• 8 Giugno 2026 18:08

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Mondiali: gli Usa rifiutano il visto al miglior arbitro africano

Giu 8, 2026

AGI – Le autorità statunitensi hanno impedito l’ingresso negli Stati Uniti all’arbitro somalo Omar Artan, designato dalla Fifa per dirigere alcune partite dei Mondiali del 2026, e lo hanno rimandato in Turchia. La vicenda, riportata dal Daily Star, riguarda uno dei più apprezzati direttori di gara africani, premiato come miglior arbitro del continente nel 2025. Artan ha inoltre arbitrato la finale di ritorno della Champions League africana tra Pyramids e Mamelodi Sundowns lo scorso anno.

Si rischia un caso, Mondiali al via l’11 giugno

Secondo il quotidiano britannico, il dirigente somalo era riuscito a ottenere il visto dopo una lunga attesa. A causa delle difficoltà burocratiche, avrebbe chiesto assistenza all’ambasciata della Somalia a Nairobi, che gli avrebbe consentito di ottenere un passaporto diplomatico. Tuttavia, una volta arrivato negli Stati Uniti, il documento non sarebbe stato ritenuto sufficiente dalle autorità americane, che ne avrebbero disposto il respingimento immediato. L’episodio rischia di creare un caso a pochi giorni dall’inizio della Coppa del mondo, in programma dall’11 giugno. 

AGI – Le autorità statunitensi hanno impedito l’ingresso negli Stati Uniti all’arbitro somalo Omar Artan, designato dalla Fifa per dirigere alcune partite dei Mondiali del 2026, e lo hanno rimandato in Turchia. La vicenda, riportata dal Daily Star, riguarda uno dei più apprezzati direttori di gara africani, premiato come miglior arbitro del continente nel 2025. Artan ha inoltre arbitrato la finale di ritorno della Champions League africana tra Pyramids e Mamelodi Sundowns lo scorso anno.
Si rischia un caso, Mondiali al via l’11 giugno
Secondo il quotidiano britannico, il dirigente somalo era riuscito a ottenere il visto dopo una lunga attesa. A causa delle difficoltà burocratiche, avrebbe chiesto assistenza all’ambasciata della Somalia a Nairobi, che gli avrebbe consentito di ottenere un passaporto diplomatico. Tuttavia, una volta arrivato negli Stati Uniti, il documento non sarebbe stato ritenuto sufficiente dalle autorità americane, che ne avrebbero disposto il respingimento immediato. L’episodio rischia di creare un caso a pochi giorni dall’inizio della Coppa del mondo, in programma dall’11 giugno. 

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