• 19 Aprile 2026 13:20

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Leclerc su una Fiat 500 d’epoca, il video tra le vie di Monaco

Apr 19, 2026

Charles Leclerc su una Fiat 500 d’epoca. Lontano dai cordoli della Formula 1 e dalle sue supercar, il pilota monegasco abbraccia lo stile italiano, rinnovando un legame ormai indissolubile. Lungo le strade del Principato, il “predestinato” è stato avvistato al volante di un’icona del nostro passato, personalizzata con un tocco di modernità da cui traspare passione.

La sfilata sulle strade del Principato di Monaco

Sulle strade del Principato di Monaco i bolidi da mille cavalli (o capolavori vintage quali la rarissima Ferrari 250 Testa Rossa sfoggiata da Leclerc al suo matrimonio) non fanno quasi notizia. Eppure, tra le vie strette e trafficate di Montecarlo la mitica utilitaria torinese fa la sua bella figura, rivista in modo da sottolineare l’anima del proprietario. La livrea, in tinta nera profonda attraversata da strisce bianche e rosse (i colori della bandiera monegasca), cattura subito l’attenzione, anche se il dettaglio più appariscente è un altro: sulla fiancata campeggia il numero 16, portato dallo stesso Leclerc in gara sui circuiti di tutto il mondo sulle monoposto Ferrari, qui applicato su una vettura in cui regnano sovrani la lentezza e il piacere di guida.

La definizione di utilitaria qui sta stretto. Elevato a gioiello da collezione, spoglio della tecnologia moderna, il veicolo esalta la connessione tra conducente e macchina come raramente capita nelle nuove auto. Il vero lusso non sta nel prezzo di listino, ma nel carattere di mezzo capace di difendere il suo DNA contro l’avanzata delle supercar digitali.

Il genio di Dante Giacosa

Se ci fermassimo alla superficie, la passione di Leclerc per un bicilindrico raffreddato ad aria potremmo considerarlo un paradosso. Ma anche per uno abituato a dominare l’alta velocità e a gestire accelerazioni laterali spietate la Cinquina ha un fascino tutto suo, reso possibile dall’ingegno di un uomo, Dante Giacosa, chiamato a condensare in pochi metri di lamiera il sogno di mobilità di un’intera nazione.  In occasione del primo storico debutto, nel luglio del 1957, l’allora Nuova 500 impiegò poco tempo a ergersi a simbolo del miracolo economico italiano, semplice e tanto affidabile da sembrare quasi indistruttibile. Con circa 13 stipendi un operaio dell’epoca se la portava a casa, coronando il desiderio di libertà di una famiglia intera.

La scelta di Leclerc di portare il numero 16 su una carrozzeria d’altri tempi nobilita la semplicità meccanica di Giacosa e rimette il pilota in totale connessione con un’opera d’arte che trabocca di carattere, più di qualsiasi hypercar moderna. La scelta di Charles non è solo un vezzo estetico, ma un tributo a un’icona che oggi rivive nei modelli di ultima generazione, ma che trova nel cuore dei puristi la sua forma più sincera proprio nelle serie prodotte fino al 1975. In giro per il Principato, la 500 si rivela paradossalmente più agile e sensata di tante imponenti GT moderne, confermando che il genio di Giacosa non invecchia mai. In questo binomio il passato alimenta il presente attraverso una passione slegata dai tachimetri e traspira quanto Leclerc sia ormai, senza timor di smentita, un “italiano d’adozione” mentre distingue i due volti dell’automobile: la Ferrari in pista, la Fiat 500 in viaggio.

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