• 2 Ottobre 2026 19:17

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Le auto di Sting, il suo garage racconta una passione per le inglesi

Ott 2, 2026

A 75 anni Sting continua a preferire le auto con qualche storia alle spalle. Gordon Matthew Thomas Sumner, nato il 2 ottobre 1951 a Wallsend, non ha mai interpretato il ruolo della rockstar circondata da supercar. Nel suo passato automobilistico compaiono invece una MGB GT, una Mini Cooper S ordinata dopo aver visto quella di Madonna e una vecchia Daimler Jaguar. Tre inglesi molto diverse, accomunate da una certa distanza dal classico garage milionario da celebrità.

La Mini Cooper S vista nel garage di Madonna

Per la Mini bisogna tornare al 2002. A una festa londinese Sting si imbatté nella Mini Cooper S di Madonna. La cantante gliela mostrò e a quanto pare bastò quello: poco tempo dopo ne ordinò una presso un concessionario vicino alla sua casa di campagna nel Wiltshire. Era la versione sportiva della nuova generazione, arrivata sul mercato appena un anno prima.

Nera, anziché blu come quella di Lady Ciccone, la vettura di Sting era una Cooper S R53 mossa da un 1.6 quattro cilindri da 163 CV, aiutato da un compressore volumetrico e abbinato al manuale a sei marce. Dalle versioni meno potenti la si distingueva in una frazione di secondo: sul cofano spiccava la presa d’aria.

La MGB GT e la vecchia Daimler

Con la piccola inglese non ha nulla di che spartire la MGB GT immortalata insieme al cantante in una fotografia ripresa dal MG Car Club danese. La sportiva risale al 1965 e deriva dalla MGB aperta, alla quale aggiunge il tetto della carrozzeria firmata Pininfarina. Sull’esemplare fotografato con Sting, però, le informazioni scarseggiano: non conosciamo l’anno, il motore e nemmeno per quanto tempo sia rimasto nelle sue mani.

Qualcosa in più sulle sue abitudini al volante lo raccontò Sting nel 2017. Intervistato da WELT, spiegò di guidare ormai poco e di preferire le strade vuote, magari rientrando tardi da Londra verso la campagna inglese con la musica accesa. Disse inoltre di possedere soltanto una vecchia “Daimler Jaguar”, che stimava avesse circa 25 anni, aggiungendo di non comprare auto nuove. Alla provocazione su una Ferrari rispose che con una macchina tanto potente avrebbe probabilmente finito per mettere la propria vita in pericolo.

Il rapporto fra Sting e l’automobile, del resto, ha avuto momenti decisamente meno tranquilli. Nei primi anni dei Police il gruppo non disponeva ancora dei roadie e alla fine dei concerti caricava gli strumenti per rientrare a Londra. Durante uno di questi viaggi Sting si addormentò al volante verso le due o le tre del mattino: l’auto iniziò a sbandare, lui si svegliò urlando e riuscì a riprenderne il controllo. Stewart Copeland e l’altro compagno dormivano sui sedili posteriori. Anni dopo lo riassunse senza troppi giri: aveva rischiato di porre fine ai Police.

Il volante costituisce oggi uno spazio privato dove ascoltare musica. Sting raccontava di provare in auto melodie e idee appena registrate, cantandoci sopra liberamente e talvolta urlando. Forse il dettaglio descrive meglio delle vetture stesse il suo rapporto con la guida: meno collezionista da copertina, più musicista che ogni tanto necessita di una strada vuota e di una vecchia inglese.

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