• 12 Giugno 2026 9:22

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Fornaroli, il giorno più bello: la McLaren gli apre le porte della FP1 nel GP Spagna

Giu 12, 2026

Certe date restano impresse nella memoria di un pilota più di una vittoria. Il primo podio, il primo titolo, il primo giorno in cui si indossa la tuta di F1. Per Leonardo Fornaroli, quel momento arriverà venerdì mattina a Barcellona, quando salirà sulla McLaren MCL40 per disputare la prima sessione di prove libere del GP di Spagna. Un’ora appena, forse sessanta minuti destinati a scorrere velocissimi, ma sufficienti per cambiare lo status di un ragazzo italiano che negli ultimi due anni ha bruciato ogni tappa possibile. La notizia è rimbalzata in poche ore su tutti i siti specializzati europei, dai portali inglesi fino ai media italiani, accompagnata da entusiasmo. Fornaroli non è soltanto un altro giovane chiamato a svolgere una sessione riservata ai rookie, è uno dei talenti più credibili emersi dal vivaio delle formule minori negli ultimi anni. Sul pilota, la McLaren sembra crederci davvero.

La scelta McLaren

Il team di Woking ha scelto Fornaroli per sostituire Lando Norris nella FP1 catalana, all’interno del programma imposto dal regolamento 2026 che obbliga le squadre a schierare piloti esordienti in quattro sessioni di prove libere durante la stagione. Ma dietro questa decisione non c’è soltanto un obbligo normativo, c’è un progetto tecnico preciso. Il pilota piacentino arriva infatti a questo debutto dopo mesi di lavoro silenzioso e metodico. Test TPC con la MCL60 del 2023, giornate al simulatore, lavoro di correlazione dati e presenza costante nel box McLaren. A marzo aveva già impressionato nei primi test a Barcellona, completando oltre cento giri senza errori e mostrando una velocità di adattamento che all’interno del team ha convinto molti tecnici. Poi sono arrivati Silverstone e Austin, altre tappe di crescita fondamentali per prepararlo a questo momento.

La McLaren lo ha accolto nel proprio Driver Development Programme nel dicembre 2025, subito dopo la conquista del titolo di F2. Un campionato vinto con maturità, gestione e continuità, caratteristiche che lo avevano già distinto l’anno precedente nella cavalcata vincente in F3.

Da F3 a F2: la crescita di un predestinato

Due titoli consecutivi, F3 e F2, impresa riuscita soltanto a pochissimi piloti nella storia recente. Tra questi Oscar Piastri e Gabriel Bortoleto, due nomi che oggi rappresentano perfettamente il modello di crescita che McLaren vuole replicare. La squadra inglese non vede Fornaroli come una semplice riserva utile a soddisfare il regolamento FIA, ma come un pilota da costruire e consolidare nel medio periodo. All’interno del paddock, negli ultimi mesi, il suo nome è stato spesso associato a quello di una futura opportunità in F1. Troppo presto per parlare di sedile garantito, naturalmente, ma abbastanza per capire che il paddock lo considera ormai parte della nuova generazione destinata ad arrivare.

L’italiano, dal canto suo, mantiene il profilo basso che lo ha sempre contraddistinto. Le sue parole diffuse dalla McLaren raccontano emozione ma anche lucidità: “Sono molto entusiasta di guidare la MCL40 questo fine settimana nella sessione FP1 di Barcellona-Catalunya. Sarà una grande opportunità per aiutare il team con i preparativi e per lavorare attraverso il programma previsto per il venerdì. Questa sarà una missione molto importante per me perché sarà la mia prima sessione ufficiale di Formula 1. È qualcosa per cui ho lavorato tantissimo“.

Parole semplici, ma che spiegano bene la mentalità di un pilota cresciuto lontano dai riflettori esasperati che spesso accompagnano i talenti italiani. Fornaroli non è mai stato costruito mediaticamente come fenomeno predestinato. Ha preferito lasciare parlare i risultati. Forse proprio questa normalità lo rende oggi uno dei prospetti più credibili.

Il debutto: cosa farà davvero a Barcellona

A Barcellona, però, non sarà una passerella. La McLaren gli affiderà un programma preciso di raccolta dati, comparazioni aerodinamiche, valutazioni sulle gomme e feedback utili a Norris e Piastri per il resto del weekend. Nella F1 moderna il ruolo del rookie nelle FP1 non è simbolico. Ogni giro conta, ogni indicazione può incidere sull’assetto definitivo della monoposto. Per questo motivo il paddock guarda con curiosità alla sua capacità di gestire pressione e complessità tecnica. La MCL40 è una vettura sofisticata, nervosa nei cambi di direzione veloci e particolarmente esigente nella gestione dell’energia. Serviranno precisione e rapidità mentale, oltre a una comunicazione continua con gli ingegneri. Chi lo conosce bene racconta che proprio la pulizia tecnica è una delle sue qualità migliori. In F2 aveva impressionato per la sensibilità sul degrado gomme e per la capacità di leggere l’evoluzione della pista. Aspetti che in F1 fanno ancora più differenza.

L’Italia e i suoi talenti: non solo Antonelli

C’è poi inevitabilmente il tema Italia. Dopo anni difficili, il movimento azzurro sta tornando a produrre piloti di alto livello. Kimi Antonelli è il nome più celebrato, ma Fornaroli rappresenta un’altra faccia della rinascita. Meno esplosiva mediaticamente, forse, ma altrettanto concreta. Due percorsi diversi, due caratteri differenti, accomunati però dalla sensazione che come nel tennis, si stia finalmente tornando ad avere una generazione credibile anche per la F1 e il motorsport del futuro.

L’ultima volta che un italiano aveva attirato così tanta attenzione nelle categorie junior era stata proprio con Antonelli. Oggi Fornaroli si prende la scena con tempi e modi differenti, ma con la stessa sostanza. La scelta McLaren pesa tantissimo anche da questo punto di vista, Woking non è un team che regala opportunità. Negli ultimi anni ha costruito uno dei programmi giovani più selettivi del paddock, puntando soltanto su piloti considerati realmente pronti al salto.

Il sogno F1 adesso è diventato reale

Il debutto di venerdì non assegnerà punti né cambierà improvvisamente le gerarchie della F1. Ma nel paddock spesso sono proprio queste sessioni apparentemente marginali a indirizzare un futuro. Un buon impatto può aprire porte, consolidare fiducia, accelerare programmi. Per Leonardo Fornaroli sarà soprattutto il primo vero assaggio del mondo che sogna da quando era bambino. Davanti a lui ci saranno i migliori piloti del pianeta, una McLaren ufficiale sotto le mani e milioni di spettatori collegati da tutto il mondo. Dietro, invece, resteranno anni di kart, sacrifici, categorie minori e weekend passati a rincorrere un’occasione come questa. Barcellona, per una mattina, diventerà il centro del suo universo e probabilmente anche l’inizio di qualcosa di molto più grande.

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