• 4 Febbraio 2026 4:00

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La Bce e la Bank of England fissano i tassi

Feb 3, 2026

AGI – Giovedì 4 febbraio si riuniranno sia la Bce sia la Bank of England per prendere la prima decisione di politica monetaria del 2026, l’attesa degli analisti è che entrambi gli istituti centrali lascino i tassi invariati. La scorsa settimana anche la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi, dopo tre ritocchi al ribasso consecutivi, ma la novità principale è stata la scelta dell’amministrazione Usa di Donald Trump di indicare Kevin Warsh come prossima guida della banca centrale alla scadenza del mandato di Jerome Powell.

La prima conseguenza della nomina è stato un drastico calo del prezzo di oro e argento, dopo mesi di rally. “Il suo passato da falco come governatore della Fed suggerisce che sarà meno incline a tagli drastici rispetto ad altri candidati come Hassett o Reider. Inoltre, la sua storica difesa dell’autonomia della banca centrale potrebbe rassicurare i mercati sull’indipendenza dell’istituto“, commenta Ebury nella sua analisi.

Tassi fermi al 2% per la Bce

Il focus del board della Bce potrebbe essere l’impennata dell’euro. Il driver di questo rialzo nel 2025, più che la forza della moneta unica, è stato la debolezza del biglietto verde nell’ultimo anno, penalizzato dalle incertezze sulle politiche tariffarie statunitensi e dai dubbi sull’indipendenza della Fed. Sui tassi invece sembra scontato che resteranno fermi al 2% per la quinta sessione consecutiva. Per vedere nuovi tagli potrebbe essere necessario attendere fino alla seconda metà dell’anno. Molto dipenderà dal contesto internazionale e dalle turbolenze geopolitiche. “Ci attendiamo che la Bce mantenga la politica monetaria invariata nella riunione del 5 febbraio, lasciando il tasso sui depositi al 2,0% e confermando l’approccio riunione per riunione e dipendente dai dati”, la previsione di Nadia Gharbi, Senior Economist di Pictet Wealth Management. “È scontato che la BCE confermi i tassi attuali. La Presidente Lagarde ribadirà probabilmente che la politica monetaria è equilibrata, escludendo di fatto nuovi tagli nel breve termine. Gli occhi saranno puntati su eventuali commenti riguardo al recente rafforzamento dell’euro, ma è improbabile che Lagarde intervenga attivamente per cercare di indebolire la valuta in questo momento”, commenta Ebury.

La posizione della Bank of England

Anche la Banca d’Inghilterra appare orientata a mantenere il suo tasso di riferimento al 3,75%, dopo quattro ritocchi al ribasso operati lo scorso anno, solo una minoranza dei commentatori ipotizza la possibilità che scenderà al 3,50%. Il Comitato di politica monetaria, stima Goldman Sachs, “ha un’elevata probabilità di mantenere il Bank Rate al 3,75% nella riunione, dato che le comunicazioni recenti hanno segnalato cautela sul ritmo di ulteriori tagli e gli ultimi dati sono risultati contrastanti”. Mentre nell’analisi di Barclays: “La comunicazione di dicembre ha espresso una propensione a rallentare la cadenza dei tagli man mano che il tasso di sconto si avvicina alla neutralità, riteniamo che la maggior parte dei membri del MPC sarà favorevole a un mantenimento”. Quanto al futuro, Sanjay Raja, capo economista della Deutsche Bank nel Regno Unito, analizza che “con l’economia su basi più solide del previsto, è probabile che la spinta ad accelerare i tagli dei tassi sia minore”.

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