C’è un rumore diverso nell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Non è quello secco della F1, è un suono più profondo, quasi narrativo. È il rumore dell’Endurance che torna a raccontare storie di resistenza e strategia. Quest’anno il racconto parte da qui, dall’Italia. Dalla 6 Ore di Imola, che dal 17 al 19 aprile apre ufficialmente il sipario sul FIA World Endurance Championship 2026.
Ferrari, pressione e sogni
Se c’è una squadra che arriva con i riflettori addosso, quella è la Ferrari. Il Cavallino Rampante si presenta al via della nuova stagione con l’etichetta pesante di campione in carica. E quale posto migliore per iniziare la difesa del titolo se non in Italia? Imola, infatti, non è solo una tappa, è passione pura, è un pubblico che vive ogni passaggio come fosse un giro di qualifica. Mai come quest’anno, con le Rosse tra le grandi protagoniste della categoria Hypercar, l’attesa si trasforma in pressione. Perché vincere qui non è solo un risultato, è un messaggio al campionato.
Per il quarto anno consecutivo la squadra Ferrari – AF Corse schiera le vetture 499P affidate ai medesimi equipaggi già protagonisti dal 2023. Sulla numero 50 si alterneranno Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, che nel 2025, hanno contribuito in modo sostanziale al successo del titolo iridato Costruttori del Cavallino Rampante. La 499P numero 51, invece, sarà condivisa dai campioni del mondo Piloti in carica: Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. A completare lo schieramento di vetture per il terzo anno ci sarà la 499P numero 83 iscritta da AF Corse, portata in pista dai piloti ufficiali Ferrari Yifei Ye e Phil Hanson, insieme a Robert Kubica. Il trio, che nel 2025 ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans, si presenta a Imola difendendo il successo nella FIA World Cup for Hypercar Teams 2025 riservata alle squadre indipendenti.
Il WEC più competitivo di sempre
Il Mondiale Endurance 2026 si presenta con numeri che fanno impressione: 14 costruttori, 35 vetture in griglia, 99 piloti tra Hypercar e LMGT3. Un mosaico di tecnologia, strategie e filosofie diverse. Mai come oggi il WEC è diventato un laboratorio globale dove si incontrano tradizione e innovazione. E dentro questo scenario, Imola diventa subito un banco di prova durissimo. Perché qui non basta essere veloci, bisogna essere completi.
Imola, pista vera
L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, inaugurato nel 1953, per la prima volta nel 2024 ha ospitato un round del FIA WEC. Il circuito italiano ha ospitato nel corso dei decenni anche diverse gare di endurance. Tra queste, la 500 Chilometri di Imola del 1972 con doppietta Ferrari 312 PB di Arturo Merzario davanti a Jacky Ickx. Nel 1984 Imola ha ospitato una prova del Mondiale Sport Prototipi su una distanza di 1000 chilometri. Negli ultimi anni, anche diverse gare di 6 ore nell’European Le Mans Series.
Chi pensa che una gara endurance sia solo una questione di gestione non ha mai visto Imola. Il circuito romagnolo è un manifesto dell’automobilismo “old school” con fondo sconnesso, carreggiata stretta, vie di fuga ridotte, curve tecniche e rettilinei ingannevoli.
Tra la “Tosa”, le “Acque Minerali” e la “Rivazza” serve carico aerodinamico ma anche una trazione perfetta, un telaio capace di assorbire le asperità e tanto coraggio sui cordoli. Poi c’è un altro fattore chiave: il traffico. Con due categorie in pista, i doppiaggi diventano una partita a scacchi ad alta velocità. Un errore, un attimo di esitazione, e sei fuori. Imola non perdona e non lo ha mai fatto.
Veterani e volti nuovi
Su 99 piloti pronti a gareggiare, in 11 hanno già vinto a Imola. Gente che conosce ogni centimetro di asfalto, ogni insidia nascosta dietro una curva cieca. Il tedesco Andre Lotterer con la debuttante Genesis Magma Racing è pronto a diventare il primo nella storia a correre per cinque team diversi nella classe regina. Ma ci sono anche 15 debuttanti assoluti, pronti a scrivere la loro prima pagina nel WEC. Tra questi, due nomi attirano particolare attenzione: Logan Sargeant, ex F1 al debutto con Proton Competition e Victor Martins, campione FIA F3, pronto a misurarsi con l’Endurance. E poi ci sono loro, sette piloti italiani pronti a giocarsi tutto davanti al proprio pubblico. Perché correre a Imola, per un italiano, non è mai una gara come le altre. Nella stagione 2025 Ferrari ottenne a Imola sia la pole position sia la vittoria con l’equipaggio numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi.
Il programma
La settimana è già entrata nel vivo con il Prologo, il test collettivo che apre ufficialmente la stagione e mette in pista tutte le vetture per 8 ore di lavoro. Poi si farà sul serio con le prove libere di venerdì 17 aprile dalle 10:15 alle 11:45 e dalle 15:15 alle 16:45, qualifiche e Hyperpole dalle ore 14:30 di sabato 18 aprile.
Quest’ultima rappresenta il nuovo spettacolo della velocità pura. I migliori dieci della qualifica si giocano la pole position in una sessione secca, dove non conta più la gestione ma la prestazione pura. Grande attesa per la partenza ufficiale della 6 Ore di Imola dalle ore 13 di Domenica 19 aprile. Sei ore che non sono mai solo sei ore. Sono strategie che cambiano, meteo da interpretare e stint da costruire giro dopo giro.
Il fattore pubblico
Se c’è un elemento che può cambiare il volto della gara, è il pubblico. Imola non è solo un circuito, è uno stadio a cielo aperto. Le tribune naturali, i prati, la vicinanza alla pista creano un’atmosfera unica, quasi calcistica. E quando passa la Ferrari, il volume si alza, sempre. Un’energia che può diventare carburante emotivo per team e piloti.
Il record di presenze venne registrato nel 2024 con 73.600 spettatori, lo scorso anno furono registrate 65.504 presenze durante il weekend di gara. “Tornare a Imola, firmare la pole position e poi la vittoria davanti ai Tifosi italiani è stato qualcosa di eccezionale. Non sarà affatto facile ripeterci quest’anno, ma proveremo a fare del nostro meglio” il commento di Pier Guidi, campione del mondo in carica e quattro volte vincitore della 24 Ore di Le Mans.
Tecnologia, streaming e nuova audience
Il WEC non è più solo pista, è anche piattaforma, contenuto, accessibilità globale. Grazie a FIAWEC+, il campionato è visibile ovunque, in diretta e on-demand. Un passaggio chiave per portare l’endurance a un pubblico più giovane, abituato a consumare sport in modo diverso. Proprio qui sta una delle sfide più interessanti di questo 2026, rendere 6 ore di gara un racconto moderno. Dati, strategie in tempo reale, onboard e radio team, oggi l’endurance è più leggibile che mai. Imola sarà il primo grande test anche su questo fronte.
Per quanto riguarda gli pneumatici, Michelin è il fornitore ufficiale della classe Hypercar e ha introdotto nuove gomme. Il fine settimana di Imola rappresenta quindi il primo appuntamento agonistico che permetterà ai team di valutare l’impatto di tali novità e di proseguire il lavoro di adattamento delle vetture, in termini di set-up e regolazioni, alle stesse.
La chiave della gara
La differenza la faranno i dettagli, una sosta perfetta o una scelta di gomme al momento giusto. Perché 6 ore a Imola non si vincono solo con la velocità, anche con la precisione. Questa gara conta più delle altre, aprire la stagione significa dare un segnale. Per la Ferrari è l’occasione di confermare lo status di riferimento. Per gli avversari, Toyota su tutte, è il momento di ribaltare le gerarchie. Per i tifosi, è semplicemente l’inizio di un viaggio.
La 6 Ore di Imola è il punto di partenza di una stagione che si preannuncia tra le più combattute di sempre. Una sfida tra giganti dell’automobilismo che durerà mesi, ma che inizia qui. Il WEC riparte dall’Italia e lo fa nel modo più autentico possibile: sei ore, mille storie, un solo obiettivo. Vincere.