• 16 Agosto 2022 20:36

Corriere NET

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Non esiste una regola o un tipo di moto per andare al mare

Ago 4, 2022

Estate, sole, lunghe giornate sono l’ideale per girare in moto. A sua volta, la moto è l’ideale per andare al mare; semplice, veloce, si parcheggia quasi ovunque e nel tragitto da casa alla spiaggia, permette di godersi al meglio il clima e l’aria aperta. In giro per i lidi italiani si vede ogni tipo di motocicletta o scooter che il mercato può offrire, perché l’importante è avvicinarsi il più possibile al mare e il bello è proprio il contrasto che si crea tre moto e spiaggia. Ma come cambia questo aspetto in giro per il mondo?

Non esiste una regola o un tipo di moto per andare al mare, ma piuttosto, ogni ambiente, ogni regione del globo conserva la tradizione dei mezzi locali usati dai suoi cittadini per muoversi in totale libertà anche durante la stagione balneare. E se per alcuni, questa stagione dura tutto l’anno, allora possiamo analizzare il fenomeno come uno stile tipico di certe zone e popolazioni.

Sardegna

Inutile ricordare quanto l’Italia sia una delle grandi scuole del motociclismo mondiale e che una delle sue regioni più belle e selvagge, la Sardegna, accolga motociclisti provenienti da tutto lo stivale e non solo con ogni tipo di mezzo. Occorre distinguere tra chi giunge nell’isola in moto o semplicemente ne noleggia una dopo lo sbarco. Si può quindi prendere uno scooter per il periodo del soggiorno e come spesso accade i noleggiatori offrono convenienti alternative come moto di piccola cilindrata, semplici e robuste che permettono a chi ha dimestichezza con questi mezzi di addentrarsi meglio nel territorio e di conseguenza, nella vacanza. A scooter di ogni genere e cubatura, si aggiungono quindi piccole scrambler e crossover di media cilindrata come Suzuki V-Strom 650 o simili, che ti permettono di raggiungere agilmente la riva e fare un tuffo a pochi metri dal mezzo che hai scelto per spostarti.

Canarie

L’arcipelago spagnolo che si trova nell’Atlantico al largo delle coste africane, offre quasi lo stesso stile e genere. I turisti che raggiungono le isole via mare, a bordo di un traghetto, sbarcano con ogni tipo di motocicletta in commercio, ma il territorio cambia a seconda di dove ci si trova. Non c’è quindi una regola nemmeno in questo caso. Bisogna dire che le strade sono belle, ma non tutte adatte a moto potenti. Le quattro principali, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote, sono isole adatte un po’ a tutto, ma se diamo per scontata la versatilità degli scooter, un piccolo Suzuki Van-Van 125 o una Yamaha Tricker 250, sono più che sufficienti per percorrere le strade arroventate dal sole di quelle latitudini e arrivare ovunque a bassissimo costo e in pochi minuti.

Australia e Nuova Zelanda

Diverso il discorso per Australia e Nuova Zelanda, vero e proprio subcontinente oceanico che abbraccia ogni tipo di soluzione indipendentemente dal mare. Essendo una delle patrie dei surfisti, molti di essi adattano vecchie moto giapponesi di piccola cilindrata, al trasporto della tavola, con supporti laterali, ma in queste terre del Commonwelth britannico, la passione per i motori c’è sempre stata e le prime corse di moto sono nate, come negli Stati Uniti, sulla spiaggia.

Celebre è la scena del film “Indian”, dove il protagonista della storia Burt Munroe prova la sua Indian Scount del 1920 modificata sul bagnasciuga, sfidando i centauri neozelandesi in puro stile B.R.M.C. Anche in Australia, fino agli anni cinquanta, le gare sulla spiaggia regolari erano all’ordine del giorno e si svolgevano su rettilinei di ottocento metri. Con l’avvento dei circuiti, queste pratiche sono andate sempre più in disuso, ma negli anni novanta si svolgeva ancora qualche rievocazione storica. Da pochi anni però, circa dal 2017, le gare sulla battigia sono tornate in auge e oggi, a Sellicks Beach, si radunano fino a trecento partecipanti a evento.

Thailandia

Come in tutto il sud-est asiatico, anche la Thailandia beneficia della produzione a basso costo di scooter e motorino di ogni genere che non sbarca in occidente, ma che in quelle zone trova una funzione centrale nell’utilizzo di tutti i giorni. Da Kymco a Sym, tra gli scooter o simili dotati di cambio, c’è l’imbarazzo della scelta e nelle strade trafficate dei grossi centri, sciamano centinaia di questi piccoli motorini carichi di merci, animali o persone. Il vecchio regno del Siam offre baie e spot interessanti per i surfisti di tutto il mondo che giungono in Tahilandia per una vacanza a costi contenuti. Per raggiungere le spiagge ci si può affidare ai poco costosi moto-taxi, scooter con conducente che ti carica dietro e per poche monete ti porta dove vuoi. Il vero surfista che vuole muoversi in autonomia adotta sempre la più pratica motocicletta con porta-tavola laterale facilmente reperibile nelle aree d’interesse di questo sport sempre a basso costo. Qui la moto è ancora il mezzo più quotato e conveniente con il quale è stata motorizzata la popolazione, Taiwan ringrazia.

Bali

La stessa filosofia vale anche per l’Indonesia e a Bali, isola in cui svernano amanti delle onde di tutto il mondo, il motorino non può certo mancare. Inutile tornare sulla pratica di saldare al telaio due begli attacchi per inserire la tavola, qui si predilige la motocicletta semplice, solitamente un monocilindrico di provenienza giapponese (ma spesso cinese), quattro tempi con cambio a quattro o cinque marce e dalla cilindrata ridotta.

Ne sanno qualcosa i fondatori Verve Moto che dall’esperienza nei mari del sud e soprattutto a Bali, hanno importato in Italia il concetto di motocicletta per spostarsi e fare tutto con delle vere “special” di serie, in grado di accontentare tutti, anche nel prezzo. Semplici, con uno stile ben definito e affidabili, questi mezzi sono l’ideale per scovare, con tavola a seguito, nuovi spot tra l’Oceano Indiano e il Mar di Banda, senza dimenticare che oggi sono ormai una concreta alternativa di chi insegue lo “urban style”.

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