intensi, ha emesso un livello 3, il massimo della propria scala previsionale, per una parte del Nord Italia. Si tratta di un livello assegnato esclusivamente nelle situazioni più critiche, quando esiste un’elevata probabilità di fenomeni meteorologici estremi in grado di provocare danni rilevanti. Le regioni più esposte sono Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, con possibili fenomeni severi anche verso Veneto, Ferrarese e alto Adriatico.
La dinamica del peggioramento seguirà una traiettoria da ovest verso est: i primi temporali violenti colpiranno il Piemonte nel pomeriggio, trasformandosi rapidamente in supercelle, per poi estendersi verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto tra la serata e la notte. Sono previste raffiche di vento tra 110 e 145 km/h e accumuli di pioggia tra 40 e 70 mm nelle sei ore più intense.
Grandine fino a 8 centimetri
Il fenomeno che più interessa chi possiede un’automobile è la grandine. E in questa circostanza i numeri che circolano nei bollettini non sono quelli a cui si è abituati. Secondo Estofex, il Nord Italia potrebbe essere attraversato da un temporale estremo con chicchi di grandine fino a 8 centimetri di diametro, insomma delle palle da baseball.
A quella dimensione, cadendo dall’altezza delle nuvole temporalesche, è sufficiente a sfondare il vetro del lunotto, ammaccare profondamente il cofano e il tetto, e danneggiare seriamente la carrozzeria anche di un’auto robusta, insomma non dei piccoli bolli. Gli esperti non escludono nemmeno la possibilità di tornado, soprattutto nelle zone prossime all’alto Adriatico, dove le supercelle potrebbero interagire con la brezza marina.
Come proteggere l’auto
Se si ha ancora qualche ora davanti prima che i temporali arrivino sulla propria zona, ci sono alcune cose che vale la pena fare subito.
Trovare un riparo coperto è la soluzione più efficace in assoluto. Un garage privato, un parcheggio coperto, una tettoia: qualsiasi copertura rigida riduce il rischio a zero. Se non si dispone di un garage, molti centri commerciali e strutture pubbliche mettono a disposizione aree coperte anche nelle ore serali. Vale la pena anche pagare una giornata di parcheggio a pagamento, pur di risparmiare i costi dei danni.
La coperta antigrandine è l’opzione da avere sempre a casa per chi non ha un posto coperto disponibile. Si tratta di teli in materiale resistente agli impatti che si applicano sopra l’auto. Proteggono bene fino a chicchi di grandine di medie dimensioni; con chicchi eccezionali come quelli previsti oggi offrono una protezione parziale.
Evitare di parcheggiare sotto gli alberi sembra un consiglio ovvio, ma vale la pena ricordarlo: con raffiche oltre i 100 km/h, un ramo caduto può fare danni peggiori della grandine stessa.
Se l’auto è già all’aperto durante il temporale, non spostarla: uscire sotto una grandine violenta è pericoloso per chi guida e per l’auto stessa. Meglio aspettare che il fronte sia passato, anche se significa qualche ora di attesa.
Segnalare tempestivamente i danni all’assicurazione non è un consiglio per proteggere l’auto, ma per tutelarsi dopo. Chi ha la polizza kasko o l’estensione eventi atmosferici deve documentare i danni con foto prima di qualsiasi intervento, anche minimo, per non complicare la pratica. Alcune compagnie richiedono la segnalazione entro 48 ore dall’evento.