Sotto il naso di tutti, un ex dipendente comunale è riuscito a rubare due milioni di euro in monetine. In una storia di ordinaria follia burocratica, dove i centesimi si trasformano in una montagna d’oro, a Kempten, in Germania, hanno da poco scoperto di essere stati defraudati per ben un decennio da un uomo e da sua moglie, che vivevano nel lusso grazie a una pazienza infinita e da un’infinità di sacchi pesanti.
La falla nel sistema
La storia ai limiti del grottesco ha avuto il proprio epilogo in aula. Davanti al tribunale regionale, l’uomo — un quarantenne di cui le leggi sulla privacy tedesche proteggono l’identità — si è dichiarato colpevole di aver sottratto quasi due milioni di euro.
Data l’enorme quantità di denaro sottratta verrebbe da pensare in un qualche piano machiavellico. Invece no: il meccanismo era quasi banale nella sua semplicità, ma spietato nella costanza. Il mercoledì era il giorno stabilito dal comune per svuotare le colonnine dei parcheggi. La sera prima, sfruttando il proprio ruolo, l’ex dipendente controllava i sistemi informatici così scovare i parchimetri più “gonfi”, in cui gli incassi superavano gli 800 euro di incasso, dopodiché, nel buio, li svuotava.
Come faceva ad avere le chiavi? In tribunale la risposta, riportata da Süddeutsche Zeitung, è stata disarmante:
“Chiunque avrebbe potuto prenderle dalla cassaforte del comune”
Una falla di sicurezza imbarazzante che ha permesso all’uomo di operare indisturbato, distruggendo le ricevute originali in modo che quei soldi, per il sistema informatico, non fossero mai esistiti.
L’insolito problema del riciclaggio
Accumulare due milioni di euro in monete crea un problema logistico non indifferente: come spenderli? La coppia — l’uomo agiva con la complicità della moglie 39enne — utilizzava diversi metodi: una parte finiva nei distributori Coinstar, capaci di trasformare una manciata di spiccioli in buoni spesa, un’altra parte veniva versata regolarmente in banca.
Proprio qui il castello di carte è crollato. Nonostante le “spiegazioni vaghe” fornite per anni, lo scorso autunno la banca ha finalmente acceso i riflettori su quei flussi continui di spiccioli, segnalando un possibile caso di riciclaggio. Solo dopo l’arresto, il Comune si è accorto di quanto il buco fosse profondo: 1,3 milioni rubati solo tra il 2020 e il 2025, a cui se ne aggiungono altri 600.000 risalenti agli anni precedenti, ormai prescritti ma comunque contestati dalla procura. L’imputato ha ammesso:
“A un certo punto è diventato un circolo vizioso”
Il denaro serviva a finanziare un tenore di vita che lo stipendio da impiegato comunale non avrebbe mai permesso: auto di lusso e persino un allevamento di cavalli. Eppure, stando alle dichiarazioni della donna, oggi non sarebbe rimasto più nulla. Tutto speso, tutto svanito insieme al loro matrimonio, naufragato lo scorso agosto, con un ultimo “gesto d’amore” del marito, una “liquidazione” da 15.000 euro, consegnata rigorosamente in monetine.
Dopo lo scandalo Kempten ha cambiato serrature, codici e procedure, mentre la coppia, in custodia cautelare da novembre, attende ora la sentenza. Per dieci anni hanno vissuto come re grazie ai centesimi dei loro concittadini, ora rischiano di passare i prossimi dieci anni dietro le sbarre.