• 4 Ottobre 2022 5:12

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Prezzo benzina, prosegue il calo: ma fino a quando

Ago 10, 2022

È un periodo difficile per gli automobilisti italiani, costretti a pagare dei prezzi altissimi per fare rifornimento di carburante al proprio veicolo. Da mesi la situazione è preoccupante, ormai lo sappiamo e ne abbiamo parlato parecchie volte, le famiglie italiane sono messe a dura prova dai rincari continui.

Tanto da aver convinto il Governo a prendere dei provvedimenti, e infatti è stato deciso ormai da mesi (e prorogato ora fino al 20 settembre) il taglio delle accise, che ha consentito una riduzione dei prezzi del carburante alla pompa, arrivati a livelli altissimi, forse mai visti prima d’ora.

La bella notizia oggi è che pian piano pare che il prezzo della benzina sia finalmente in calo, segue il crollo del prezzo del petrolio, nonostante il ritardo. Secondo quanto è stato rilevato nelle ultime ore da Quotidiano Energia, oggi la benzina in modalità self service costa circa 1,833 euro/litro in media, contro 1,861 euro/litro della scorsa settimana, quindi niente male se il trend rimane questo, al ribasso. La media del prezzo del diesel self service oggi è invece di 1,815 euro al litro.

La situazione attuale

La paura è che il trend al ribasso possa invertirsi e che i prezzi del carburante possano tornare a salire vertiginosamente: uno dei più grandi timori degli italiani, che ormai da mesi combattono con costi del carburante alle stelle, in un periodo in cui anche le bollette di gas e luce e il caro vita sono in continuo aumento.

Un recente studio di Goldman Sachs ha purtroppo sottolineato e cercato di spiegare quanto al momento siano ancora importanti le ragioni che spingono a un nuovo aumento dei prezzi del greggio. Secondo quanto previsto oggi dalla banca americana, i prezzi del petrolio non caleranno in maniera importante, nonostante le forti pressioni sull’economia mondiale. Il report sottolinea che “il mercato petrolifero resterà in un deficit insostenibile ai prezzi correnti”, e quindi si avrà la necessità di un “abbattimento della domanda di petrolio, oltre al rallentamento economico in corso”.

L’aggravarsi della crisi energetica russa ha sicuramente causato un forte ribasso dei prezzi del Brent nei mesi scorsi (secondo Goldman Sachs): questo aumenta i costi di trasformazione del greggio dal suolo alla pompa a livello globale, “mentre aumentano anche i prezzi del gas in Europa, insieme all’uso della raffinazione globale e alle tariffe di trasporto”.

Lo studio sottolinea: “La disconnessione tra i prezzi finanziari al dettaglio e quelli finanziari del Brent è stata molto più ampia di quanto ci si aspettasse”. Se veramente il prossimo trend sarà al rialzo, la benzina tornerà nuovamente alle stelle, nonostante il taglio di 30 centesimi delle accise sui carburanti.

I prezzi medi alla pompa

Ad oggi la benzina registra un prezzo più alto in modalità servito, con un costo medio di 1,977 euro al litro, comunque in calo rispetto alla scorsa settimana (2,010 eur/litro).

Il diesel servito si attesta invece 1,960 euro al litro (era 1,991). Il GPL arriva a costare mediamente tra 0,814 e 0,838 euro/litro, il metano per auto è invece l’unico a salire, andando tra 2,202 e 2,693 euro/litro. Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane e se il taglio delle accise basterà per contenere gli aumenti del carburante.

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