AGI – “Per Guardiola l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante”. Parole di Paolo Maldini, direttore tecnico della Figc, Paolo Maldini, interpellato sulla possibilità che l’ex allenatore del Manchester City abbia chiesto 20 milioni di ingaggio per ricoprire il ruolo di selezionatore della Nazionale italiana.
Le sensazioni di Maldini
“Le sensazioni sono quelle di grande pressione – ha detto Maldini, che ha voluto al suo fianco Leonardo come advisor -. Il presidente Giovanni Malagò ci ha messo un po’ per convincermi. Il progetto è ambizioso, ma è come una chiamata alle armi e quando l’Italia chiama è difficile dire di no. La mia figura, quella di direttore tecnico della Figc, non esisteva, cercheremo di dare un’idea e un’impostazione tecnica al Club Italia e alla parte tecnica della Federazione, l’aver trovato con il presidente Malagò questa nuova figura credo sia già sintomo di un grande cambiamento”.
Sulla situazione attuale, ha detto ancora Maldini ai giornalisti in conferenza stampa, “non possiamo dare notizie su quello che sta succedendo. Avete individuato quello che potrebbe essere uno dei nostri obiettivi, non possiamo nascondere che abbiamo parlato anche con Ancelotti prima di parlare con Pep Guardiola, ci sembrava giusto partire da quelli che ritenevamo i migliori al mondo, ma bisogna verificare la disponibilità generale”.
Malagò, “sempre pensato a Paolo”
“In campagna elettorale ho sempre pensato a Paolo. Gli avevo anticipato che se avessi vinto l’avrei chiamato. Lui mi aveva detto: ‘Sì, sì, chiama, mi fa piacere, ovviamente faccio tifo per te’. Però non mi aveva detto niente di più”. Giovanni Malagò, ospite di “Cronache di Spogliatoio”, ha spiegato il perchè della nomina di Maldini come dt e presidente del Club Italia, incarico in cui è affiancato come advisor da Leonardo. “Sono due facce della stessa medaglia – continua il numero uno della Figc – Uno parte con un’idea, l’altro te la sviluppa, e viceversa. A turno si scambiano regia e operatività. Sono partiti a mille all’ora, sono stati a Coverciano, dove hanno cominciato già a rivoluzionare un qualche cosa che potenzialmente è formidabile ma anche molto statico. Da lì parte tutto il concetto della filiera che deve arrivare all’individuazione di giovani italiani il più possibilmente talentuosi. Nel 2032 abbiamo gli Europei in casa e, come abbiamo visto al Mondiale, oggi dobbiamo individuare e lavorare su ragazzi che hanno 15, 16, massimo 17-18 anni”.
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AGI – “Per Guardiola l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante”. Parole di Paolo Maldini, direttore tecnico della Figc, Paolo Maldini, interpellato sulla possibilità che l’ex allenatore del Manchester City abbia chiesto 20 milioni di ingaggio per ricoprire il ruolo di selezionatore della Nazionale italiana.
Le sensazioni di Maldini
“Le sensazioni sono quelle di grande pressione – ha detto Maldini, che ha voluto al suo fianco Leonardo come advisor -. Il presidente Giovanni Malagò ci ha messo un po’ per convincermi. Il progetto è ambizioso, ma è come una chiamata alle armi e quando l’Italia chiama è difficile dire di no. La mia figura, quella di direttore tecnico della Figc, non esisteva, cercheremo di dare un’idea e un’impostazione tecnica al Club Italia e alla parte tecnica della Federazione, l’aver trovato con il presidente Malagò questa nuova figura credo sia già sintomo di un grande cambiamento”.
Sulla situazione attuale, ha detto ancora Maldini ai giornalisti in conferenza stampa, “non possiamo dare notizie su quello che sta succedendo. Avete individuato quello che potrebbe essere uno dei nostri obiettivi, non possiamo nascondere che abbiamo parlato anche con Ancelotti prima di parlare con Pep Guardiola, ci sembrava giusto partire da quelli che ritenevamo i migliori al mondo, ma bisogna verificare la disponibilità generale”.
Malagò, “sempre pensato a Paolo”
“In campagna elettorale ho sempre pensato a Paolo. Gli avevo anticipato che se avessi vinto l’avrei chiamato. Lui mi aveva detto: ‘Sì, sì, chiama, mi fa piacere, ovviamente faccio tifo per te’. Però non mi aveva detto niente di più”. Giovanni Malagò, ospite di “Cronache di Spogliatoio”, ha spiegato il perchè della nomina di Maldini come dt e presidente del Club Italia, incarico in cui è affiancato come advisor da Leonardo. “Sono due facce della stessa medaglia – continua il numero uno della Figc – Uno parte con un’idea, l’altro te la sviluppa, e viceversa. A turno si scambiano regia e operatività. Sono partiti a mille all’ora, sono stati a Coverciano, dove hanno cominciato già a rivoluzionare un qualche cosa che potenzialmente è formidabile ma anche molto statico. Da lì parte tutto il concetto della filiera che deve arrivare all’individuazione di giovani italiani il più possibilmente talentuosi. Nel 2032 abbiamo gli Europei in casa e, come abbiamo visto al Mondiale, oggi dobbiamo individuare e lavorare su ragazzi che hanno 15, 16, massimo 17-18 anni”.
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