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L’addio al «tax day» non elimina il rischio-ingorgo

Nov 14, 2016

I lavori sono ancora in corso, ma dal cantiere della manovra di bilancio si intravede un calendario fiscale nuovo di zecca. E per i contribuenti non c’ sempre da festeggiare.

La buona notizia la divisione in due del tax day del 16 giugno, con lo spostamento a fine mese della prima rata dell’acconto Irpef, Ires e Irap, oltre che delle imposte a esse allineate, come la cedolare sugli affitti e le sostitutive pagate da minimi e forfettari. una novit che allevier la pressione sul portafoglio di imprese e famiglie, anche perch pagando lo 0,4% in pi si potr spostare il pagamento al 30 luglio, distanziandolo di un mese e mezzo dalla prima rata di Imu e Tasi (che invece rimarr ferma al 16 giugno). E probabilmente ci sar un effettivo positivo anche sul lavoro degli studi professionali, che potr essere meglio scaglionato.

Ma lo spacchettamento del tax day non risolve tutti i problemi. Anzi, il calendario del fisco del 2017 nasconde non poche trappole e potenziali ingorghi. Gi, perch gli emendamenti approvati dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera al decreto fiscale (Dl 193/2016) – che oggi sar all’esame dell’Aula di Montecitorio – ripianificano una serie di scadenze che si aggiungono a quelle gi vigenti, a quelle previste dalla versione originaria del provvedimento e al Ddl di bilancio.

Il capitolo Iva quello che potrebbe creare pi grattacapi a professionisti e imprese. Il debutto del nuovo spesometro trimestrale relativo alle fatture inviate ed emesse stato solo in parte “ammorbidito” con la previsione di un primo invio su base semestrale e con la riduzione delle sanzioni sugli errori o le lacune di comunicazione.

A questo si aggiunge la comunicazione trimestrale sulle liquidazioni Iva (prima scadenza gi il 31 maggio). Una misura su cui l’amministrazione finanziaria punta molto in chiave antievasione per accorciare la distanza temporale tra dichiarazione e versamenti e avere dati immediatamente “lavorabili” per riscontrare il tax gap tra dovuto e pagato. Allo stesso tempo, per, la moltiplicazione degli obblighi comunicativi ha provocato una levata di scudi da parte sia del Consiglio nazionale dei commercialisti sia dei sindacati di categoria, che venerd hanno parlato addirittura di semplificazioni al contrario.

Negli studi c’ gi chi guarda con preoccupazione al calendario di fine luglio, dove in una settimana si concentreranno cinque adempimenti pesanti. Oltre alla chiusura della campagna del 730 (prorogato al 24 luglio per i contribuenti fai-da-te, ma anche per Caf e intermediari abilitati che abbiano inviato l’80% dei modelli entro il 7 luglio) ci saranno da gestire tra l’altro il termine finale per l’inoltro delle istanze della voluntary disclosure in versione 2.0 e la trasmissione del modello 770 dei sostituti d’imposta. Un adempimento, quest’ultimo, per il quale si pu gi scommettere sul tam-tam con cui verr chiesta la proroga (regolarmente materializzatasi negli ultimi anni).

Tra le misure positive va invece ricordata la nuova disciplina delle opzioni esercitabili in base al Tuir, che si intenderanno tacitamente prorogate fino a revoca espressa. Un modo per evitare che una svista nel rinnovo si traduca in un’evitabile decadenza. E lo stesso principio sar esteso anche alla cedolare secca: in caso di proroga del contratto servir sempre il modello RLI, ma la dimenticanza – pur sanzionata – non far venir meno l’opzione.

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