Dopo un venerdì passato a rincorrere gli avversari, nella sprint del sabato Ferrari prova a sfidare McLaren. Tuttavia il team inglese ne ha ancora di più. Poi, qualche ora più tardi serviva un salto in avanti per al seconda qualifica stagionale. Un cambio di assetto per migliorare la Rossa e tanta speranza: al termine della sessione classificatoria, Leclerc taglia il traguardo in nona posizione, mentre Hamilton è quinto.
GP Canada, Sprint Race amara per Hamilton
Al via, Hamilton scatta con grande reattività conquistando subito una posizione su Piastri mediante uno splendido sorpasso all’esterno. Al contrario, Leclerc non brilla e resta bloccato nella prima stretta variante, senza grandi margini di manovra. Nei primi giri, le due Mercedes provano inutilmente la fuga, mentre Norris scavalca Antonelli.
Lewis staziona in quarta piazza cercando la scia dei leader, inseguito a breve distanza da Piastri e dallo stesso Leclerc, a sua volta braccato da Max Verstappen. Nel frattempo, il muretto fornisce ai ferraristi continui suggerimenti operativi su freni, differenziale ed erogazione ibrida. A metà gara, il ritmo si cristallizza in un frustrante trenino compatto.
Malgrado il potenziale del tracciato canadese, le vetture rimangono bloccate. Le SF-26 evidenziano un leggero sovrasterzo che facilita l’inserimento senza disturbare l’uscita. Resta però da capire come verranno gestire le coperture nel corso della gara. E in effetti, quando mancano circa sette tornate Lewis comincia a perdere grip sul retrotreno.
La McLaren numero ottantuno, stretta a sandwich tra le due Rosse, dimostra di avere un passo migliore. Hamilton, in difficoltà, interroga Carlo Santi per comprendere le cause del ritardo. L’ingegnere rileva mancanze di trazione nelle curve dieci e quattordici, consigliando specifiche mappature difensive. Una conferma che l’aderenza non è ottimale.
Charles osserva tutto da vicino, sapendo di avere tre secondi di margine su Verstappen, ma ben consapevole che l’efficienza ibrida della power unit Mercedes spaventa. Negli ultimi cinque giri, Piastri intensifica la pressione. Lewis stringe i denti, arrivando perfino a toccare leggermente il Muro dei Campioni in curva quattordici senza subire danni.
Purtroppo, questo sforzo difensivo esige un eccessivo consumo di energia. Nel penultimo passaggio, l’inglese resta a secco sul rettilineo principale e cede il passo all’australiano dove pure Leclerc ne approfitta superando il compagno. Il verdetto vede Charles quinto e Lewis sesto, per la Ferrari emerge il limite sulle gomme, oltre che il solito legato all’energia ibrida.
GP Canada, Resoconto Qualifica:
Qualche ora più tardi è andata in onda la seconda qualifica del fine settimana. Il team di Maranello ha cercato un fine tuning per sistemare la SF-26, considerando che non vige più il parco chiuso dopo la mini gara da 100 km. Mentre Lewis ha mantenuto vivo il feeling con la sua vettura, Leclerc non è stato in grado di trovarlo nelle tre parti della sessione classificatoria.
Q1, i due fattori cronici della SF-26
Le qualifiche iniziano con le mescole Soft, evidenziando subito i cronici problemi della SF-26 nel mandare in temperatura l’asse anteriore. Hamilton trova un feeling, mentre Leclerc fatica in staccata: taglia la chicane in curva 14 ed è costretto a chiedere un check per un sospetto danno al fondo.
Il monegasco lamenta anche un mancato caricamento della batteria; il muretto gli suggerisce di non spingere troppo nel T1 dei charge lap. I ferraristi girano in continuo per gestire energia e temperature. Charles chiude a 4,5 decimi dal leader Antonelli; Hamilton lo precede di 80 millesimi, pur lamentando traffico in curva 1.
Q2, Ferrari: instabilità e track position errate per Charles
Con Soft nuove, la Rossa fa la differenza nel T1 ma incassa distacchi pesanti nell’ultima parte del tracciato. Leclerc definisce “orribile” il suo giro di preparazione, accusando oltre 7 decimi da Kimi Antonelli, mentre Lewis paga meno di 2 decimi. Ai box, il monegasco rifiuta modifiche di carico all’ala anteriore, non capendo l’origine dell’instabilità in staccata.
Lewis rientra in pista con un altro set nuovo; Carlo Santi gli impone un giro di preparazione extra, essendo l’outlap insufficiente per scaldare l’avantreno. Leclerc, pur guidando al limite e migliorando il crono, si lamenta duramente per la track position errata e rimedia 4 decimi da Lewis (a sua volta rallentato da traffico in curva 3).
Q3, Ferrari: nessun spunto decisivo
Leclerc chiede al team di essere ascoltato maggiormente sulla posizione in pista. Per arginare il vantaggio delle power unit Mercedes, serve la perfezione. Nel primo run, Hamilton si piazza secondo dietro Norris (rifilando 3 decimi a Charles, quinto) con un giro molto buono. Nell’ultimo tentativo si opta ancora per il giro extra di preparazione, ma purtroppo Lewis sbaglia in uscita di curva 7 ed è costretto ad abortire.
Leclerc invece riesce a migliorarsi ma resta a un decimo dal compagno di squadra: un divario non eccessivo che però sulla griglia di partenza gli costa ben tre posizioni. La qualifica si chiude con Lewis quinto e Charles nono: la SF-26 non ha lo spunto sul giro secco e si preannuncia una gara molto in salita per la gestione delle gomme, ricordando le difficoltà nella sprint del sabato.