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Milan, closing o battaglia legale

Mar 6, 2017

lunedì 6 marzo 2017 10:15

ROMA – La settimana della verità. Ma anche una settimana ad alta tensione. Al di là delle parole concilianti pronunciate da Berlusconi, infatti, può ancora succedere di tutto. Quindi, sia che Sino Europe, entro venerdì prossimo, riesca a raccogliere i 100 milioni di euro per “acquistare” una nuova proroga (fino al 31 marzo?) per il closing, ma anche che l’affare fallisca definitivamente.

Il clima tra le parti, peraltro, è tutt’altro che sereno e conciliante. Fininvest, da un lato, ha fatto la voce grossa, concedendo sì altro tempo, ma pretendendo pure nuove e più rigide garanzie (tracciabilità del denaro, aggiunta di penali), ma, dall’altro, non può essere del tutto tranquilla di poter uscire da questa vicenda almeno con 200 milioni in cassa. Ses, infatti, ha già messo in chiaro che, qualora dovesse saltare tutto, è pronta a dare battaglia per recuperare almeno parte del denaro già versato, in particolare la seconda caparra versata lo scorso dicembre.

Tutto sul Milan

FORZA MAGGIORE – L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di vedersi riconosciuta la cosiddetta “forza maggiore”. In sostanza, non ci sarebbe stata inadempienza da parte di Yonghong Li, ma l’acquisto del Milan si sarebbe arenato a causa delle restrizioni del governo cinese sugli investimenti all’estero. Senza quel giro di vite, di cui Sino Europe non avrebbe responsabilità, il passaggio di proprietà sarebbe già stato concluso tre mesi fa. Ebbene, Fininvest da questo punto di vista, non si sente del tutto al sicuro. Di qui la disponibilità a non far saltare tutto subito, accettando di sedersi nuovamente attorno ad un tavolo, allo scopo di trovare una via d’uscita che, a questo punto, farebbe comodo ad entrambe le parti. Se Sino Europe ha tutto l’interesse a comprare, per non perdere il denaro già versato, Fininvest ce l’ha a vendere. E infatti, come già emerso, qualora si arenasse definitivamente il closing con Ses, scatterebbe immediatamente la ricerca di nuovi acquirenti. Non a caso, nelle ultime ore, sono già partiti segnali diretti, ma soprattutto indiretti, dalla vecchia cordata (estromessa ad agosto), quella di Sonny Wu e del fondo Gsr, che aveva come advisor Galatioto e Gancikoff.

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