Un sabato dalle due facce per la Ferrari al Montmelò, segnato dalle faticose ricerche di assetto nelle libere e dalla dirompente reazione prestazionale in qualifica. Se la SF-26 sfiora l’impresa con un giro magistrale di Hamilton, l’inaspettato errore in Q3 di Leclerc ne frena in parte l’entusiasmo. Il team guarda alla gara con estrema fiducia, forte di una vettura che ha finalmente sbloccato il potenziale dei nuovi aggiornamenti.
Resoconto FP3: Ferrari non riesce ad estrarre tutte le alte potenzialità della SF-26
La terza sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna si è rivelata particolarmente complessa per la Ferrari, evidenziando una faticosa ricerca del setup ideale per la SF-26 in vista delle qualifiche. Sotto il caldo sole catalano, i problemi si sono manifestati ancor prima del semaforo verde, costringendo i meccanici a trattenere la vettura di Lewis Hamilton sui cavalletti per prolungati interventi tecnici.
Il britannico è riuscito ad abbandonare la pitlane solo dopo mezz’ora, per poi rientrare quasi subito a causa di un assetto non ancora buono. Sull’altro lato del box, anche l’inizio di Charles Leclerc è stato posticipato di circa venti minuti. Il monegasco ha esordito con pneumatici Pirelli a mescola Soft, concentrandosi immediatamente sulla validazione delle mappature motore.
Nonostante un primo riscontro cronometrico incoraggiante, il monegasco ha subito lamentato via radio la presenza di fastidiose vibrazioni, un campanello d’allarme sintomatico di una messa a punto ancora precaria. Quando il sette volte campione del mondo di Formula 1 è finalmente riuscito a lanciarsi per il suo run, le difficoltà di bilanciamento della SF-26 sono parse evidenti.
Un marcato doppio controsterzo in curva 3 ha evitato una sbandata pericolosa, certificando come le coperture non fossero ancora entrate nella corretta finestra operativa. Il suo primo tentativo lo ha visto rimediare un distacco di quattro decimi dal compagno di squadra, gap accumulato soprattutto tra l’apice della curva 7 e l’uscita della 12.
Entrambi i piloti hanno effettuato ulteriori sgambate con gomme usate senza riscontrare miglioramenti, con i tecnici costretti a operare continui micro-aggiustamenti all’interno del garage per cercare la quadratura del cerchio. Nella decisiva simulazione di qualifica, le prestazioni si sono polarizzate. Hamilton non ha gestito le gomme, patendo sopratutto la percorrenza di curva 7.
Alla fine ha incassato un gap di sette decimi dalla vetta. Discorso diverso per Leclerc, decisamente più a suo agio al volante della SF-26. Il monegasco ha contenuto il distacco a due decimi, difendendosi nel settore centrale seppur cedendo il passo all’eccellente progressione della W17. Serviva un lavoro di affinamento sul setup e sulle gomme per notare al vertice Neal qualifica.
Ferrari vola con Lewis, mentre Charles esagera nel T1
Le qualifiche per la Rossa hanno sensazioni contrastanti. Se da un lato la SF-26 ha confermato di avere il potenziale per lottare al vertice, dall’altro l’amaro errore di Charles Leclerc in Q3 ha impedito alla scuderia di capitalizzare appieno il lavoro svolto al Montmelò. La sessione era iniziata sotto i migliori auspici. In Q1, le due Rosse si sono concentrate sull’attivazione gomme per accedere al massimo grip.
L’handling della vettura è apparso subito solido, segnato solo da una fisiologica ma molto leggera tendenza al sovrasterzo in uscita di curva. Lewis Hamilton ha trovato un feeling immediato, rifilando tre decimi al compagno. Entrambi hanno superato il taglio agevolmente con un solo tentativo. Il medesimo scenario, sintomo di una tyre strategy perfettamente calibrata, si è riproposto in Q2.
Con un set di gomme nuove, i ferraristi hanno centrato nuovamente la finestra termica ideale. Nonostante un giro meno pulito per Leclerc, costretto a qualche correzione di troppo tra il secondo e il terzo settore, i riscontri cronometrici (secondo e quarto tempo) hanno garantito l’accesso alla fase finale senza dover sprecare un ulteriore treno di pneumatici.
In Q3, l’abbassamento delle temperature ha rimescolato le carte. Durante il primo e decisivo run, Leclerc ha forzato eccessivamente l’ingresso in curva 3: cercando di anticipare l’erogazione del gas con una velocità di percorrenza troppo elevata, il monegasco ha innescato un violento snap perdendo la sua SF-26. Errore che mette fine alla sua qualifica proprio mentre Hamilton stava registrando il record assoluto nel primo settore.
Ripristinata l’azione, il britannico sfiora l’impresa spremendo al limite la monoposto. Un ritardo di mezzo decimo gli è costato la pole position. Tuttavia, l’ottimo secondo posto finale certifica la bontà degli aggiornamenti deliberati da Maranello e l’eccellente messa a punto della SF-26, prospettando una domenica di gara in cui la Rossa potrà recitare un ruolo da assoluta protagonista.
Risultati Qualifica GP Barcellona:
Pos.
Pilota
Scuderia
Q1
Q2
Q3
1
George Russell
Mercedes
1:15.717
1:15.228
1:14.679
2
Lewis Hamilton
Ferrari
1:15.625
1:15.418
1:14.743
3
Kimi Antonelli
Mercedes
1:15.977
1:15.295
1:14.998
4
Lando Norris
McLaren
1:16.287
1:15.361
1:15.001
5
Max Verstappen
Red Bull Racing
1:16.352
1:15.484
1:15.021
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
1:16.427
1:15.754
1:15.077
7
Oscar Piastri
McLaren
1:16.138
1:15.518
1:15.090
8
Liam Lawson
Racing Bulls
1:16.673
1:15.585
1:16.542
9
Nico Hulkenberg
Audi
1:16.066
1:15.768
1:16.657
10
Charles Leclerc
Ferrari
1:15.964
1:15.281
DNF
11
Arvid Lindblad
Racing Bulls
1:16.425
1:15.840
—
12
Gabriel Bortoleto
Audi
1:16.616
1:16.001
—
13
Franco Colapinto
Alpine
1:16.590
1:16.191
—
14
Pierre Gasly
Alpine
1:16.599
1:16.261
—
15
Oliver Bearman
Haas
1:16.571
1:16.389
—
16
Carlos Sainz
Williams
1:16.881
1:17.827
—
17
Esteban Ocon
Haas
1:17.073
—
—
18
Alexander Albon
Williams
1:17.424
—
—
19
Sergio Perez
Cadillac
1:17.545
—
—
20
Valtteri Bottas
Cadillac
1:17.757
—
—
21
Lance Stroll
Aston Martin
1:18.758
—
—
22
Fernando Alonso
Aston Martin
1:18.815
—
—