MILANO – Nonostante le misure restrittive per il coronavirus e le sue varianti tornino a fare capolino in diversi Paesi, i mercati finanziari sono orientati ancora al rialzo (in scia alla chiusura positiva di venerdì) con gli investitori che restano ottimisti sulla scia delle speranze nel nuovo ciclo di stimoli alla spesa da parte dell’amministrazione del presidente Biden e per le campagne di vaccinazione a livello globale.

Le azioni asiatiche sono salite ai massimi storici mentre i prezzi del petrolio sono aumentati a causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente. L’indice più ampio di Msci di azioni Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è balzato dello 0,4% a 736,4 punti. A Tokyo il Nikkei ha chiuso a +1,91% a 30.084,15 punti, per la prima volta dall’agosto del 1990 sopra la soglia psicologica dei 30 mila punti. Gli investitori sono rimasti privi dei riferimenti dei mercati di Cina e Hong Kong – che sono chiusi per le vacanze del capodanno lunare – così come dovranno fare a meno di Wall Street che rimane serrata per le festività del Presidents Day.

In linea generale, tra alti e bassi locali, le azioni globali sono indirizzate verso l’undicesima seduta consecutiva di rialzi: netta indicazione sul trend del momento, con gli investitori che vedono delinearsi un trend di ritorno dell’inflazione e di recupero economico.

Apertura in rialzo dell’euro sopra quota 1,21 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2132 dollari e a 127,56 yen. Il biglietto verde ha subìto quattro sessioni consecutive di ribasso e la pressione, secondo alcuni analisti, è destinata a intensificarsi. L’inflazione Usa rimane bassa e il presidente della Fed, Jerome Powell, ha indicato che manterrà la sua politica accomodante e che il mercato del lavoro statunitense potrebbe impiegare anni per tornare alla piena occupazione. Il focus anche sui verbali della Fed di mercoledì sera, da cui potrebbero emergere indicazioni sui tassi. Sale dollaro/yen a 105,09.

L’attenzione si punta molto sui primi passi del governo Draghi, mentre oggi va in scena l’Eurogruppo con il debutto del ministro Franco. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi riparte da quota 90 punti, il livello raggiunto venerdì prima che fosse annunciata la squadra dell’esecutivo, con il decennale italiano che ha aggiornato il minimo storico allo 0,42 per cento.

Resta sotto i riflettori il Bitcoin, che nel fine settimana di San Valentino ha fatto registrare un nuovo record: domenica è arrivato a un passo dai 50 mila dollari prima di ritracciare leggermente in area 48 mila. Il bilancio di quest’anno è per ora di un fantasmagorico + 70 per cento. L’agenzia Bloomberg ha riportato che, dopo le uscite pubbliche di Tesla (1,5 miliardi di dollari investiti nella criptovaluta), BNY Mellon e Mastercard (che aprono al Bitcoin per le transazioni), è la volta di Morgan Stanley: la grande banca americana potrebbe scommettere sul Bitcoin attraverso il suo bracci d’investimenti da 150 miliardi di dollari.

I prezzi del petrolio si portano ai massimi da oltre un anno sulla scia delle nuove tensioni in Medio Oriente e sui mercati asiatici il greggio Wti guadagna il 2,30% a 60,84 dollari al barile dopo aver toccato il massimo dall’8 gennaio dello scorso anno a 60,95 dollari; il Brent avanza dell’1,86% a 63,59 dollari al barile dopo essere salito a un massimo di sessione di 63,76, dollari, il più alto dal 22 gennaio 2020. I prezzi del petrolio hanno guadagnato circa il 5% la scorsa settimana. Domenica sera la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha riferito di aver intercettato e distrutto un drone carico di esplosivo sparato dai ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi, sollevando timori di nuove tensioni in Medio Oriente.