• 7 Settembre 2026 10:39

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La vecchia moto della Germania Est che ora è diventata anche un simbolo politico

Set 7, 2026

Ci sono veicoli che smettono di essere semplici mezzi di trasporto e diventano pezzi di storia. È il caso delle Simson, i ciclomotori prodotti nella Germania Est che ancora oggi hanno una comunità di appassionati particolarmente numerosa. Linee semplici, motori dalla meccanica essenziale e un fascino irresistibile per chi ama i mezzi d’epoca.

Le Simson sono tornate a essere protagoniste sulle strade tedesche, soprattutto tra i giovani e nelle regioni dell’ex Germania Est. Ma oggi il loro ritorno di popolarità ha assunto una dimensione decisamente particolare.

La Simson diventa un simbolo politico

Alcuni esponenti dell’AfD, il partito tedesco di destra radicale, hanno infatti iniziato a utilizzare le Simson durante manifestazioni ed eventi politici. Uno dei casi più evidenti è quello di Ulrich Siegmund, leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt, che si è presentato al seggio per le elezioni in Sassonia, dove ha conquistato la vittoria con il suo partito, a bordo di uno scooter Simson Schwalbe, uno dei modelli più iconici della Simson.

La scelta di questo mezzo ha una precisa valenza simbolica. La Simson è infatti uno degli oggetti che più facilmente evocano la vita quotidiana nella Germania dell’Est, diventando una sorta di ambasciatrice della cosiddetta Ostalgie, la nostalgia per alcuni aspetti della vita nella Germania Democratica. Un fenomeno che non riguarda soltanto la politica. Da anni, infatti, le vecchie Simson sono ricercate dagli appassionati, restaurate e riportate sulle strade.

Perché le Simson sono così speciali?

Per capire il fenomeno bisogna fare un salto indietro nel tempo. Durante gli anni della Germania Est, possedere un’automobile non era affatto semplice. Modelli come la Trabant erano disponibili in quantità limitate e per acquistare una vettura potevano essere necessari anni di attesa.

In questo scenario, moto e ciclomotori rappresentavano una vera alternativa all’auto. Le Simson divennero così una presenza abituale sulle strade della Germania orientale. Tra i modelli più famosi c’è la Schwalbe, una piccola due ruote che ancora oggi è immediatamente riconoscibile per il suo design vintage.

La sua popolarità è rimasta intatta anche dopo la riunificazione tedesca.

Un ciclomotore che può fare 60 km/h

C’è poi un dettaglio tecnico che rende le vecchie Simson particolarmente interessanti per i collezionisti. I ciclomotori immatricolati per la prima volta prima del 1992 possono infatti raggiungere 60 km/h, una velocità superiore ai 45 km/h normalmente associati ai ciclomotori moderni.

Il motivo è legato alle norme che erano in vigore nella Germania Est e che sono state successivamente mantenute per questi veicoli. Per gli appassionati significa avere tra le mani un mezzo piccolo e leggero, dalla tecnologia estremamente semplice, ma sorprendentemente utilizzabile ancora oggi nel traffico quotidiano.

Un marchio con una storia molto più complicata

Il paradosso è che dietro quel nome apparentemente legato alla Germania Est si nasconde una storia che affonda le radici molto più lontano. La Simson fu fondata nel XIX secolo a Suhl dai fratelli ebrei Loeb e Moses Simson. L’azienda iniziò producendo armi e successivamente biciclette, automobili e motociclette.

Con l’arrivo del nazismo, la famiglia venne perseguitata e costretta a cedere l’impresa. Dopo la Seconda guerra mondiale, gli stabilimenti furono confiscati dai sovietici e successivamente trasformati in una fabbrica statale della Germania Est.

Il marchio Simson rimase così sulle moto e sui ciclomotori prodotti nella Germania comunista. Una storia che rende oggi particolarmente controverso l’utilizzo del marchio da parte dell’estrema destra.

Dai garage alle manifestazioni politiche

Il successo delle Simson, però, va ben oltre la politica. Nei garage della Germania orientale sono ancora numerosi gli esemplari conservati e restaurati. Online esiste una vera e propria cultura dedicata alla ricerca dei ricambi, alle elaborazioni e ai restauri. Per molti proprietari, una Simson non rappresenta necessariamente la nostalgia per il regime della Germania Est. È piuttosto un ricordo dell’adolescenza, un oggetto di design o semplicemente un modo economico e divertente di muoversi. È proprio questa sovrapposizione tra memoria, cultura popolare e politica ad aver creato il caso.

La famiglia discendente dai fondatori del marchio, ebrea e costretta a lasciare la Germania durante il nazismo, ha infatti espresso il proprio disappunto per l’utilizzo delle Simson da parte dell’AfD.

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