Dacia ha costruito negli anni una posizione di riferimento nel GPL grazie a una coerenza invidiabile: mentre quasi tutta l’industria automotive si spostava verso l’ibrido o l’elettrico, Dacia continuava a credere nel gas liquido, a migliorare i propri motori e a offrire al pubblico italiano una risposta concreta alla domanda di mobilità economica. Adesso quel percorso compie un altro passo avanti: il nuovo propulsore Eco-G 120 porta per la prima volta nella storia del brand il cambio automatico abbinato a un motore GPL.
Costi di gestione al primo posto
Il GPL non ha mai smesso di essere una scelta razionale, ma negli ultimi due anni è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione di molti automobilisti italiani. I motivi sono abbastanza chiari: mentre benzina e diesel hanno attraversato periodi di volatilità intensa, con prezzi che in certi momenti hanno sfiorato soglie psicologiche difficili da ignorare, il gas di petrolio liquefatto ha mantenuto un profilo di costo strutturalmente più basso. Parliamo di risparmi nell’ordine del 50%, calcolati sul costo per chilometro percorso.
L’intera gamma del marchio offre motorizzazioni a GPL, e la penetrazione del gas nel mix vendite Dacia è da anni superiore alla media del mercato italiano. L’Eco-G 120 si inserisce in questo contesto con un’ambizione precisa: togliere l’ultima obiezione che frenava alcuni acquirenti. Non quella del risparmio, non quella dell’autonomia, ma quella del comfort. Perché fino ad oggi, chi voleva un Dacia GPL doveva accontentarsi del cambio manuale. Niente di drammatico, ma in un mercato dove l’automatico è sempre più diffuso la mancanza di questa opzione escludeva una fetta di potenziali clienti.
Reattivo quando serve
Il motore Eco-G 120 è un tre cilindri 1.2 turbo capace di 120 CV e 230 Nm di coppia, in grado di funzionare sia a GPL che a benzina. Una potenza che muove bene l’intera gamma e, in particolare su Sandero con i suoi circa 1.100 kg di peso, offre tutta la brillantezza necessaria. Un rapporto peso-potenza nell’ordine di 9 kg per CV è un dato più che rispettabile per un’auto di questo segmento, e si traduce in una vettura che risponde in modo pronto ai comandi, che affronta i sorpassi autostradali senza ansie e che in città non mostra mai quella sensazione di pesantezza, neanche su Duster o Bigster.
La coppia massima di 230 Nm, disponibile già a regimi bassi grazie al turbocompressore, è poi la vera firma di questo motore: è lei che garantisce quella prontezza nella ripresa che fa la differenza nel traffico quotidiano, quando si esce da un semaforo o si supera un camion in corsia di sorpasso. Tutto questo avviene sia a GPL che a benzina, con una differenza di comportamento tra le due alimentazioni che Dacia ha ridotto progressivamente nel corso delle ultime generazioni, al punto da risultare quasi impercettibile nell’uso normale.
Vale la pena ricordare che la versione precedente da 100 CV, l’Eco-G che ha costruito la reputazione del marchio nel segmento GPL, era già considerata pienamente adeguata su Sandero. Il salto a 120 CV rappresenta un miglioramento tangibile, soprattutto nella versione Stepway con le sospensioni rialzate e nel Jogger, dove il peso extra di un terzo e quarto posto incide in modo più sensibile sulla dinamica.
Un cambio orientato alla comodità
Dacia ha scelto un automatico a doppia frizione (DCT) a sei rapporti, una soluzione che garantisce cambi rapidi, efficienza nei consumi e fluidità nell’uso quotidiano.
La scelta del doppio innesto rispetto a un tradizionale automatico a convertitore di coppia non è casuale. Il DCT è tecnicamente più efficiente sul piano dei consumi e si abbina in modo naturale a un motore turbo come l’Eco-G 120, dove la coppia è disponibile su un range di regimi piuttosto ampio. Il risultato è una gestione del cambio morbida che lavora in modo fluido nelle situazioni ordinarie, diventa quasi invisibile in autostrada e si rivela abbastanza reattivo quando si preme l’acceleratore con decisione.
In città, dove la domanda di automatico è più forte, il DCT offre tutto quello che ci si aspetta: nessuna frizione da gestire, nessuna sincronizzazione da imparare, mani libere e piede destro unico interlocutore della guida. Per chi è abituato all’automatico e non vuole tornare indietro, questo è il tasto mancante che trasformava Dacia GPL da opzione interessante a scelta impossibile.
Non manca ovviamente la modalità manuale tramite palette al volante, per chi vuole gestire i rapporti in prima persona in certi tratti stradali. Non è uno sportivo, non vuole esserlo, ma la possibilità di scalare o salire di marcia a piacimento aggiunge una dimensione di coinvolgimento che non guasta.
Autonomia a non finire
Il GPL ha un limite che molti conoscono: la densità energetica inferiore rispetto alla benzina fa sì che, a parità di volume del serbatoio, l’autonomia sia ridotta. Dacia ha risolto questo problema nel modo più diretto possibile: due serbatoi.
La Sandero Eco-G 120 monta un serbatoio di GPL da 48,8 litri appena aggiornato rispetto ai 40 litri della versione precedente, e posizionato nel vano ruota di scorta; mentre accompagna un serbatoio di benzina da 50 litri. Il sistema passa automaticamente dal GPL alla benzina quando il gas si esaurisce, senza che il guidatore debba fare nulla: la commutazione avviene in modo trasparente durante la marcia, senza strappi e senza interruzioni della trazione. L’autonomia complessiva raggiunge i 1.500 km con entrambi i serbatoi pieni.
In termini pratici, a parità di utilizzo misto città-extraurbano, una Sandero GPL può percorrere tra i 650 e i 750 km con il solo serbatoio del gas. Aggiunte le riserve di benzina, si capisce perché il pieno diventi quasi un’abitudine settimanale per chi percorre distanze nella media. Il costo del pieno, poi, è quello che convince definitivamente: con il GPL stabilmente quasi alla metà dei prezzi di benzina e diesel, fare 1.500 km con la Sandero Eco-G 120 costa meno di quanto molti spendono per 600 km con un motore a benzina di potenza analoga.
Presa nella sua interezza, questa motorizzazione rappresenta il punto più alto finora raggiunto da Dacia nel segmento GPL. Non è un compromesso tra risparmio e comodità: è la prova che i due obiettivi possono convivere senza sacrifici. Che poi è esattamente quello che i clienti Dacia hanno sempre chiesto.