• 6 Ottobre 2022 0:45

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Italia, eldorado degli autoctoni: dal sardo Semidano al bresciano Invernenga

Nov 1, 2016
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Si è appena concluso Autochtona 2016, 13° Forum dei vini autoctoni, tenutosi come ogni anno a Bolzano all’interno della 40esima edizione di Hotel, appuntamento fieristico internazionale. Per due giorni, il 24 e il 25 ottobre, oltre 80 produttori vinicoli provenienti da 16 differenti regioni d’Italia hanno presentato i loro vini da vitigni autoctoni italiani: l’Italia è infatti tra i primi, se non addirittura il primo, paese al mondo per biodiversità viticola. Le etichette degustate dagli oltre 1.300 partecipanti sono state circa 320.

Molte le varietà sconosciute alla quasi totalità del pubblico, come il Semidano, proveniente dalla Sardegna, o l’Invernenga, antica varietà bresciana a bacca bianca il cui nome deriverebbe dall’uso di conservare d’inverno gli acini d’uva; o ancora rarissimi vini provenienti delle Alpi Orientali con nomi dialettali come Sciaglin, Ucelùt, Cjanòrie o Forgiarin. Presenti anche due uve dell’Emilia-Romagna di recente riscoperta, il Centesimino e l’Uva del Tundé, varietà a bacca rossa del ravennate che è stata riportata in auge grazie al progetto ‘Vitigni Minori’ coordinato dall’Università di Bologna, indagine che pochi anni fa permise di identificare ben dieci biotipi che erano andati persi. Non voglio dimenticare, direttamente dall’Oltrepò Pavese, la Mornasca, recuperata grazie all’amico viticoltore Domenico Cuneo.

Come in ogni edizione di Autochtona una giuria ha selezionato e premiato con gli Autochtona Awards 6 etichette tra le oltre 70 portate in concorso. I vincitori, categorie per categoria, a cui dedicherò più avanti un approfondimento, sono stati i seguenti:

Miglior Vino Rosso

Valpolicella Ripasso Doc San Giacomo 2014 dell’azienda Villa Mattielli – Veneto

Miglior Vino Rosato

Marche Rosato IGT pinkonero 2015 dell’azienda Angeli di Varano – Marche

Miglior Vino Bianco

Colli Tortonesi Doc Timorasso Cantico 2014 dell’Azienda Agricola di Giovanni Daglio – Piemonte

Migliori Bollicine

Christian Bellei, Millesimato 2012, Metodo Classico di Cantina della Volta – Emilia Romagna

Miglior Vino Dolce

Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc Gilli 2015 della Cascina Gilli – Piemonte

Premio Speciale Terroir

Schiava Grigia Sonntaler 2015 di Cantina Cortaccia – Alto Adige

assegnato come da tradizione all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento.

Mercoledì 26 il testimone è passato da Autochtona a Vinea Tirolensis, in cui i protagonisti sono stati i Vignaioli dell’Alto Adige, con oltre 70 partecipanti. Nell’ambito di Vinea Tirolensis viene organizzato, in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige, il Tasting Lagrein, i cui vincitori sono premiati con i Lagrein Awards, nella categorie rosso, riserva e rosato. I vincitori del concorso dedicato al vitigno autoctono a bacca rossa più rappresentativo dell’Alto Adige sono stati i seguenti:

Miglior Lagrein

Alto Adige Lagrein DOC 2015 di Untermoserhof di Georg Ramoser

Miglior Lagrein Riserva

Alto Adige Lagrein Riserva DOC Taber 2014 di Cantina Produttori Bolzano

Miglior Lagrein Rosato (Kretzer)

Alto Adige Lagrein DOC Rosé 2015 di H. LUN

L’appuntamento con la prossima edizione di Autochtona è il 16 e 17 ottobre 2017, come sempre a Fiera Bolzano.

Passiamo ora ad un approfondimento dei vini vincitori ad Autochtona 2016

Miglior Vino Rosso

Valpolicella Ripasso Doc San Giacomo 2014 dell’azienda Villa Mattielli – Veneto

Vincitore tra i vini rossi, il ripasso si ottiene attraverso una pratica tradizionale della Valpolicella che prevede, dopo la pigiatura delle uve appassite dell’Amarone, la rifermentazione del Valpolicella d’annata sulle vinacce dell’Amarone. E’ ottenuto da uve Corvina al 60%, Corvinone al 20% e Rondinella al 20%. Grado alcolico del 14 %. Vendemmia manuale a fine settembre, a cui segue prima la vinificazione e poi il ripasso. A questo punto matura per circa 10 mesi per l’80% in barriques di rovere francese e per il 20% in acciaio. Assemblaggio e successivo affinamento in bottiglia. Nel bicchiere si presenta di colore rubino molto intenso con note granata. Sentori di frutta del sottobosco e ciliegia, anche sotto spirito, spezie a cui seguono note di cioccolato e tabacco. In bocca è rotondo, morbido nei tannini, di buon corpo e struttura, complesso e persistente.

Prezzo in enoteca: 18-20 €

Qualche nota su Villa Mattielli: Roberta Roncolato ed il marito Giacomo Giordano hanno fondato l’azienda nel 2009, continuando così la tradizione vitivinicola della famiglia di lei, iniziata tre generazioni prima, a metà Novecento. Trenta ettari di vigneto tra Soave e Valpolicella, gestiti con metodi naturali. La produzione è di circa 180.000 bottiglie, divise tra 11 etichette, di cui due dedicate alle figlie Giada ed Ambra. L’enologo è Giuseppe Carcereri De Prati.

Miglior Vino Rosato

Marche Rosato IGT pinkonero 2015 dell’azienda Angeli di Varano – Marche

Vincitore tra i vini rosati, si ottiene per salasso del Rosso Conero DOCG, ottenuto da uve Montepulciano in purezza e vinificato in cemento. Il “salasso” (saignée) consiste nell’effettuare la normale pigiatura delle uve, una breve macerazione e, una volta raggiunto il colore desiderato, estrarre una parte del mosto, fino al 20-30 %, e farlo fermentare con la stessa procedura della vinificazione in bianco. La parte di mosto che resta a contatto con le vinacce verrà utilizzata per la vinificazione in rosso classica. Il tenore alcolico di pinkonero è del 13 %. Di colore intenso, quasi cerasuolo, si caratterizza per le note floreali, evidenti le roselline di bosco, e fruttate, dalla fragola alla ciliegia, con grande presenza di lampone. In bocca è sapido, persistente, fresco e dotato di grande acidità. La produzione è di circa 4.000 bottiglie

Prezzo in enoteca: 10-12 €.

Angeli di Varano è una piccola azienda familiare, 5,5 gli ettari di vigneto che consentono di produrre 25.000 bottiglie su 6 etichette diverse. La famiglia Cucchioni produce vino da tre generazioni: dal 2010 i 2 fratelli Lorenzo, che si occupa prevalentemente della parte commerciale, e Matteo, enologo con esperienze in tutto il mondo, si dedicano esclusivamente all’azienda. Lavorano principalmente sul vitigno Montepulciano, aiutati dal papà e da Primo, contadino di oltre 80 anni, da una vita in vigna. Alla mamma la gestione del B & B annesso alla cantina.

Miglior Vino Bianco

Colli Tortonesi Doc Timorasso Cantico 2014 dell’Azienda Agricola di Giovanni Daglio – Piemonte

Vincitore tra i vini bianchi, è un Timorasso in purezza. Il Timorasso è uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi del Piemonte sud-orientale. Nei Colli Tortonesi raggiunge la sua massima espressione. Vendemmia manuale nella seconda decade di settembre, vinificazione e poi maturazione per 16-18 mesi in acciaio, prima dell’affinamento in bottiglia. La produzione è di circa 3.500 bottiglie, con un tenore alcolico del 13 %. Nel bicchiere si presenta di un luminoso e vivace giallo paglierino con riflessi dorati. I profumi spaziano dalle erbe medicinali ai fiori bianchi, fino alla frutta esotica, di grande piacevolezza in bocca, sapido, morbido, lineare e con grande equilibrio.

Prezzo in enoteca: 16-18 €

Giovanni Daglio, contadino di famiglia contadina, ha deciso di non fare il farmacista proprio per continuare la tradizione di nonno Giovanni e papà Vincenzo e fa vino col cuore sui Colli Tortonesi. Personaggio da conoscere, poco avezzo ai social e al marketing, ma sempre pronto a tagliare un salame e ad aprire una bottiglia, magari di Timorasso.

Lavora con passione i suoi vigneti a Costa Vescovado, circa 10 ettari, con cui produce 35.000 bottiglie, ripartite su 7 etichette, oltre ad una certa quantità di vino sfuso, prevalentemente per una clientela privata, che da anni va a trovarlo ogni anno e fa onore alla sua ospitalità contadina prima di comprare damigiane dei suoi vini.

Migliori Bollicine

Christian Bellei, Millesimato 2012, Metodo Classico di Cantina della Volta – Emilia Romagna

Vincitore tra le bollicine, è uno Spumante Bianco ottenuto dalla vinificazione in purezza delle uve di Lambrusco di Sorbara , vendemmiate nell’ultima settimana di settembre. Vinificazione in bianco in acciaio e chiarifica. Resta 34 mesi in catasta sui lieviti. E’ la prima annata, prodotta in 20.000 bottiglie, con un tasso alcolico del 12,5 %. Si è scelta la vinificazione in bianco – in modo che il colore rosso non influenzi il giudizio – per dimostrare che il Lambrusco di Sorbara può essere un’ottima base per il metodo classico. Nel bicchiere è di colore giallo paglierino molto tenue, con riflessi verdolini, quasi un giallo lunare, dal perlage fine, continuo e persistente. Profumi floreali e fruttatti, con la mela gialla grande protagonista. In bocca la bollicina è decisa, buona l’acidità, piace per rotondità ed equilibrio.

Prezzo in enoteca: 20 – 22 €

Cantina nata nel 2010, quando alcuni amici ed appassionati di vino si riuniscono intorno a Christian Bellei, erede di una tradizione familiare che parte dal 1920, con competenze uniche sul metodo classico e sulla rifermentazione in bottiglia del Lambrusco di Sorbara. L’azienda ha 10 ha di vigneto a Pinot Nero e Chardonnay, dal prossimo anno certificata biologico, mentre il Lambrusco di Sorbara viene da conferitori storici a cui si rivolgeva già Bruno, il nonno di Christian. La produzione è di circa 120.000 bottiglie, divise tra 11 etichette diverse, tra cui 8 di metodo classico. Grande merito nel risollevarsi dagli ingenti danni provocati dall’alluvione del 2014.

Miglior Vino Dolce

Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc Gilli 2015 della Cascina Gilli – Piemonte

Ottenuto da Malvasia di Schierano in purezza, vitigno aromatico a bacca nera diffuso in Piemonte. Vinificazione in acciaio e spumantizzazione in autoclave secondo il metodo Martinotti. Il grado alcolico è del 6,5 %. La produzione è di 39.000 bottiglie, vendute prevalentemente all’estero.

Nel bicchiere si presenta di colore rosso cerasuolo, vivace nei riflessi purpurei, dalla spuma soffice, quasi di nuvola. E’ un vino che mi piace definire allegro, di grande freschezza ed intenso nei profumi, floreali nelle roselline selvatiche e nell’iris, fruttati nel sottobosco.

Prezzo in enoteca: 9 – 11 €

Cascina Gilli è situata sulle colline del basso Monferrato, in un territorio in parte sottovalutato e meritevole di una grande valorizzazione. E’ un edificio storico del 1700 di proprietà della famiglia Vergnano e gestita dal 1983 da Gianni Vergnano, che ha costruito la nuova cantina e si è concentrato sui vitigni della tradizione piemontese: Freisa, la Barbera d’Asti, la Bonarda Piemonte e la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco. In particolare l’azienda, in collaborazione con il prof. Gerbi e la facoltà di Agraria di Torino, si è molto concentrata sulla Freisa, ottenendo riconoscimenti fin dalla prima vendemmia, datata 1985. A Giovanni piace ricordare non solo il contributo dei suoi familiari – la moglie Luisa ed i figli Paolo e Alina – ma anche quello del suo enologo, Giampaolo, figlio del prof. Gerbi, e del suo cantiniere, Giovanni Matteis.

Premio Speciale Terroir

assegnato come da tradizione all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento.

Schiava Grigia Sonntaler 2015 di Cantina Cortaccia – Alto Adige

Ottenuto da Schiava Grigia in purezza, i cui grappoli sono cresciuti sulle viti più vecchie di Cortaccia, che danno raccolti modesti, di qualità molto pregiata. Vinificazione in acciaio e maturazione in grandi fusti di legno. La produzione è di circa 20.000 bottiglie, con un tenore alcolico del 12,5 %. Di colore rosso rubino brillante, piace per i profumi di amarena, fragole e ribes. In bocca è fresco, dotato di corpo e struttura, succoso e persistente, corretto nei tannini.

Prezzo in enoteca: 11 – 13 €

La Cantina Cortaccia, o Kurtatsch, fondata nel 1900, è una delle cantine sociali più vecchie dell’Alto Adige, ed anche delle più piccole, con 190 soci che lavorano 190 ettari di vigna, per l’85% nel comune di Cortaccia. I vigneti sono situati fra i 220 e i 900 metri d´altitudine: tutti fattori che hanno contribuito alla formazione della filosofia della cantina: fare vini che rispecchino fedelmente il terroir, da cui provengono. I vitigni coltivati sono sia internazionali, sia gli autoctoni dell’Alto Adige: una menzione per Merlot, Cabernet, Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon, Pinot Grigio e Müller Thurgau. La produzione annua è di 1,2 milioni di bottiglie, vendute per il 56% in Alto Adige, per il 24% nel resto dell’Italia e per il 20% estero. Il Presidente è Andreas Kofler e Othmar Donà è l’enologo.

DA NON PERDERE

Dal 04/11/2016 al 08/11/2016 – Merano

XXVesima edizione del Merano Wine Festival

Per info: http://www.italiadelvino.com/news.asp?id_news=1249

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