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WEC, Toyota nella storia: impresa a Imola. Ferrari seconda e festa per Kimi Antonelli

Apr 19, 2026

La Toyota davanti toyotkAll’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si fa la storia. La 6 Ore di Imola 2026 parla giapponese e incorona la Toyota Gazoo Racing, che centra un traguardo simbolico e pesantissimo: cinquantesima vittoria nel Mondiale Endurance. Un traguardo raggiunto alla centesima partecipazione con la hypercar ibrida GR010, al termine di una gara intensa, strategica e combattuta fino all’ultimo stint. Una risposta da campioni veri alla Ferrari, padrona di casa e campione del mondo in carica, costretta ad arrendersi dopo aver accarezzato a lungo il sogno davanti a oltre 92 mila spettatori.

A firmare il successo è il trio composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonisti di una prova solida e senza sbavature, chiusa dopo 213 giri con oltre 13 secondi di vantaggio sulla Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Terzo posto per l’altra Toyota, la numero 7 di Nyck de Vries, Mike Conway e Kamui Kobayashi. Per Toyota un doppio podio che certifica la forza ritrovata del colosso nipponico.

Ferrari davanti, poi la rimonta Toyota

Per buona parte della gara, il copione sembrava scritto diversamente. Nelle prime due ore è stata la Ferrari a dettare il ritmo, trascinata da un impeccabile James Calado sulla 499P numero 51, forte della pole position conquistata in Hyperpole da Giovinazzi. Alle sue spalle l’altra Rossa, la numero 50 di Miguel Molina, mentre la Toyota numero 8 di Hartley inseguiva senza perdere contatto. La prima svolta alla sosta programmata, Hartley riesce a riportarsi in seconda posizione, iniziando una lenta ma inesorabile pressione sulle Ferrari. Dietro, la Cadillac del team Jota e la AF Corse numero 83 completano una top five estremamente compatta, Alle loro spalle si accende il duello tra Mike Conway e Phil Hanson mentre la Genesis al debutto, si è trovata subito ad affrontare un problema tecnico.

La gara cambia volto: equilibrio e tensione

Il cuore della corsa, tra la terza e la quarta ora, è un concentrato di tensione. La Toyota passa all’attacco e con Ryo Hirakawa prende il comando, tenendo dietro Alessandro Pier Guidi in un duello ruota a ruota fatto di ritmo e nervi. Il giapponese non sbaglia nulla, gestisce il traffico e mantiene il controllo, mentre Ferrari resta incollata senza trovare lo spiraglio decisivo. Nel frattempo, alle loro spalle, si accende la battaglia per il podio. Antonio Felix da Costa con l’Alpine prova a inserirsi, ma deve fare i conti con l’altra Toyota di Nyck de Vries. Una sfida spettacolare, fatta di sorpassi e controsorpassi, che tiene viva la lotta per il terzo posto. A complicare ulteriormente il quadro arriva l’episodio che rimescola le carte, il testacoda di Nick Cassidy alla Tamburello, con la Peugeot 9X8 finita nella ghiaia. L’ingresso della Safety Car compatta il gruppo e riapre i giochi, riportando Ferrari a contatto diretto con la Toyota di testa.

Finale grigio: Toyota non sbaglia

Negli ultimi due stint il cielo sopra Imola non aveva più il sole. Nuvole scure e qualche goccia di pioggia hanno aggiunto ulteriore incertezza a una gara già tesissima. Ma è proprio qui che emerge la lucidità della Toyota con una strategia perfetta, cambi pilota impeccabili e gestione gomme senza errori. Ferrari provava a restare agganciata, ma il ritmo della GR010 era superiore. Il distacco costruito si è mantenuto fino al traguardo, dove Sebastien Buemi poteva finalmente esultare. Vittoria numero cinquanta per Toyota, un traguardo storico che rilancia le ambizioni per il titolo 2026. Per Ferrari resta un secondo posto che lascia sensazioni contrastanti, la velocità c’è, la competitività pure. È mancato quel dettaglio per tornare sul gradino più alto del podio davanti al proprio pubblico.

Il commento

Kamul Kobayashi, Team Principal e pilota Toyota ha commentato così il risultato: “Siamo riusciti a portare entrambe le vetture sul podio e a iniziare la stagione con una vittoria, quindi sono davvero contento. La cosa più importante è che la nostra vettura sembra essere competitiva, il che ci dà fiducia per il resto della stagione.

Sebastien Buemi, il vincitore, sulla stessa lunghezza d’onda del compagno di team: “È una storia fantastica, sul circuito di casa della Ferrari e al debutto della TR010 HYBRID. Gran parte del merito va al team di Higashi-Fuji e Colonia per il loro incredibile lavoro. La loro reazione a un anno difficile come il 2025 è stata impressionante”.

LMGT3, BMW sorride nel finale

Se in Hypercar è festa Toyota, nella categoria LMGT3 è la BMW a prendersi la scena. Il Team WRT conquista la vittoria con la vettura numero 69 guidata da McIntosh, Harper e Thompson, approfittando del clamoroso ritiro della McLaren numero 10 del Garage 59, partita dalla pole. Un colpo di scena a pochi giri dalla fine che spalanca la porta al successo della squadra belga, al secondo trionfo in Italia negli ultimi tre anni. Alle loro spalle la Corvette del team TF Sport e la Porsche del team Manthey completano un podio ricco di emozioni, impreziosito da una rimonta spettacolare dopo un testacoda iniziale.

Kimi Antonelli, il futuro è già presente

Ma la 6 Ore di Imola non è stata solo gara. È stata anche emozione e identità. Tutto questo ha avuto il volto di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento bolognese, leader del Mondiale di F1, è stato il protagonista assoluto del pre-gara, accolto da un boato continuo delle tribune. Cori, applausi, e tanto entusiasmo, Imola lo ha abbracciato come un idolo. Il bolognese ha risposto con semplicità e sorriso, fino al momento più iconico della giornata: il ruolo di starter d’eccezione. Alle 13 in punto, con il tricolore in mano, Antonelli ha dato il via alla gara, sancendo simbolicamente il passaggio di consegne tra presente e futuro del motorsport italiano.

Una gara che vale doppio

La 6 Ore di Imola 2026 lascia molto più di una prima classifica. Lascia la sensazione di un campionato apertissimo, con Toyota e Ferrari pronte a darsi battaglia fino alla fine. Lascia la conferma di un pubblico italiano caldo, competente e sempre innamorato delle corse. Lascia un’immagine indelebile, quella di Antonelli davanti al suo pubblico, mentre sventola la bandiera tricolore. Perché se Toyota ha scritto la storia, l’Italia ha trovato il suo nuovo simbolo. Da Imola, ancora una volta, il motorsport riparte guardando lontano.

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