• 29 Settembre 2026 23:07

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I pm salvano il Bari di De Laurentiis, ritirata la richiesta di fallimento

Set 29, 2026

AGI – La Procura di Bari ha rinunciato alla richiesta di liquidazione giudiziale della Ssc Bari calcio, avanzata lo scorso luglio a causa della pesante situazione economica della società controllata da Filmauro (che controlla anche il Napoli calcio), gravata da debiti per circa 30 milioni. Nell’ambito di questa vicenda, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, padre e figlio rispettivamente presidenti di Napoli e Bari, a cui sono contestati i reati di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.

L’impegno finanziario “irrevocabile” deliberato dal cda di Filmauro

Gli inquirenti (l’inchiesta della guardia di finanza è coordinata dal Procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza) hanno rinunciato oggi alla richiesta di liquidazione perché, lo scorso 24 settembre, Filmauro ha presentato un atto unilaterale di “impegno irrevocabile di sostegno finanziario” che, come si legge nell’atto di rinuncia, “recepisce, nella sostanza e nella forma, le condizioni indicate” dalla Procura. L’atto, notano i pm, “trae fondamento in una deliberazione” del cda di Filmauro del 24 settembre 2026, che “riconduce l’impegno alla volontà sociale formatasi nella sede collegiale” e “ne fissa per iscritto misura, termini e modalità”.

“Il sostegno – si legge – non è più affidato a una dichiarazione epistolare, rinnovata di esercizio in esercizio e priva di base deliberativa, ma a un atto dell’organo gestorio della controllante, documentato e munito di data certa”. L’atto di sostegno, “irrevocabile“, fissa anche un importo massimo complessivo di 11,1 milioni, “corrispondente al fabbisogno della gestione corrente quantificato dal budget di tesoreria della stagione 2026/2027, con obbligo di integrazione entro sessanta giorni dall’approvazione del budget 2027/2028 ove il fabbisogno effettivo dovesse risultare eccedente tale importo” e “scandisce le erogazioni secondo scadenze certe”. Ovvero, 2 milioni entro il 31 ottobre 2026 e un milione “entro l’ultimo giorno di ciascun mese da novembre 2026 a giugno 2027, oltre alla tranche di euro 1.100.000 gia’ versata il 30 luglio 2026”.

La Procura: “Soddisfatte le nostre richieste”

L’atto di sostegno finanziario, infine, “qualifica gli apporti come versamenti in conto capitale, non rimborsabili e non fruttiferi, con rinuncia a ogni pretesa restitutoria e all’insinuazione al passivo“. Per la Procura, dunque, “la capienza del soggetto obbligato risulta accertata” e “i creditori della Ssc Bari dispongono oggi di ciò che mancava: una risorsa determinata, a scadenze certe su cui soddisfarsi”.

“È dunque soddisfatto – concludono i pm – il criterio che l’Ufficio aveva posto a fondamento del giudizio, e la continuità aziendale risulta ora presidiata in funzione, e non a spese, della tutela” dei creditori. Se il Tribunale fallimentare dovesse dichiarare l’estinzione del procedimento di liquidazione giudiziale, per il quale si andrà in aula il 10 ottobre, nel penale cadrebbe l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Diversa, invece, la situazione che riguarda l’accusa di falso in bilancio, contestata nell’ambito del trasferimento del calciatore Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate 2023. Secondo la Procura, Caprile non sarebbe stato valutato adeguatamente (2,2 milioni) e questo avrebbe causato un danno per i conti del Bari. Ma, per i pm, le società non avrebbero indicato nel bilancio che l’operazione era infragruppo, cioe’ tra due societa’ controllate dallo stesso soggetto, Filmauro.

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