• 13 Agosto 2026 17:02

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Usa il cavallo per andare al lavoro, la benzina costa troppo

Ago 13, 2026

Massimiliano Accetturo, 56 anni, giardiniere di Rocchetta Sant’Antonio, piccolo comune dei Monti Dauni in provincia di Foggia, ha smesso di usare l’auto per gli spostamenti di lavoro. Non perché abbia trovato un posto più vicino o perché il trasporto pubblico abbia raggiunto le colline del Foggiano nel frattempo. Ha deciso di spostarsi a cavallo. Va dal dentista in sella, percorre il tratturo regio anche per 270 chilometri, si muove tra Puglia, Campania e Basilicata. Sempre in compagnia della sua Maja, una cavalla che fa parte di una scuderia di otto destrieri. Un’immagine che avrebbe senso in un film di Sergio Leone, e che invece è la risposta concreta di un uomo del Sud a un problema molto contemporaneo: il costo del carburante.

La passione per i cavalli

La storia di Massimiliano comincia negli anni Novanta, quando lascia Rocchetta Sant’Antonio per andare a cercare fortuna a Rimini. Si stabilisce definitivamente nel ’96, lavora come giardiniere, conosce Raul Casadei e da lì inizia a collaborare con lui e poi con varie strutture alberghiere della Riviera. Rimini, il liscio, i cavalli. Un mix che, visto da fuori, ha una sua logica tutta italiana.

La passione per i cavalli, però, non nasce a Rimini: è una tradizione di famiglia tramandata dal bisnonno, che era un commerciante di cavalli con il Regno delle Due Sicilie, passata poi al nonno, al padre e infine a lui. Una continuità che dura da generazioni e che ha attraversato indenne vent’anni trascorsi in Romagna, dove Massimiliano ha portato i suoi cavalli con sé. Nel 2020 ha fatto definitivamente rientro a Rocchetta, sistemando otto cavalli nelle scuderie allestite nel perimetro di casa sua. È quella scuderia che si è trasformata nell’anno dell’emergenza carburanti nella soluzione più efficace al problema.

180 euro per un pieno, quindi vado a cavallo

Il ragionamento di Massimiliano è di una semplicità disarmante. “Per fare un pieno ad una delle mie auto ci vogliono circa 180 euro. Andando a cavallo praticamente non spendo nulla“, spiega. Non è una provocazione, è un calcolo economico, fatto da qualcuno che si sposta per lavoro tra tre regioni e che i conti li deve fare tornare davvero. Il Ferragosto 2026 è il più salato degli ultimi anni per chi si sposta in auto in Italia. Il gasolio ha superato i due euro al litro, la benzina anche viaggia su quella soglia.

Maja, la sua cavalla, non ha bisogno di accise né di crisi di Hormuz per fare il suo lavoro. Si alimenta di fieno, paglia, acqua, risorse che Massimiliano gestisce direttamente nelle sue scuderie. Il costo di gestione di un cavallo non è nullo, ma in rapporto ai percorsi che Massimiliano affronta quotidianamente per lavoro – spostamenti brevi tra i paesi dei Monti Dauni, dove le strade sono strette e il traffico è quello che è – il bilancio torna.

È bello tornare ai vecchi tempi, è una sensazione impagabile. E poi è un mezzo di trasporto economico. Come devi avere cura di te, devi averne di lei“, racconta Massimiliano. La cura dell’animale come cura di sé: una filosofia che, nell’era delle auto connesse, dei sistemi ADAS e delle batterie da 100 kWh, suona quasi rivoluzionaria.

Non è la prima volta che Massimiliano affronta percorsi lunghi a cavallo: negli anni ha percorso i tratturi regi per centinaia di chilometri, arrivando fino a Pescasseroli in nove giorni. L’uso del cavallo come mezzo di lavoro quotidiano è la naturale evoluzione di un rapporto con l’animale che dura da tutta la vita.

La storia di Massimiliano Accetturo fa sorridere, e fa riflettere. Fa sorridere perché l’immagine di un giardiniere pugliese che attraversa i Monti Dauni a cavallo per andare a potare un giardino ha qualcosa di irresistibilmente anacronistico. Fa riflettere perché la scelta è dettata anche da un calcolo economico concreto, oltre che da un desiderio di folclore. Quando il carburante costa abbastanza da rendere conveniente un mezzo di trasporto che non usa la ruota, qualcosa nel sistema dei prezzi energetici merita più attenzione di quanta ne stia ricevendo.

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