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In coda per l’iPhone X c’è chi non perde tempo, ma guadagna – Corriere della Sera

Nov 8, 2017

Chi guadagna dall’attesa paga il 10% di tasse

Ma torniamo ai codisti. Come ha scritto Alessio Ribaudo sul Corriere (sfiora l’icona blu per leggere l’articolo e vedere il videoreportage), il neologismo coniato per indicare chi svolge file conto terzi non indica un lavoretto in nero e in barba al fisco. Si tratta, invece, di una vera professione regolata da un contratto collettivo nazionale, retribuita a ore dai clienti che, dopo il pagamento, ricevono una ricevuta fiscale. Le code in Italia non mancano mai e per assurdo la temuta, odiata e contesta burocrazia finisce per trasformarsi in un’occasione per fare soldi. Sempre pi persone non hanno il tempo o la voglia di fare la fila agli sportelli e si affidano a me — spiega Irene Xotta, 41 anni, di Galliate nel Novarese — che ho fatto di banche, uffici postali e agenzie delle Entrate il mio pane quotidiano. Siamo pagati in base al tempo realmente trascorso in coda e chiediamo 10 euro l’ora su cui poi versiamo il 20 per cento di tasse. Ogni italiano sembra destinato a passare circa 400 ore (16 giorni) l’anno in fila con un costo, secondo l’associazione dei consumatori Codacons, di 40 miliardi di euro in tempo-lavoro buttato. L’Istat segnala poi un sensibile aumento del numero di coloro che per sbrigare pratiche attendono anche pi di 20 minuti. Se avete deciso di pagare per farvi comprare un iPhone X, non dimenticatevi di richiamare il vostro codista quando dovrete ritirare un nuovo documento all’anagrafe.

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