• 25 Marzo 2026 22:16

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Cos’è l’ADUO spiegato facile tra regole FIA e rimedio anti-Mercedes

Mar 25, 2026

L’ADUO è uno dei temi tecnici introdotti dal nuovo regolamento FIA della Formula 1. In vigore dal 2026, il sistema nasce con l’obiettivo di evitare che un costruttore di power unit resti indietro per anni, come già accaduto in passato. Ma dopo il GP di Cina, il dibattito si è acceso anche per ragioni più immediate, legate alla gestione dell’energia e alle prestazioni in pista.

Abbiamo creato un altro Q+A grazie alle vostre domande, più alcuni nostri chiarimenti.

Cos’è l’ADUO?

Detto in poche parole, è un meccanismo regolamentare pensato per aiutare i motoristi in difficoltà a recuperare prestazione. ADUO significa Additional Development and Upgrade Opportunities e consente a chi è indietro di avere più margine di sviluppo rispetto ai rivali.

È un Balance of Performance come per il Wec?

No. A differenza di altre categorie, come il Wec, la Formula 1 non introduce handicap per chi è davanti. L’ADUO non penalizza i migliori, ma offre strumenti extra a chi è sotto una certa soglia prestazionale.

Come viene misurata la soglia prestazionale di un motore?

La FIA utilizza dati telemetrici e simulazioni per valutare la power unit nel suo complesso, includendo sia la componente termica sia quella elettrica. Il confronto avviene su più gare per evitare distorsioni legate a singoli circuiti.

Quando può essere applicato l’ADUO?

L’ADUO entra in funzione solo dopo un primo blocco di gare. Questo significa che all’inizio della stagione non ci sono interventi immediati, perché serve un campione di dati sufficiente per stabilire chi è realmente in difficoltà.

Che tipo di vantaggi offre l’ADUO?

I team possono ottenere più ore di sviluppo al banco, maggiore flessibilità sul budget cap dedicato ai motori e la possibilità di introdurre aggiornamenti aggiuntivi rispetto agli avversari.

Perché se ne parla già dopo il GP di Cina?

In Cina si sono visti chiaramente i “limiti” del nuovo sistema ibrido, con piloti costretti a lunghi lift and coast e cali di potenza nei rettilinei. Shanghai è stato un punto di osservazione cruciale per la FIA.

ADUO e problemi di energia sono collegati?

Solo indirettamente. L’ADUO interviene sul recupero prestazionale tra costruttori, mentre i problemi emersi in Cina riguardano l’architettura generale delle power unit. Tuttavia, se un motorista soffre più degli altri, potrebbe rientrare nei parametri ADUO.

L’ADUO riassunto in poche parole

Il sistema ADUO si basa su soglie progressive di deficit prestazionale, a cui corrispondono diversi livelli di aiuti. Ecco quali.

La soglia minima del 2% è il punto di attivazione; sotto questo livello non sono previste concessioni. Oltre il 2% scatta il primo livello ADUO.

Fasce di deficit sono progressive e il gap viene suddiviso in più scaglioni, indicativamente 2-3 livelli. Ovviamente, più il distacco aumenta, più crescono i benefici concessi dalla FIA.

Le ore di sviluppo aggiuntive variano fino a +10-25% di test al banco, a seconda della fascia di svantaggio.

Gli sgravi sul budget cap per il tetto di spesa sulle power unit permettono di superare il limite attuale: deficit minimo, +2-3 milioni di dollari; deficit elevato, fino a circa +8-10 milioni di dollari.

Deroghe regolamentari sugli aggiornamenti per i motoristi più indietro che possono introdurre upgrade extra rispetto ai limiti standard di omologazione, accelerando il ciclo di sviluppo.

Non esiste penalizzazione per chi è davanti, perché l’ADUO è costruito come un meccanismo di recupero progressivo, non come livellamento artificiale.

La Ferrari può giù utilizzare l’Aduo per ridurre il gap da Mercedes?

In molti hanno scritto di Ferrari e ADUO, ma come avrete capito dopo questa nostra breve spiegazione, è ancora troppo presto per utilizzare questo meccanismo regolamentare.

Come ha precisato Frederic Vasseur dopo il Gp di Cina, le difficoltà emerse sono legate soprattutto alla gestione dell’energia e all’interpretazione del nuovo regolamento, più che a un deficit strutturale e certificato (dai dati che menzionavamo prima).

Inoltre, anche qualora Ferrari rientrasse nei parametri nelle prossime settimane, i benefici dell’ADUO non sarebbero immediati, perché riguardano ore di sviluppo aggiuntive, margini di spesa e aggiornamenti che necessitano tempo per tradursi in performance in pista.

Le parole di Vasseur vanno prese come cartina di tornasole per questa stagione di F1 2026. Prima di pensare a strumenti correttivi come l’ADUO, il lavoro è ancora interno, fatto nelle gallerie del vento e nei remote garage.

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