AGI – In Italia diminuisce il consumo di sigarette tradizionali, ma la diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e nuove forme di assunzione della nicotina sta frenando il calo complessivo dei consumatori. A preoccupare maggiormente sono i giovani e le donne, categorie nelle quali i nuovi prodotti stanno guadagnando terreno.
E’ il quadro che emerge dalle indagini del sistema di sorveglianza Passi e del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanita’, presentate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. I dati mostrano che oltre 850mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni e circa 93mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato nell’ultimo mese prodotti contenenti tabacco o nicotina, mentre cresce il fenomeno del policonsumo, cioe’ l’utilizzo contemporaneo di piu’ prodotti.
Il boom dello svapo tra gli studenti e il primato delle ragazze
Secondo l’Istituto Superiore di Sanita’, la sigaretta elettronica e’ oggi il prodotto piu’ diffuso tra i giovani. Nei primi mesi del 2026 due indagini condotte su oltre 12mila studenti italiani hanno rilevato che il 5,9 per cento degli undicenni e tredicenni e il 37,1 per cento degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni hanno utilizzato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente nicotina o tabacco. In termini assoluti si tratta di circa 93mila ragazzi nella fascia 11-13 anni e di oltre 850mila studenti tra i 14 e i 17 anni.
In entrambe le fasce d’eta’ il fenomeno risulta piu’ diffuso tra le ragazze. Tra gli studenti delle scuole secondarie di primo grado il consumo riguarda il 6,9 per cento delle ragazze contro il 4,8 per cento dei ragazzi. Nelle scuole superiori le percentuali salgono rispettivamente al 44,2 e al 30,3 per cento.
La sigaretta elettronica si conferma il prodotto piu’ utilizzato: ne fa uso il 5,2 per cento degli studenti tra gli 11 e i 13 anni e il 30,8 per cento degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni. Gli esperti segnalano inoltre una crescita dell’uso quotidiano e del policonsumo tra i piu’ giovani. Oltre la meta’ degli studenti consumatori tra gli 11 e i 13 anni, pari al 51,4 per cento, utilizza infatti contemporaneamente piu’ prodotti contenenti nicotina.
In aumento anche la diffusione delle bustine di nicotina. Tra i ragazzi di eta’ compresa tra 14 e 17 anni il 9,1 per cento dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, contro l’8,2 per cento del 2025 e il 3,8 per cento del 2024. L’utilizzo negli ultimi trenta giorni riguarda il 3,3 per cento degli studenti, con una prevalenza maggiore tra i maschi.
“Le indagini evidenziano inoltre un’associazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli piu’ elevati di ansia e depressione e minore benessere psicologico”, sottolinea Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss.
Il trend tra gli adulti: la nicotina frena il calo del fumo
Tra gli adulti il quadro appare piu’ articolato. Secondo il sistema di sorveglianza Passi, tra il 2008 e il 2025 il consumo esclusivo di sigarette tradizionali tra i 18 e i 69 anni e’ sceso dal 30 al 18 per cento. Tuttavia, considerando anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, la riduzione complessiva dei consumatori di nicotina e’ molto piu’ limitata, passando dal 30 al 27 per cento.
Un fenomeno particolarmente evidente tra le donne: mentre il consumo esclusivo di sigarette tradizionali e’ diminuito dal 25 al 15 per cento, la quota complessiva di donne che utilizzano prodotti contenenti nicotina e’ passata soltanto dal 25 al 23 per cento. Una situazione analoga si osserva tra i giovani adulti. Nella fascia tra 18 e 24 anni il consumo esclusivo di sigarette tradizionali e’ sceso dal 34 al 14 per cento, ma il consumo complessivo di nicotina e’ diminuito solo dal 34 al 31 per cento.
Tra i 25 e i 34 anni il fumo tradizionale e’ passato dal 37 al 20 per cento, mentre il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina e’ rimasto elevato, scendendo appena dal 37 al 34 per cento. “L’introduzione dei nuovi prodotti di tabacco sul mercato ha di fatto arrestato il trend continuo in discesa del fumo di sigaretta che si andava osservando negli anni precedenti”, osserva Maria Masocco, responsabile del sistema di sorveglianza Passi.
Meno Centri Antifumo: l’appello alla prevenzione pubblica
Nel 2025 il Telefono Verde contro il Fumo dell’Iss ha ricevuto circa 3.600 chiamate, provenienti nell’87 per cento dei casi da fumatori intenzionati a smettere o alla ricerca di informazioni sui servizi disponibili. Parallelamente, il censimento nazionale evidenzia una riduzione dei Centri Antifumo attivi sul territorio, passati da 223 a 209 in un anno.
Secondo il presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’, Rocco Bellantone, i dati rendono necessario rafforzare gli interventi di prevenzione e le politiche di sanita’ pubblica, soprattutto alla luce della crescente diffusione dei nuovi prodotti contenenti nicotina.
“I risultati confermano la necessita’ di rafforzare le strategie di prevenzione e contrasto del consumo di nicotina, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle ragazze”, conclude Luisa Mastrobattista del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss.