• 24 Agosto 2026 13:43

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Una vecchia Fiat Panda rossa diventa una caffetteria itinerante negli Usa

Ago 24, 2026

C’è un modo curioso per capire quanto sia davvero universale una Fiat Panda: portarla dall’altra parte dell’oceano e vedere cosa succede. A New York, dove le automobili devono fare i conti con una metropoli che non concede facilmente spazio e attenzione, la piccola utilitaria italiana è riuscita a ritagliarsi un ruolo decisamente particolare.

Non è soltanto un’auto da guardare. È diventata una caffetteria ambulante, un piccolo pezzo d’Italia che nei fine settimana si sposta tra le strade di Brooklyn e serve espresso e cappuccino ai newyorkesi.

Dalle strade italiane ai mercati di Brooklyn

La protagonista della storia è una Fiat Panda, modello nato nel 1980 e diventato negli anni uno dei simboli più riconoscibili della mobilità italiana. Una vettura costruita attorno a concetti semplicissimi: praticità, economia e funzionalità. Caratteristiche che hanno permesso alla Panda di attraversare generazioni senza perdere la propria identità. In Italia la si è vista ovunque, dai centri cittadini alle strade di campagna. Davanti agli alberghi di lusso come nei piccoli paesi.

È proprio questa sua normalità senza tempo ad aver conquistato Asher von Stein, 35 anni, fondatore di Ciao Vagante. La Panda è arrivata nella sua vita nel 2022, quando l’idea era ancora semplicemente quella di comprarne una. Due anni più tardi, però, quella scelta si è trasformata in qualcosa di molto più grande. Asher ha lasciato il proprio lavoro e ha trasformato l’utilitaria italiana in uno strumento per un nuovo progetto imprenditoriale.

La Panda diventa una caffetteria su quattro ruote

Il teatro dell’operazione è Brooklyn. La Panda compare davanti al Fort Greene Market, soprattutto il sabato mattina, tra i banchi di frutta, verdura, carne e pesce. Poi cambia scenario e arriva a Greenpoint, il quartiere dove la comunità polacca ha costruito una delle sue roccaforti newyorkesi.

A bordo non trasporta soltanto la propria storia. Trasporta caffè italiano. L’attività è legata a Parlor Coffee, torrefazione specialty molto conosciuta a Brooklyn, e durante un normale fine settimana Asher può arrivare a preparare circa 200 caffè. Il menu è essenziale: circa 3 dollari per un espresso e 6 per un cappuccino. La Panda lavora dalle 10 alle 16 e, quando non è impegnata in eventi o collaborazioni, torna nei suoi luoghi abituali. Diventa così una presenza riconoscibile, quasi un appuntamento per chi frequenta quei mercati.

Un pezzo d’Italia che a New York non passa inosservato

La parte più interessante della storia, però, non è soltanto il successo dell’attività. È il modo in cui la Fiat Panda riesce a comunicare qualcosa anche a migliaia di chilometri da casa. “È un’auto che ho visto ovunque”, racconta Asher, ricordando come la Panda potesse comparire davanti agli hotel più eleganti di Milano così come nelle campagne siciliane. Ed è probabilmente questo il suo vero punto di forza. La Panda non ha mai avuto bisogno di essere un’auto esclusiva per diventare un’icona. Non rappresenta necessariamente ricchezza, sportività o status. Rappresenta la vita quotidiana.

A New York questa caratteristica assume una dimensione quasi surreale. In una città abituata a SUV, taxi e grandi berline, una piccola utilitaria italiana arrivata dagli anni Ottanta finisce per diventare qualcosa di completamente diverso: un punto d’incontro. Per qualche minuto, davanti alla Panda, il traffico della metropoli lascia spazio a un espresso. E l’utilitaria che in Italia ha accompagnato generazioni di automobilisti si ritrova così a fare quello che le è sempre riuscito meglio: stare in mezzo alla gente.

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