AGI – I termosifoni si sono appena spenti in gran parte d’Italia, ma il rapporto degli italiani con la temperatura domestica continua a raccontare molto delle abitudini quotidiane, degli equilibri familiari e del modo in cui la tecnologia entra in casa.
È su questo terreno che si inserisce la crescita dei termostati intelligenti, sempre più presentati non solo come strumenti di comfort, ma come leve per tagliare i consumi in una fase in cui il costo dell’energia resta una voce sensibile per le famiglie.
A fotografare questa evoluzione è Tado, azienda europea attiva nella gestione energetica domestica, che annuncia di aver superato i 5,5 milioni di termostati smart collegati e di supportare oggi oltre un milione di case in Europa nella gestione di riscaldamento, raffreddamento e consumi elettrici.
Da una ricerca condotta da Tado emerge un profilo molto italiano del rapporto con il riscaldamento: più che inseguire temperature elevate, le famiglie sembrano puntare a una sensazione di benessere stabile.
“La maggior parte degli italiani imposta la temperatura tra i 19 e i 21 gradi, con i 20 gradi come impostazione più comune; non si tratta quindi di riscaldare eccessivamente le case, ma piuttosto di mantenere una temperatura costante”, dice all’AGI Christian Deilmann, co-fondatore e managing director di Tado. Una tendenza che, aggiunge, “riflette una mentalità che punta al benessere, pur rimanendo attenta al consumo energetico e alle bollette”.
Alzare il termostato di nascosto
Il termostato, insomma, non è soltanto un dispositivo, ma un punto di mediazione nella vita di tutti i giorni. Non a caso il 16% degli italiani, secondo l’indagine, ammette di alzarlo o abbassarlo di nascosto dai familiari. Per Deilmann, “ciò evidenzia quanto il riscaldamento centralizzato sia diventato fondamentale nella convivenza” e mostra come “la temperatura sia un aspetto su cui le persone negoziano attivamente o che ignorano silenziosamente”.
Dietro questa dinamica c’è una trasformazione più ampia: il risparmio energetico deve diventare semplice, quasi invisibile. “La sfida consiste nel rendere il risparmio energetico un’operazione semplice. Le persone sanno già che l’energia costa e non vogliono doverla gestire costantemente”, osserva Deilmann. Da qui il valore delle soluzioni che automatizzano parte delle scelte: “Le soluzioni più efficaci sono quelle che ottimizzano il consumo in background, aiutando le famiglie a ridurre i costi senza rinunciare al comfort”.
Non è un caso che la dimensione emotiva stia diventando sempre più importante. Quasi un terzo degli italiani, il 29%, lascia acceso il riscaldamento o l’aria condizionata per i propri animali domestici. “Le persone pensano al benessere di tutti i membri della famiglia, compresi gli animali domestici, e non solo al proprio”, dice Deilmann. Un segnale di come il comfort domestico venga percepito in modo sempre meno standardizzato e sempre più personale.
Inglesi calorosi, spagnoli freddolosi
Nel confronto europeo, l’Italia si colloca in una fascia intermedia. “Non è così orientata al caldo come la Spagna, dove un numero maggiore di famiglie supera i 22 gradi, né così tollerante nei confronti delle temperature più fresche come il Regno Unito, dove la maggior parte delle abitazioni è impostata a 16 gradi”, osserva Deilmann “Ciò che spicca è il giusto compromesso: il comfort è importante, ma lo è anche il costo, e le persone cercano attivamente di trovare un equilibrio tra i due”.
È proprio su questo equilibrio che i termostati smart cercano di costruire la loro diffusione. Tado punta oggi su una piattaforma più ampia che integra clima domestico, tariffe elettriche dinamiche, pompe di calore, veicoli elettrici ed energie rinnovabili. Ma per convincere davvero i consumatori, la promessa della casa intelligente non può fermarsi alla comodità.
“I consumatori non acquistano più i prodotti per la casa intelligente solo per una questione di comodità, ma si aspettano risparmi chiari e tangibili”, sottolinea Deilmann “Se una soluzione è in grado di ridurre le bollette energetiche senza compromettere il comfort, è proprio questo che ne favorisce l’adozione”.
Dopo una stagione invernale segnata ancora dall’attenzione alle spese domestiche, il tema resta quindi aperto anche con i caloriferi spenti. Perché il termostato intelligente, più che un oggetto da usare pochi mesi l’anno, si candida a diventare uno strumento stabile di gestione della casa: meno legato all’emergenza del freddo e sempre più al controllo dei costi, delle abitudini e del comfort quotidiano.