• 13 Agosto 2026 17:02

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Piantedosi: “Stop schengen non è atto ostile contro la Spagna. Decisione rivista solo dopo…

Ago 13, 2026

AGI – “Mi preme ribadire che la nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Lo ha detto nel corso dell’audizione davanti al Comitato Schengen il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo – ha aggiunto – la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”.

I dati sui controlli e la conformità al diritto europeo

“Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini“, ha spiegato il ministro Piantedosi.

“Quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento”. Lo ha ribadito il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sul temporaneo ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna.

“Nonostante i rimpatri effettuati dalla Spagna negli ultimi giorni, restano ancora nell’exclave di Ceuta almeno 6.000 persone (anche se alcune fonti parlano di oltre 11.000) prevalentemente subshariani – ha illustrato il responsabile del Viminale – per le quali non risulterebbero praticabili nè la riammissione, nè il ritorno in Marocco e che costituiscono un elemento di pressione oggettiva verso il territorio continentale europeo, destinazione ultima invocata dai migranti. Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati”.

La replica alla misura adottata da Madrid

“Ma voglio, soprattutto, sottolineare nuovamente – ha aggiunto – che mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, ad una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”.

Il calo degli sbarchi e il bilancio del governo

“Dall’inizio dell’anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17mila persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni”. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della audizione davanti al Comitato Schengen sottolineando che “negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali: il primo nel 2018, quando il collega Salvini era ministro dell’interno, e il sottoscritto capo di Gabinetto; il secondo oggi, grazie alle politiche messe in atto dal governo Meloni. Questo trend consolidato è un segno tangibile dell’efficacia che possono raggiungere strategie pragmatiche e credibili come quelle che abbiamo sviluppato negli ultimi anni”.

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