• 20 Ottobre 2021 15:34

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Supercoppa all’estero, ora basta!

Dic 22, 2016

Xavier Jacobelli

giovedì 22 dicembre 2016 10:02

ROMA – Giochino prenatalizio. Invitati speciali: Beretta, Agnelli e Galliani. Titolo: dov’è l’errore? Doha, 23 dicembre 2016, Juventus- Milan, finale della 29ª edizione della Supercoppa Italiana. Il teatro della partita si chiama Ahmed bin Ali Stadium e può ospitare soltanto 12.946 posti a sedere. Londra, 7 agosto 2016, Leicester-Manchester United (1-2), finale della 94ª edizione della Supercoppa inglese, meglio conosciuta come Community Shield. Il teatro è lo stadio di Wembley: spettatori presenti e paganti 85.437. Le disavventure aeree del Milan, un merito l’hanno avuto: legittimare la protesta dei tifosi, sia milanisti sia juventini, contro il trasloco di una partita che dovrebbe essere disputata sempre in Italia, anziché errabondare da Washington a Tripoli, da New York a Pechino, da Doha a Shangai e ancora a Doha.

IL MILAN ARRIVA A DOHA

SOLO PER SOLDI – La verità è che i club interessati e la Lega di A se ne fregano dei tifosi, della loro passione, del loro interesse e, pur di raccattare denaro, giocherebbero anche su Marte, se solo potessero arrivarci. Invece, planano nel deserto, tanto pagano tutto gli amici dell’Emirato (volo, pasti e hotel), per dividersi la torta secondo le modalità ricostruite da calcioefinanza.it: «Dal Qatar, la Lega (che trattiene per sé il 10% e divide in parti uguali tra i due club il 90%) ottiene qualcosa in meno di 3 milioni, ma intravede prospettive commerciali più ampie: è senz’altro più bassa l’audience popolare, ma l’obiettivo è mettersi in vetrina per vendere bene, in futuro, i diritti televisivi in Medio Oriente, che oggi appartengono a BeIn Sport».

N’ZONZI-JAMES, OBIETTIVO JUVE

SPILLO E I TRADITORI – Già, BeIn Sport, la tv mondiale dello sport nata da una costola di Al Jazeera. L’unico opinionista europeo di stanza a Doha da quattro anni, dopo i primi sei anni di collaborazione dall’Italia è Alessandro Altobelli, 61 anni, campione del mondo ‘82, sempiterna icona interista (1977-1988; 466 partite, 209 gol – secondo solo a Meazza (284) – uno scudetto e due Coppe Italia, miglior marcatore della Coppa Italia con 56 reti; capocannoniere dell’Inter nelle competizioni Uefa con 34 centri).

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