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Stesso colore, stesso sapore. Ma son fatti di alghe: in California arrivano i gamberi per vegani

Ago 26, 2016
I gamberi della New Wave Food

Servire un cocktail di gamberi a un vegano. In California presto sarà possibile. E non grazie a qualche ignobile trucco ma semplicemente perché i gamberi saranno al 100% di origine vegetale.

Avete letto bene. Anche se pare quasi impossibile, un’azienda bio-tech della West Coast ha brevettato un sistema per produrre gamberi praticamente identici agli originali, utilizzando solo alghe e altri ingredienti vegetali. La startup si chiama New Wave Food e i primi prototipi di crostacei “green” sono stati già testati in una degustazione alla cieca. Risultato di grande successo: “finchè non abbiamo svelato che quello che stavano gustando era un prodotto a base di alghe tutti erano convinti di mangiare gamberetti” ha dichiarato con ovvia soddisfazione Dominique Barnes, ceo dell’azienda (ed esperto di tutela e conservazione marina).

Ma, anche ammettendo parità di gusto, perché mai dovremmo acquistare e mangiare gamberi fatti di alghe, sicuramente più cari degli altri? Per salvare il pianeta, risponderebbe qualcuno. In effetti gli allevamenti intensivi di gamberetti – concentrati soprattutto nei paesi asiatici come India e Vietnam e in Brasile – creano non pochi problemi ambientali, anche in termini di deforestazione (delle foreste di mangrovie). Ma anche la pesca tradizionale non è priva di danni collaterali. “Secondo la Fao – si legge nel sito di New Wave Food – per ogni mezzo chilo di pesce catturato con le reti, ne finiscono impigliati due chili e mezzo di specie non richieste, che spesso vengono distrutte. Alcuni esperti arrivano a prevedere oceani privi di pesci entro il 2048″.

Il processo produttivo dei gamberetti della New Wave Food è coperto da brevetto ma si sa che viene utilizzata un alga rossa per conferire il caratteristico colore. I ricercatori californiani dichiarano un attento studio dei prodotti che intendono replicare e una ricerca accurata delle molecole vegetali in grado di mimare al meglio elasticità, texture e gusto. Insomma l’obiettivo è far sì che i gamberetti sintetici di tutto sappiano tranne che di artificiale.

Nel mondo si allevano annualmente 6 milioni di tonnellate di gamberi: non verranno mai sostituiti ma – dice Barnes – basterebbe almeno avere un’alternativa sostenibile “per una parte dei 2 chili pro-capite consumati ogni anno negli States”. Senza dimenticare che si apre un’immensa prateria commerciale: il mercato di vegetariani e vegani, costantemente in crescita.

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