• 18 Aprile 2026 19:36

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Sedute spiritiche per bonifici, la truffa perfida a un anziano

Apr 18, 2026

AGI – Sedute spiritiche, prelievi forzati al postamat e bonifici pilotati dall’aldilà: se la truffa del ‘finto carabiniere’ appare grossolana quanto feroce, la trama per far cadere un anziano di Vittoria, nel Ragusano, in una trappola che lo ha sbalzato in anni di solitudine e nel degrado emerge dalle carte processuali astuta, tenace nel tempo e perfida. A tenderla, secondo le indagini, sarebbe stata una coppia, già condannata in primo grado per circonvenzione di incapace dal Tribunale monocratico di Pordenone (3 anni e 9 mesi per lui e 3 anni e 2 mesi per lei) oltre alla confisca delle somme sottoposte a sequestro preventivo, circa 160mila euro.

La vittima è un signore benestante sottoposto ad amministrazione di sostegno dal 2018 e dal 2020, interdetto con nomina di un tutore che è avvenuta nel 2021. I due, difesi dall’avvocato Davide Iacono del Foro di Gela, hanno promosso appello alla condanna. Ma nel frattempo proprio dal Tribunale di Pordenone viene innescato il nuovo procedimento a tutela dell’anziano per altri 34.000 euro di prelievi che si sospetta siano stati effettuati dalla coppia con la postamat dell’anziano a Vittoria e Scoglitti. Il processo a Ragusa che lo dovrà accertare è appena iniziato; l’anziano è parte civile attraverso la tutrice rappresentata dall’avvocato Emilio Cintolo del Foro di Ragusa.

La manipolazione psicologica e le finte trance

Fragile e in progressivo decadimento, tanto da avere bisogno di assistenza personale, l’uomo aveva un amministratore di sostegno dal 2018, che sarebbe stato aggirato dalla coppia, che finì indagata per la sottrazione di beni per un valore di 500mila euro (quattro appartamenti e contanti). Lei avrebbe finto di andare in trance, di parlare per conto della madre deceduta dell’anziano a cui l’uomo era legatissimo, dandogli istruzioni per iscritto per cedere o comprare proprietà, per osannare se stessa e il marito, per avere beni intestati. Questo procedimento si è concluso in fase di indagine preliminare con la prescrizione dei reati, ma ciò che è accaduto tra il 2019 e il 2020 è stato cristallizzato dalla prima sentenza, di condanna, che risale al 2024.

I bonifici a San Vito al Tagliamento

Nel 2019 l’anziano sarebbe stato accompagnato a un ufficio postale di San Vito al Tagliamento, comune dove risiedeva e dove era assistito dai servizi sociali, proprio dall’imputato, che da Vittoria lo aveva raggiunto e che si dichiarava “nipote”; in quella occasione avrebbe fatto fare all’anziano due bonifici per un valore complessivo che sfiora i 160mila euro indirizzati a una società e che avevano nella causale la posizione dei due coniugi, impegnati a estinguere un mutuo per bloccare una esecuzione immobiliare pendente nel Ragusano. L’ufficio non era a conoscenza del fatto che l’anziano avesse un amministratore di sostegno e il professionista era all’oscuro di tutto.

Il ritrovamento a Scoglitti in condizioni di degrado

A San Vito l’anziano era andato a vivere dopo la prima truffa, coabitava con un amico, poi deceduto. Di nuovo solo, di nuovo preda. Dopo aver parlato agli assistenti sociali della prima truffa, era scomparso. I carabinieri lo trovarono a Scoglitti, isolato dai veri nipoti. Era l’estate del 2020: dormiva su un materasso senza lenzuola, in condizioni igieniche precarie senza elettricità, frigorifero e cibo, senza soldi perché il postamat e i documenti li aveva l’avvocato. In quel momento viene nominata una tutrice che esamina tutta la situazione dell’anziano e attiva l’autorità giudiziaria.

La situazione attuale e i nuovi procedimenti

Oggi l’uomo è accudito e curato. I nipoti si sono presi cura di lui, la tutrice ha fatto fronte ai debiti che nel frattempo l’anziano (che ha una buona pensione e un vitalizio, oltre a numerosi beni immobiliari) aveva accumulato. A Ragusa si indaga per i 34mila euro prelevati tra il 2019 e il 2020 con il postamat. Oltre a questo ci sarebbe un altro procedimento civile innestato, e pendente; quello per un preliminare di donazione di un appartamento: forse, un altro morso all’osso da spolpare.

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