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Natale, come funzioneranno gli spostamenti tra comuni: le ipotesi allo studio – Il Fatto Quotidiano

Dic 11, 2020

A Natale, Santo Stefano e Capodanno si potrà uscire dal proprio comune senza rischiare alcuna sanzione. È ormai confermata la revoca del divieto di spostamento introdotta con il decreto Covid che fa da cornice legislativa all’ultimo dpcm: dopo le pressioni di sindaci, opposizioni e parte della maggioranza, il governo ha deciso di fare una (parziale) marcia indietro. Le ipotesi sul tavolo al momento sono due: consentire una deroga a chi vive in comuni con meno di 5mila abitanti – considerati più penalizzati rispetto alle grandi città – o allentare la misura in modo generalizzato a livello provinciale. Rimane invariato lo stop agli spostamenti tra Regioni gialle dal 21 dicembre al 6 gennaio, salvo motivi di salute, necessità o lavoro. Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi sono quindi impegnati per individuare la soluzione più veloce e praticabile, ma in Consiglio dei ministri restano non poche divisioni.

“Se ho un dubbio è che a Natale bisognerebbe stringere ancora, invece che allentare. Abbiamo davanti ancora tre o quattro mesi difficili, dobbiamo tenere duro”, sostiene il ministro della Salute Roberto Speranza citato dal Corriere. “Voglio essere chiaro: io avevo proposto di fare zona rossa tutta Italia in quei tre giorni di festa. Non cambio idea”, aggiunge a Repubblica. A dargli man forte è il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, che plaude all’ordinanza restrittiva firmata dal sindaco di Bari Antonio Decaro per tentare di placare le polemiche: “L’esempio di Bari è emblematico anche per chi in questo momento sollecita allentamenti non giustificabili dai dati dell’epidemia, né adottati da nessuna nazione in Europa dove, proprio in vista del Natale, stanno entrando in vigore limitazioni molto più rigide di quelle italiane”.

La maggior parte dei ministri, però, con le renziane Bellanova e Bonetti in testa, è decisa a rivedere le regole per il Natale approvate solo una settimana fa. A loro si aggiungono il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo cui è “assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme”, ma anche una grossa fetta di parlamentari del Pd capitanati da Andrea Marcucci e tutte le opposizioni. L’obiettivo di Palazzo Chigi ora è quello di trovare una mediazione, evitando che l’allentamento del rigore sia interpretato dai cittadini come un liberi tutti. C’è incertezza anche su come procedere: inizialmente si è pensato di interpretare in modo meno restrittivo le Faq del governo (la risposta alle domande frequenti che Chigi pubblica sul sito internet dopo ogni dpcm), ma potrebbe non bastare. La soluzione più accreditata è quella di approvare un emendamento al decreto sul Natale durante la fase di conversione in legge in Parlamento. Con il rischio, però, che alle Camere alla fine prevalga una linea ancora più aperturista rispetto a quella dell’esecutivo.

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